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Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1192 E"

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Scheda aggiornata al 15-03-2019
Opera 1192 E
  • inv. 1192 E
  • Vasari Giorgio (1511/ 1574)
  • Abramo nella valle di Mambre
  • Tecnica e materia: tracce di pietra nera, penna e inchiostro, riquadrato a penna e inchiostro su carta
  • Misure: 304 x 207 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) in basso al centro

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "Giorgio vasari", a penna sul recto in basso a destra
  • autore ignoto: "1192 esp", a matita sul verso in basso
  • autore ignoto: "1192 esp / Giorgio Vasari", a matita sul verso in alto

Notizie storiche e critiche

Si tratta del disegno preparatorio per la perduta pala con ‘Abramo nella valle di Mambre’ che Giorgio Vasari realizzò tra il 1539 e il 1540 contestualmente a una più ampia commissione relativa alle decorazioni per il refettorio del monastero olivetano di San Michele in Bosco a Bologna. L’incarico, affidato a Vasari dal priore don Filippo Serragli su interessamento dell’amico del pittore don Miniato Pitti, abate presso San Miniato al Monte a Firenze, venne regolato da un contratto sottoscritto il 2 febbraio 1539. Esso prevedeva l’esecuzione di altre due pale con ‘Cristo in casa di Marta e Maria’ e ‘La cena di san Gregorio Magno’, attualmente alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (inv. 7058 e inv. 534) , per le quali si conservano ancora i rispettivi disegni preparatori al Louvre (inv. RF 92, link ) e al Musée de Beaux-Arts di Rennes (inv. 794.1.3044) . Oltre ai tre dipinti, veniva richiesta anche la realizzazione di un fregio a grottesche con scene dall’‘Apocalisse’ e vedute dei monasteri olivetani d’Italia, da affrescare lungo le pareti del refettorio; degli affreschi si occuparono tre collaboratori dell’aretino, Cristoforo Gherardi, noto come il Doceno, Giovan Battista Cungi e Stefano Veltroni . La commissione bolognese, che impegnò Vasari fino alla primavera del 1540, si colloca in un momento di affermazione professionale per l’artista che aveva da poco ottenuto anche l’importante incarico relativo a diversi dipinti per l’eremo di Camaldoli e che iniziava a rinsaldare legami di amicizia con alcuni dei più raffinati e influenti intellettuali dell’epoca incontrati durante il suo viaggio a Roma nel 1538, ad esempio Annibale Caro o Paolo Giovio . Durante quel soggiorno romano Vasari ebbe inoltre occasione di confrontarsi con i cicli pittorici di Raffaello e della sua scuola, facendone oggetto di un’intensa campagna di studio . I risvolti artistici di quella esperienza appaiono con evidenza anche nel nostro disegno dove affiorano puntuali citazioni dal maestro urbinate, come ad esempio i tre angeli in volo, che rimontano a quelli dipinti nel riquadro con il ‘Battesimo di Cristo’ alla cosiddetta Loggia di Raffaello nel Palazzo Apostolico (XIII.3), oppure il gruppo di Agar con in braccio Ismaele, in riferimento a un dettaglio della scena con ‘Dio che appare a Noè’ affrescata sulla volta della Stanza di Eliodoro. Il foglio agli Uffizi riflette la maturazione professionale di Vasari che, alla soglia dei trent’anni, raggiunse una cifra stilistica assai personale e definita, dovuta principalmente allo studio approfondito e alla comprensione delle opere di alcuni dei più importanti artisti che operarono tra Bologna, la Toscana e Roma durante la prima metà del Cinquecento. In particolare, oltre a espedienti tecnici che nel nostro disegno proverebbero la conoscenza delle incisioni di Dürer, come l’alone di luce ottenuto a risparmio intorno ai tre angeli (cfr. Gregory 2012), diverse soluzioni formali rievocano una poetica visiva d’impronta tipicamente parmigianinesca. L’artista aretino, che aveva quasi sicuramente visto diversi dipinti del Parmigianino già durante un suo precedente viaggio nella città petroniana nel 1530 , iniziò infatti a manifestare nelle sue opere grafiche e pittoriche un certo interessamento per il sofisticato ed elegante linguaggio del parmense proprio in corrispondenza del prolungato soggiorno bolognese del 1539-1540 . Il foglio rispecchia la riflessione di Vasari sulle opere del maestro emiliano soprattutto in relazione al modo di disegnare le aggraziate figure dei tre angeli, rese con un tratto a penna rapido e delicato, oppure nel particolare profilo del volto di Mosè inginocchiato. Questo elemento trova infatti corrispondenza in una figura di vescovo disegnata da Mazzola (Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, inv. 741 E verso) e certamente conosciuta dal pittore aretino, che ne realizzò una copia oggi al Louvre (département des Arts graphiques, inv. 10992, link ). Come è già stato messo in luce dalla critica, l’interessamento di Vasari per il parmense potrebbe essere stato tra l’altro stimolato dalle ricerche formali intraprese dall’amico Francesco Salviati, giunto anch’egli a Bologna nel 1539 in cerca di commissioni che tuttavia non ricevette secondo le sue aspettative tanto che se ne allontanò poco tempo dopo per recarsi a Venezia . In effetti, in concomitanza con la sosta nella città felsinea, nelle opere salviatesche si inizia a registrare un’interessante sintesi tra la statuaria monumentalità dei modelli toscani e la raffinatezza del linguaggio parmigianinesco, forse già in parte recepito nel corso degli anni Trenta, in occasione dei soggiorni romani dell’artista fiorentino . È inoltre probabile che, proprio a Roma, egli si fosse significativamente avvicinato all’opera del concittadino Perin del Vaga, uno dei primi toscani a dimostrare un certo interesse verso gli ideali estetici elaborati dal Parmigianino . Alcune soluzioni compositive presenti nei dipinti bolognesi di Vasari, in particolare nella già menzionata pala di ‘Cristo in casa di Marta e Maria’ – ancora in corso d’opera nel 1540 –, sembrano, in effetti, già risentire delle nuove sperimentazioni di Salviati . Del disegno agli Uffizi, la cui presenza nelle collezioni del museo fiorentino è attestata con sicurezza a partire dalla fine del XVIII secolo (Pelli Bencivenni [1775-1793] [GDSU, ms. 102]), si conoscono altre tre versioni di dubbia autografia conservate rispettivamente al Musée des Beaux-Arts di Lille (inv. 547), al Památník Národního Písemnictví di Praga (inv. IK 5214) e in collezione privata a Boston . (Michele Grasso 2019)

