Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1965 F"

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Scheda aggiornata al 26-12-2018
Opera 1965 F
  • inv. 1965 F
  • Fontana Prospero (1512/ 1597)
  • Sacra Famiglia con san Giovannino e santa Elisabetta in un paesaggio
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo), tracce di quadrettatura a pietra nera su carta preparata con colore violaceo
  • Misure: 185 x 140 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • P. N. Ferri: "V.[ecchi]o Cat. N° 79 [semicancellato]/ Cart. 518. D 1965", a matita nera sul verso in alto al centro
  • P. N. Ferri: "Girol. da Carpi/ cass. 5.6. N° 79", a matita nera sul verso in alto al centro, sulla toppa

Notizie storiche e critiche

La prima notizia certa del disegno venne fornita dal funzionario granducale e Direttore della Galleria degli Uffizi Giuseppe Pelli Bencivenni nel suo ‘Catalogo dei disegni’, in cui il foglio viene annoverato fra quelli di mano dell’artista ferrarese Girolamo Sellari detto Girolamo da Carpi . Con molta probabilità però questa 'Madonna con Bambino, san Giuseppe e san Giovannino' era entrata a far parte della collezione già prima dell’anno 1687. Risale infatti a quella data la ‘Nota’ redatta da Filippo Baldinucci, dove erano elencati tredici disegni di Girolamo da Carpi, lo stesso numero che ritroviamo nel sopracitato manoscritto pelliano . L’attribuzione a Girolamo da Carpi venne poi ribadita da Antonio Ramirez di Montalvo nel 1849 nel suo ‘Catalogo dei disegni scelti della R. Galleria di Firenze’: il direttore, riservandogli un posto in una delle cassette di mogano dove venivano conservati i fogli che a suo parere si potevano ritenere dei capolavori, ne sottolineava così il pregio . Se ancora Pasquale Nerino Ferri (1890) ribadiva l’attribuzione tradizionale, alcuni decenni dopo venivano avanzati diversi dubbi sulla sua paternità. Il primo a mettere in discussione il riferimento a Sellari fu Konrad Oberhuber, che, in una nota manoscritta sul montaggio, suggeriva di ascrivere il foglio a una personalità vicina a Giorgio Vasari. Successivamente Mario Di Giampaolo proponeva il nome di Francesco Salviati, idea condivisa pure da Annamaria Petrioli Tofani, come si può desumere dalle due note manoscritte anch'esse vergate sul montaggio. I tre studiosi, in momenti diversi, si trovarono concordi nello scorgere declinazioni toscane, discostandolo dall'ambito dell’artista di Carpi. Il foglio in effetti non è privo di richiami a stilemi dei due maestri toscani, ma presenta comunque un maggiore naturalismo nelle figure tornite e aggraziate e una più intensa immediatezza, tuttavia non del tutto priva di studiato intellettualismo. Queste caratteristiche inducono a non allontanarsi in maniera decisa dalla matrice padana tradizionalmente riconosciuta; ma d’altra parte i modi disegnativi e il tratto si distanziano molto dal "ductus" che solitamente si riscontra nei fogli attribuiti a Girolamo da Carpi. Il foglio risulta dunque opera di un artista che mostra una palese conoscenza dei repertori di matrice toscana, ma capace di rielaborarli senza perdere originalità nella composizione e nel tratto. Questi presupposti portarono nel 2009, in seguito a una segnalazione di Marzia Faietti, a rivalutare nuovamente l’attribuzione e a indirizzarsi in direzione di Prospero Fontana, autore a cui oggi il foglio è assegnato . Personaggio fondamentale nell'arte bolognese del Cinquecento, egli fu una delle figure centrali del nodo culturale che vide come protagonisti Giorgio Vasari e, in maniera minore, Francesco Salviati, entrambi affascinati dalla grazia sofisticata di Parmigianino, nello scorcio degli anni Trenta e Quaranta. Innumerevoli furono le tangenze fra Prospero Fontana e il più famoso collega aretino e, se la mancanza di documenti non conferma l’ipotesi di un primo incontro fra i due nel 1530 in occasione dell’arrivo a Bologna dell’Imperatore Carlo V, è invece certo il contatto avvenuto durante il biennio 1539-1540, al momento del soggiorno di Vasari a Bologna per la commissione presso il Monastero di San Michele in Bosco. Un incontro che aprirà le porte a frequenti scambi e contatti come quello che ebbe luogo fra il 1547 e il 1548 durante il soggiorno romagnolo dell’aretino, come è testimoniato nelle ‘Vite’ , fino a sfociare nel 1563 nella collaborazione a Palazzo Vecchio a Firenze . Il loro incontro si rivelò molto proficuo per il bolognese, al quale Vasari fornì innumerevoli fogli che divennero fondamentali, se non addirittura modelli fedeli, per la genesi compositiva di alcune delle opere più significative del più giovane artista . Inoltre Prospero Fontana si dimostrò pronto ad assimilare anche le innovazioni introdotte a Bologna da Francesco Salviati, presente in città nel 1539 e impegnato nella realizzazione della pala destinata alla chiesa di Santa Cristina . Ancorare questo foglio all'opera disegnativa di Prospero Fontana non è però impresa semplice: infatti la sua attività di disegnatore, che è stata riaffrontata negli ultimi anni da vari studiosi, riserva innumerevoli difficoltà, a causa di un "corpus" grafico disomogeneo e scarsamente collegato alle opere pittoriche . Come si è visto, sono presenti dal punto di vista compositivo e formale aspetti derivanti dalla tradizione toscana quali la studiata posa della Madonna, quella del Bambino che le siede in grembo o la fisionomia del san Giuseppe sullo sfondo. La Vergine, con la gamba leggermente slittata indietro, che accentua la torsione del busto e il braccio appoggiato dietro a sostegno, crea assieme al Bambino il fulcro attorno al quale si snoda tutta la composizione, in una orchestrazione attenta e calibrata, in un continuo contrapporsi di gesti e movenze. L’articolata postura della Madonna è riproposta con alcune varianti in molte opere di Fontana, ad esempio in una delle figure de ‘La contesa delle Pieridi’ , nonché nelle due donne, l’una copia dell’altra, presenti nei due fogli preparatori per gli affreschi di Villa Giulia a Roma, ‘Gli dei disturbati a un banchetto dal rovesciamento di una tavola laterale’ , e il ‘Festino di baccanali’ . Tale postura tradisce però anche una lontana derivazione da prototipi perineschi, che Fontana poteva aver conosciuto sia all’inizio della sua carriera nel cantiere genovese , sia durante i lavori a Castel Sant’Angelo a Roma . La figura del Bambino, con il capo che si inclina leggermente verso sinistra in direzione di san Giovanni, così come le fisionomie di entrambi i fanciulli, avvicinano il nostro foglio alla ‘Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e una santa martire’, dipinta dal Fontana e conservata presso il museo di Castelvecchio a Verona . Il disegno presenta alcune sgrammaticature formali, come lo sproporzionato orecchio della Madonna, lo schiacciamento nel viso del Bambino, o la mano appoggiata sulla spalla della madre, che porterebbero a pensare a un artista non esperto o a una copia. Ogni tanto tali difformità però nel percorso pittorico di Fontana compaiono forse a causa della “prestezza” di esecuzione di cui l’artista bolognese veniva accusato dallo storiografo bolognese Carlo Cesare Malvasia . Tali caratteristiche si possono osservare anche nella ‘Sacra Famiglia con santa Cecilia e una santa martire’ conservata presso la Gemäldegalerie di Dresda , in cui l’orecchio della santa risulta minuscolo e assai compresso in una visione prospettica non troppo ben riuscita. Così poi come si ripete sovente quel fare schiacciato con cui vengono delineati il naso, la bocca e il mento, scorciati innaturalmente e avvicinati fra di loro. Peculiarità che nei ritratti compare raramente, mentre nelle composizioni con molte figure è facile da riscontrare: si veda per esempio la sopra citata ‘Sacra Famiglia’ di Dresda, ma anche quella conservata al Museo Davia Bargellini di Bologna o quella di Melbourne già menzionata. L’analisi degli effetti di luce e ombre sui panneggi, derivati dalla tradizione fiorentina, viene enfatizzata dall'uso del carbonato basico di piombo (biacca). Le ombre, delineate attraverso un segno parallelo, sono in un secondo momento rafforzate da una leggera stesura di inchiostro diluito a pennello, mentre la conduzione della penna, molto precisa, chiude le figure costruendole con un segno deciso. Il foglio per la tipologia del tratto si avvicina ai già citati disegni del British Museum e del Louvre, e potrebbe dunque porsi cronologicamente attorno agli ultimi cinque anni del quinto decennio. Tale cronologia sarebbe anche confermata dalla consumata abilità con cui l’artista reitera le pose delle figure, anticipando di qualche anno quella prevalenza della componente tosco-romana indirizzata in direzione del linguaggio maturo di Vasari. (Ilaria Rossi 2011)

