Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "13332 F"

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Scheda aggiornata al 05-02-2019
Opera 13332 F
  • inv.: 13332 F
  • Primaticcio Francesco (1504/ 1570)
  • Il carro del Sole preceduto dall'Aurora
  • Tecnica e materia: pietra nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo) su carta
  • Misure: 316 x 497 mm
  • Filigrana: uno scudo con uno sperone (?) e la lettera N , sormontato da una rosa (non presente in Briquet)
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "Abbate Primaticci", a penna sul verso
  • autore ignoto: "13332 F", a matita sul verso in basso a destra

Notizie storiche e critiche

Con una missiva datata al 16 luglio 1658, fra’ Bonaventura Bisi, uno degli agenti di Leopoldo de’ Medici attivo sul mercato bolognese, informava il Principe sulla possibilità di ottenere, con l’acquisto di alcuni disegni, anche due fogli “del Primaticcio di penna et acquerella” raffiguranti “in uno […] il carro della notte col sogno et fantasmi et nel’altro quello del Sole et avanti vi è l’Aurora che sparge fiori […]”; su quest’ultima figura Bisi si intratteneva precisando che “per essere veduta di sotto in sù è un poco lasciveta” (ASFi, CdA III, 30). I disegni, facilmente identificabili con due opere oggi agli Uffizi, corrispondono rispettivamente al Carro della Luna con due divinità del Sonno (inv. 13335 F, link ) e al Carro del Sole preceduto dall’Aurora, qui in esame. Leopoldo dovette accettare immediatamente l’offerta dato che solo pochi giorni dopo, il 26 luglio, Bisi confermò l’acquisto e l’invio delle opere a Firenze (ASFi, CdA III, 30). Ancora nei registri settecenteschi delle collezioni grafiche degli Uffizi i due disegni erano ritenuti di mano del Primaticcio (GDSU, ms. 102 [1775-1793]), mentre Pasquale Nerino Ferri li classificò sotto il nome di Giulio Romano, salvo poi, in un secondo momento, restituirli giustamente al bolognese, come del resto si evince anche dalla lettura degli inventari a schede otto-novecenteschi della collezione. Il riferimento a Giulio non appare però del tutto inappropriato dal momento che i due fogli testimoniano chiaramente l’influenza che il maestro romano esercitò sul giovane Primaticcio durante il suo documentato periodo di attività nel cantiere mantovano di Palazzo Te, tra il 1525 e il 1531 . Anche Giorgio Vasari, che ebbe modo di incontrare personalmente Francesco a Bologna nel 1563 , riferisce che tra le varie mansioni affidate al giovane allievo vi era anche l’incarico di tradurre su carta in bella copia i progetti di Giulio per i dipinti del palazzo . Tra questi, il celebre affresco del soffitto della Camera del Sole e della Luna, come osserva Dominique Cordellier (in Paris 2004-2005; in Bologna 2005), sembra aver decisamente ispirato l’invenzione dei nostri fogli. In particolare l’audace scorcio prospettico di sotto in su dell’Aurora nel Carro del Sole, che aveva impressionato Bonaventura Bisi, conserva tanto le ambizioni spaziali di Giulio quanto l’ostentato carattere erotico della mitologia che connota buona parte dei suoi dipinti mantovani. Sebbene si tratti di un’opera giovanile, e per questo soggetta ad alcune incertezze stilistiche rilevabili soprattutto nella figura dell’auriga, l’identità artistica di Francesco già emerge nella definizione del tratto grafico e nella sapiente resa della luce aurorale, oltre che nell’energica e stravagante andatura dei cavalli. Entrambi i fogli riflettono tuttavia la lezione giuliesca anche per quanto riguarda aspetti di natura tecnica e procedurale. Dalla lettura del trattatello Osservazioni sulla Pittura di Cristoforo Sorte, pubblicato a Venezia nel 1580, si apprende infatti che erano in uso nell’atelier mantovano di Giulio due metodi prospettici per ottenere scorci efficaci: il primo basato su costrutti di carattere puramente geometrico, mentre l’altro su una particolare applicazione del velo albertiano . In questo caso si copiava il riflesso dal basso di modelletti plastici appositamente eseguiti e posizionati su uno specchio al quale veniva applicato un reticolo ortogonale. Primaticcio, che sfruttò ampiamente entrambe le tecniche prospettiche per eseguire i progetti per gli scorci dei soffitti di Fontainebleau, oggi in gran parte conservati al Louvre , avrebbe quindi potuto già sperimentare tali soluzioni a Mantova sotto la guida di Giulio Romano, come dimostrerebbero appunto i due fogli degli Uffizi. (Michele Grasso, in Firenze 2017-2018)