Mostre

  • Firenze 1964
    Barocchi P., Mostra di disegni del Vasari e della sua cerchia, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1964, Firenze 1964, pp. 15-16 n. 4, fig. 2 (scheda a cura di Barocchi P.)
  • Arezzo 1981
    Corti L./ Davis M. D./ Davis Ch./ Kliemann J., La Toscana nel '500. Giorgio Vasari. Principi, letterati e artisti nelle carte di Giorgio Vasari. Lo storiografo dell'arte nella Toscana dei Medici. Pittura vasariana dal 1532 al 1554, catalogo mostra Arezzo, Casa Vasari - Sottochiesa di San Francesco 1981, Firenze 1981, p. 56 n. III/3, fig. 127 (scheda a cura di Davis C.)
  • Ferrara 1985
    Bentini J., Bastianino e la pittura a Ferrara nel secondo Cinquecento, catalogo mostra Ferrara, Palazzo dei Diamanti 1985, Bologna 1985, pp. 18-19 n. 12
  • Firenze 2018
    Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi 2018, Firenze 2018, p. 88 n. I.1 (scheda a cura di Grasso M.)

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. IV ("Vasari Giorgio Aretino") v. Universale VII n. 3
  • Ferri P. N. 1881
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni esposti al pubblico nel corridoio del Ponte Vecchio nella R. Galleria degli Uffizi con l'indice dei nomi degli Artefici, Firenze, 1881, p. 63 cornice 448
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 154
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 60 v. cornice 217
  • Jacobsen E. 1898
    Jacobsen E., Die Handzeichnungen der "Uffizien" in ihren Beziehungen zu Gemälden, Sculpturen und Gebäuden in Florenz, in Repertorium für Kunstwissenschaft, XXI, 4, 1898, p. 266 n. 17
  • Barocchi P. 1964
    Barocchi P., Vasari pittore. 24 tavole a colori, 142 illustrazioni in nero, Firenze, 1964, pp. 18, 126 sotto il n. 15
  • Barocchi P. (1964) 1963-1964
    Barocchi P., Atti e memorie dell'Accademia toscana di scienze e lettere la Colombaria, contributo in periodico , bibliografia specifica (1964) 1963-1964, p. 255, fig. 1
  • Petrioli Tofani A. 1987
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni esposti 2, Firenze, 1987, pp. 493-494 n. 1192 E
  • Lille 1989-1990
    Brejon de Lavaregnée B., Renaissance et Baroque: dessins italiens du musée de Lille, catalogo mostra Lille, Musée de Beaux-Arts 1989-1990, Milano 1989, p. 93 sotto il n. 43 (scheda a cura di Brejon de Lavaregnée B.)
  • Corti L. 1989
    Corti L., Vasari. Catalogo completo dei dipinti, Firenze, 1989, p. 24 sotto il n. 11
  • De Girolami Cheney L. 1993
    De Girolami Cheney L., Vasari and Naples: The Monteolivetan Order, in Chenault Porter J./ Scott Munshower S., Pharthenope's Splendor: Art of the Golden Age in Naples , University Park (PA) ,1993, p. 52, fig. 1-11
  • Härb F. 1994
    Härb F., Giorgio Vasari (1511-1574). Die Zeichnungen, Wien, 1994, , n. 37
  • Sassu G. 1996
    Sassu G., Alcune riflessioni sui forestieri a Bologna nella prima metà del Cinquecento, in Pigozzi M. (a cura di), Pietro Lamo, Graticola di Bologna (1560), Bologna ,1996, p. 195 nota 79
  • Praga 1996-1997