Mostre

  • Firenze 2018
    Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi 2018, Firenze 2018, p. 154 n. III.2 (scheda a cura di Grasso M.)

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. I ("Da Carpi Girolamo ") v. Universale XI n. 4
  • Ramirez di Montalvo A. 1849 (GDSU, Coll. n. 43)
    Ramirez di Montalvo A., Catalogo dei disegni scelti della R. Galleria di Firenze, 1849 (GDSU, Coll. n. 43), cassetta VI n. 79
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 212
  • Petrioli Tofani A. 2005
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 2, Firenze, 2005, pp. 436-437
  • Rossi I. 2009
    Rossi I., Un nuovo Prospero Fontana agli Uffizi, in Paragone, LX, 84-85(709-711), 2009,
  • Sassu G. 2011
    Sassu G., "Giorgio Aretin Invenit": osservazioni su Vasari "designer" per Prospero Fontana, in Artibus et Historie, XXXII, 64, 2011, p. 149 nota 24
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. I p. 253 n. 4
  • Grasso M. 2018
    Grasso M., Vasari e Prospero Fontana: un sodalizio per la maniera moderna, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 145
  • Grasso M. 2018
    Grasso M., Prospero, testimone della maniera. Breve riepilogo sull'avventura artistica di Prospero Fontana a Bologna all'ombra di Giorgio Vasari, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 68
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