Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1782 O"

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Scheda aggiornata al 14-03-2019
Opera 1782 O
  • inv.: 1782 O
  • Dubreuil Toussaint (1558 o 1561/ 1602)
  • Progetto di decorazione di un soffitto con Dei dell'Olimpo
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo) su carta marroncina
  • Misure: 174 x 127 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • autore ignoto ottocentesco (?): "Parmigianino", a penna su un cartoncino incollato al vecchio montaggio, a sua volta incollato al nuovo montaggio
  • S. Béguin: "l'attribution [...] probablement un des Campi/ S. B.", a matita sul vecchio montaggio, incollato al nuovo montaggio
  • autore ignoto: "Cf. Dubreuil/ Kunstbibliothek [...] HDZ 2196", a matita sul vecchio montaggio
  • autore ignoto: "Parmigianino", a matita sul vecchio montaggio, incollato al nuovo montaggio
  • autore ignoto: "1782", a matita sul recto in basso a sinistra
  • A. Petrioli Tofani: "Per D. Cordellier è di Toussaint Dubreuil (c.o. 2000)", a matita sul vecchio montaggio
  • A. Petrioli Tofani: "Sul vecchio montaggio una nota di S. Béguin lo attribuiva all'area dei Campi, ed è stato esposto da M. Tanzi come Antonio C. nella mostra GDSU 1999, n. 70", a matita sul vecchio montaggio

Notizie storiche e critiche

L'opera, tradizionalmente attribuita a Francesco Mazzola detto il Parmigianino come testimoniano gli strumenti inventariali redatti da Pasquale Nerino Ferri , un cartiglio forse appartenente al montaggio ottocentesco e l''Indice' di Giuseppe Pelli Bencivenni (1784, BU, ms. 463/3.3), fu acquistata nell'aprile del 1778 dal fiorentino Alfonso Miliotti. Quest'ultimo, residente da anni a Parigi dove svolgeva l'attività di mercante d'arte, offrì al Granduca Pietro Leopoldo un lotto di un centinaio di disegni e circa settanta stampe che dichiarava di aver comprato nel 1777 alla vendita delle collezioni del Principe de Conti, di cui era stato curatore insieme a Pierre Remy. Se la provenienza Conti delle incisioni sembra trovare riscontri nel lotto acquisito in quell'occasione da Miliotti , non è possibile, invece, appurare l'origine dei disegni, che infatti non corrispondono alle voci del catalogo d'asta . Essi sono tuttavia identificabili grazie alla 'Nota d'una Collezione di Disegni Particolari, Appartenenti al Signor Alfonso Miliotti di Firenze' (ASGU, 1778, XI, ins. 23) presentata dal mercante a Pietro Leopoldo e ai suoi funzionari. In essa sono elencati autore, soggetto e valutazione di tutti gli esemplari che, come si legge nei documenti, entrarono agli Uffizi sciolti e vennero montati in due volumi dal libraio Andrea Baragli nel maggio del 1778 . La lettura incrociata delle fonti d'archivio relative alla trattativa dell'acquisto e dell''Indice' di Pelli Bencivenni (BU, ms. 463/3.3) ha permesso di ipotizzare che i disegni venduti da Miliotti furono raccolti nei tomi 109 e 110 descritti alle carte 62-68 dell'inventario di Pelli come “acquisti fatti modernamente da S. A. R.” . Il soggetto e l'autore delle opere della 'Nota' di Miliotti corrispondono infatti alla maggior parte dei fogli descritti da Pelli Bencivenni nei libri menzionati . Inoltre, alcuni di essi (invv. 15725 F, 15731 F, 15736 F, 15748 F) presentano ancora il montaggio originario – una cornice di cartoncino azzurro con un cartiglio tracciato a penna recante il nome dell'artefice – che fu molto apprezzato da Pelli . Il “Carro di Aurora: di Parmigianino”, posto al numero ventidue della 'Nota' e valutato sei zecchini, corrisponde al “carro del Sole che cade con varie figure attorno, disegno di un Sotto in Sù del Parmigianino a acquerello, e penna Lumeggiato di biacca” menzionato nell''Indice' di Pelli Bencivenni (BU, ms. 463/3.3). L'opera descritta in quella voce da Pelli è stata correttamente identificata alcuni anni fa con il disegno in esame . Inoltre, la cornice a penna lungo i bordi del foglio è forse una traccia del montaggio settecentesco applicato da Miliotti. L'antica attribuzione a Francesco Mazzola non è stata accolta dagli studi moderni. Il disegno presenta infatti caratteri stilistici distanti dai modi dell’artista ed è da situare, peraltro, in un momento cronologico successivo. Marco Tanzi (1998), accogliendo e precisando una nota manoscritta di Sylvie Béguin sul vecchio passepartout, lo ha ritenuto un’opera del periodo giovanile di Antonio Campi, suggestionato dai modelli parmigianineschi. Lo stile “a chiaroscuro” del foglio, che denota un interesse per il segno incisorio, è accostabile secondo lo studioso ai modi di quell'artefice; similmente, gli scorci vertiginosi che caratterizzano questo studio per un soffitto sono legati a suo parere alle tangenze dell’arte di Antonio e Giulio Campi con l’opera di Francesco Primaticcio (Firenze 1999) . Questa ipotesi è stata messa in dubbio da Dominique Cordellier (c.o. 2000, cfr. nota ms. sul vecchio montaggio; 2001) che ha invece attribuito il disegno a Toussaint Dubreuil, uno dei protagonisti della seconda 'école de Fontainebleau'. La proposta a favore dell'artista francese – avanzata senza conoscere la provenienza parigina del foglio – è dovuta a due studi per un soffitto attribuiti a Dubreuil nei quali è presente una composizione identica a quella dell'inv. 1782 O. In quegli esemplari, conservati alla Kunstbibliothek di Berlino e alla National Gallery of Art di Washington ( link ) , è tracciato un progetto decorativo più ampio – al momento non collegabile a nessun dipinto o affresco e, dunque, forse destinato a un'opera perduta o mai realizzata – nel quale la visione celeste è affiancata da un motivo vegetale, simile a quello ideato in un altro disegno di Dubreuil al Louvre ( link ) . Lo stile a pennello e inchiostro diluito dell'esemplare parigino, forse uno studio per la volta di una voliera, è accostabile, inoltre, al segno dell'opera oggi a Berlino. Le misure dei tre fogli consentono di ipotizzare che, in origine, anche l'inv. 1782 O facesse parte di uno studio più ampio, forse del tutto assimilabile a quelli di Berlino e Washington. Come Primaticcio prima di lui, Dubreuil delegò spesso ai suoi collaboratori l'esecuzione delle decorazioni da lui progettate (e oggi quasi interamente perdute); l'esistenza di tre esemplari così simili tra di loro, con piccole varianti riguardanti soprattutto le tecniche, potrebbe dunque essere dovuta a esigenze maturate nel contesto del processo preparatorio. L'attribuzione di Cordellier è sostenuta anche da considerazioni di carattere formale. Infatti, i riferimenti culturali che Tanzi ha accostato ad Antonio Campi – illusionismo prospettico e stile grafico – ben si accordano anche al profilo di Toussaint Dubreuil . Quest'ultimo, 'peintre du roi' sotto Enrico III e Enrico IV di Francia, lavorò al fianco del pittore bolognese Ruggiero de' Ruggieri che nel 1570 era subentrato a Primaticcio nella direzione degli artisti di Fontainebleau. A contatto con de' Ruggieri – il quale aveva ereditato dal suo predecessore alcuni disegni di Michelangelo – , tramite lo studio delle opere del Primaticcio a Fontainebleau e, forse, a seguito di un viaggio in Italia, Dubreuil sviluppò una cultura di stampo emiliano, profondamente legata a Michelangelo e alla personale interpretazione della maniera di quel maestro elaborata da Pellegrino Tibaldi e Nosadella . L'ardita concezione spaziale del progetto testimoniato dai fogli di Firenze, Berlino e Washington è debitrice, infatti, di modelli bolognesi: ad esempio, il motivo del colonnato “di sotto in su” con figure sedute sull'architrave riprende una soluzione sperimentata da Tibaldi nella volta della Sala di Polifemo a Palazzo Poggi e da Primaticcio nella galerie d'Ulysse (vedi l'inv. 1502 E conservato al GDS ). Allo stesso modo, le figure fluttuanti nel cielo rimandano agli “ignudi” di Tibaldi e agli studi di Primaticcio per le decorazioni del palazzo di Fontainebleau. Inoltre, le caratteristiche del segno dell'inv. 1782 O nel quale la biacca, stesa con un pennellino sottile, non ottiene effetti atmosferici bensì rimanda, tramite un tratteggio regolare e sistematico, alla tecnica xilografica, avvicinano il disegno ai modi di Dubreuil. Sono diversi infatti i fogli nei quali l'artista imitò con la penna gli effetti delle stampe a bulino (si vedano, ad esempio, l'inv. 2656 link e l'inv. 26257 link al Louvre). (Laura Da Rin Bettina 2019) (Riclassificato da "Mazzola Francesco detto il Parmigianino" a "Dubreuil Toussaint" nell'aprile 2017).