    Zlatohlávek M., Italian Renaissance Art from Czech Collections, catalogo mostra Praga, Národní galerie 1996-1997, Praga 1996, p. 225 sotto il n. XXVI (scheda a cura di Zlatohlávek M.)
  • Brejon de Lavergnée B./ Lemmerle F. 1997
    Brejon de Lavergnée B./ Lemmerle F., Catalogue des dessins italiens. Collections du Palais des Beaux-Arts de Lille, Paris-Lille, 1997, p. 234 sotto il n. 672 (scheda a cura di Brejon de Lavergnée B.)
  • Härb F. 1998
    Härb F., Modes and Models Vasari's Early Drawing Oeuvre, in Jacks Ph., Vasari's Florence. Artists and Literati at the Medici Court, Cambridge ,1998, p. 96
  • Sassu G. 1999
    Sassu G., Percorsi della maniera: tra Giorgio Vasari e Prospero Fontana, in Arte a Bologna: bollettino dei musei civici d'arte antica, 5, 1999, p.162 nota 21
  • Sassu G. 2000 (2001)
    Sassu G., Riconsiderazioni sull'attività di Prospero Fontana tra il 1539 e il 1545, in Proporzioni , I, 2000 (2001), p. 91 nota 9
  • Paris 2001
    Faietti M./ Cordellier D., Un siècle de dessin à Bologne 1480-1580. De la Renaissance à la réforme tridentine, catalogo mostra Paris, Chapelle du Musée du Louvre, aile Sully 2001, Paris 2001, p. 117 sotto il n. 34 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Bologna 2002
    Faietti M., Il Cinquecento a Bologna. Disegni dal Louvre e dipinti a confronto, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2002, Milano 2002, pp. 220 sotto il n. 55 (scheda a cura di Albonico C.), 212 sotto il n. 53 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Sassu G. 2011
    Sassu G., "Giorgio Aretin Invenit": osservazioni su Vasari "designer" per Prospero Fontana, in Artibus et Historie, XXXII, 64, 2011, p. 148 nota 19
  • De Girolami Cheney L. 2012
    De Girolami Cheney L., Giorgio Vasari. Artistic and Emblematic Manifestation, Washington DC, 2012, pp. 142, 201 , fig. 11
  • Gregory S. 2012
    Gregory S., Vasari and the Renaissance Print, Farnham, 2012, p. 199 , fig. 4. 24
  • Agosti B. 2013
    Agosti B., Giorgio Vasari. Luoghi e tempi delle Vite, Milano, 2013, pp. 40-41 , fig. 12
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 815 n. 3
  • Härb F. 2015
    Härb F., The Drawings of Giorgio Vasari (1511-1574), Roma, 2015, pp. 125, 176-177 n. 38
  • Pagliano É. 2015
    Pagliano É., Disegno 2. Retours sur la collection de dessin italiens du musée des Beaux-Arts de Rennes, catalogo mostra Rennes, Musée des Beaux-Arts 2015 Rennes 2015, p. 128 nota 12 (scheda a cura di Pagliano É.)
  • Faietti M. 2018
    Faietti M., Vivere fuor di squadra e morire di malinconia: Vasari su Aspertini e Francia, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 38
  • Grasso M. 2018
    Grasso M., Vasari ammiratore del Parmigianino a Bologna, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 119 nota 20
  • Grasso M. 2018
    Grasso M., Bologna 1539-1540: Giorgio Vasari, la commissione di San Michele in Bosco e gli artisti con il «capo pieno di superbia e di fumo», in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 82
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