Mostre

  • Napoli 1952
    Bologna F./ Causa R., Fontainebleau e la Maniera Italiana. Mostra d'Oltremare e del lavoro italiano nel mondo, catalogo mostra Napoli, Centro Italiano di Arte Cultura Spettacolo 1952, Firenze 1952, p. 65 (scheda a cura di Bologna F./ Causa R.)
  • Firenze 2017-2018
    Conticelli V./ Gennaioli R./ Sframeli M., Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi 2017-2018, Firenze 2017, pp. 506-507 n. 156 (scheda a cura di Grasso M.)

Bibliografia

  • (ASFi, CdA, III, 30, c. 358 r.), 1658/ 7/ 16
    Bonaventura Bisi, Lettera a Leopoldo de' Medici, 1658/ 7/ 16 [Bologna], (ASFi, CdA, III, 30, c. 358 r.), c. 358 r.
  • (ASFi, CdA, III, 30, cc. 360 r.-v.), 1658/ 7/ 26
    Bonaventura Bisi, Lettera a Leopoldo de' Medici, 1658/ 7/ 26 [Bologna], (ASFi, CdA, III, 30, cc. 360 r.-v.), cc. 360 r.-v.
  • I nomi de Maestri 1663 (BNCF, Palatino 1031, cc. 29/24 r.-33/ 28 v.)
    I nomi de Maestri, I nomi de Maestri de quali il Ser.mo Principe Leopoldo ha disegni, 1663 (BNCF, Palatino 1031, cc. 29/24 r.-33/ 28 v.), c. 32/27 v. "Primaticcio"
  • Baldinucci F. 1673 (GDSU, ms. III C 37, 738)
    Baldinucci F., Registro de’ Disegni Per Tenere S. A. Rev.ma, 1673 (GDSU, ms. III C 37, 738), "Primaticci n. 19"
  • Baldinucci F. 1673, 1675 (BNCF, Postillato 97)
    Baldinucci F., Listra de' Nomi de' Pittori, di mano de' quali si hanno Disegni, e il primo numero denota quello de' Disegni, e l'altro denota quello, nel quale, òfiorirono, ò morirono i medesimi Pittori, e tutto fino al presente giorno8 Settembre 1673. Andandosi sempre agumentando la raccolta de' medesimi, e essendo fatta questa per semplice memoria, ne esser messi per anco i tempi a tutti; non si è osservato ordine alcuno nel metterli in nota, se non quello dell'Alfabeto, Firenze, 1673, 1675 (BNCF, Postillato 97), "Primaticcio (19+5)"
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. III ("Primaticcio Abate") v. Universale IV n. 7
  • Fileti Mazza M. 1993
    Fileti Mazza M., Archivio del collezionismo mediceo. Il cardinal Leopoldo. II. Rapporti con il mercato emiliano, Milano, 1993, v. II p. 703
  • Paris 2004-2005
    Cordellier D./ Py B., Primatice maître de Fontainebleau, catalogo mostra Paris, Musée National du Louvre 2004-2005, Paris 2004, p. 74 sotto n. 2 (scheda a cura di Cordellier D.)
  • Bologna 2005
    Cordellier D., Primaticcio, un bolognese alla corte di Francia, catalogo mostra Bologna, Palazzo Re Enzo 2005, Milano 2005, p. 73 sotto il n. 2 (scheda a cura di Cordellier D.)
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 626 n. 7
  • Aliventi R./ Da Rin Bettina L./ Faietti M./ Grasso M./ Sassi R. 2017
    Aliventi R./ Da Rin Bettina L./ Faietti M./ Grasso M./ Sassi R., Una "muta historia": la storia dell'arte per immagini nella collezione didisegni di Leopoldo de' Medici, in Conticelli V./ Gennaioli R./ Sframeli M., Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi 2017-2018, Firenze 2017, p. 117

 

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