Mostre

  • Firenze 1999
    Tanzi M., Disegni cremonesi del Cinquecento, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1999, Firenze 1999, pp. 120-122 n. 70, fig. 76 (scheda a cura di Tanzi M.)

Bibliografia

  • Miliotti A. 1778 (ASGU, 1778, XI, ins. 23)
    Miliotti A., Nota d'una collezione di Disegni Particolari, Appartenenti al Signor Alfonso Miliotti di Firenze, 1778 (ASGU, 1778, XI, ins. 23), n. 22
  • Pelli Bencivenni G. 1784 (BU, ms. 463/ 3.3)
    Pelli Bencivenni G., Indice di CXXII volumi di Disegni della R. Galleria. Parte II. Sono un seguito dei Volumi descritti nella P.ma Parte, di Disegni per lo più acquistati da S. A. R. e questi disegni devono essere richiamati nell'indice Alfabetico che compone d.a prima Parte. La quale va dal N. I al n. CVI dei vol. della raccolta/ meno i n. 83, 84 e 105 duplicato, 1784 (BU, ms. 463/ 3.3), c. 64 n. 22
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 276
  • Tanzi M. 1998
    Tanzi M., Lungo la Paullese 1, in Agosti B. et al., Quattro pezzi lombardi (per Maria Teresa Binaghi), Brescia ,1998, p. 108
  • Cordellier D. 2001
    Cordellier D., Quelques feuilles de Toussaint Dubreuil, in Ottani Cavina A./ Cuzin J. P., Mélanges en hommage à Pierre Rosenberg. Peintures et dessins en France et en Italie XVIIe-XVIIIe siècles, Paris ,2001, pp. 165-167, fig. 16
  • Cordellier D. 2010
    Cordellier D., Toussaint Dubreuil, Milano/ Paris, 2010, p. 73 sotto il n. 46 (scheda a cura di Cordellier D.)
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. III pp. 986-987 n. 22

 

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