Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1159 E"

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Scheda aggiornata al 07-09-2021
Opera 1159 E
  • inv. 1159 E
  • Bartolomeo di Paolo del Fattorino detto Fra' Bartolommeo (1472/ 1517)
  • attribuito
  • Due statue antiche femminili nude e prive di un braccio; in alto a destra traccia di una terza testa appena accennata
  • Tecnica e materia: pietra nera, gessetto bianco su carta
  • Misure: 290 x 197 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • autore ignoto ottocentesco: "197", a matita nera sul recto in basso a sinistra
  • P. N. Ferri: "Fra Bartolommeo dall'Antico", sul verso del controfondo

Notizie storiche e critiche

Entrato in collezione come opera di Bartolomeo di Paolo del Fattorino, detto Fra Bartolommeo, il foglio riproduce con due diversi punti di vista una statua antica, indicata da Hans von der Gabelentz (1922) come 'Venere Medici' e da Bernard Berenson (1903) semplicemente come una Venere, senza ulteriori precisazioni. Ritengo di poter individuare il modello più prossimo, seppur con apprezzabili varianti, nella cosiddetta 'Venere Pselioumene', ricordata da Plinio ('Naturalis Historia', XXXIV, 69) tra le opere in bronzo di Prassitele e risalente al IV secolo a.C. La medesima figura, ma ripresa da un punto di vista diverso, è riconoscibile anche sul recto del foglio inv. 6509 F del GDSU attribuito allo stesso artista. La mancanza delle braccia costituisce un chiaro segnale della volontà dell’artista di presentare il soggetto come autenticamente antico, ma non si può escludere che egli si sia servito di una copia moderna del modello originale, noto attraverso esemplari di età ellenistica e romana. Copie di questo tipo, del resto, erano frequenti negli atelier degli artisti ed erano comunemente utilizzati anche per la formazione professionale. Baccio Della Porta, meglio conosciuto come Fra Bartolommeo, divenuto seguace di Savonarola, si fece frate domenicano e fino al 1504 si astenne quasi completamente dal dipingere, distruggendo tutta la sua produzione di carattere profano; di qui la preziosità del materiale grafico e pittorico di tale genere. Tra le migliaia di disegni assegnati al frate o al suo ambito che sono giunti fino a noi, quelli direttamente ispirati a prototipi antichi sono estremamente rari, circostanza che se da un lato accresce il valore del foglio fiorentino, dall'altro può sollevare dubbi sulla sua attribuzione. Lo studio in questione potrebbe assolvere diverse funzioni: non solo meditazione sull’antico, come la moda del tempo imporrebbe, ma anche possibile modello per una composizione a soggetto sacro, come per esempio una 'Visitazione', mediante l'adattamento del prototipo ellenistico e profano. A causa del suo status clericale al pittore era preclusa la possibilità di utilizzare modelli femminili, a maggior ragione se nudi. Tuttavia, l’ostacolo poteva essere facilmente superato mediante l’uso di manichini in legno o, come in questo caso, busti e statue. Inoltre, secondo la prassi del XV secolo, Fra Bartolommeo approfondiva la sua conoscenza delle opere antiche attraverso lo studio di copie e disegni, come nel foglio inv. 12780 a Windsor dove la figura femminile è probabilmente desunta non da un originale, ma da una copia compresa nel 'Codex Escurialensis' (Popham/ Wilde 1949, n. 118) . Statue di questo tipo dovevano essere assai note negli studi fiorentini della fine del Quattrocento e del primo Cinquecento, come attestano i memorabili busti femminili indagati da Michelangelo nel disegno di Chantilly (Musée Condé, inv. 29 link), in un foglio del British Museum (Department of Prints and Drawings, inv. 1859,0625.570 link), nell'inv. 41 F di Casa Buonarroti con due studi da una Venere antica, o ancora nell'inv. 16 F dello stesso museo fiorentino. Chris Fischer ha notato come il disegno in questione sia una copia con alcune varianti di un altro foglio attribuito a Fra Bartolommeo, una punta metallica su carta preparata, in precedenza assegnato a Benozzo Gozzoli, oggi della Galerie Hans ad Amburgo . Lo stesso Fischer, peraltro, rifiuta la paternità di Fra Bartolommeo per il disegno degli Uffizi, suggerendo invece il nome di Sansovino, anche se si tratta evidentemente di un foglio uscito dal suo ambito, da ricondurre, verosimilmente, agli anni intorno al 1500. Il trattamento morbido della pietra nera, i bagliori prodotti dal gessetto bianco, le linee ferme e controllate della figura trovano riscontri in alcuni studi eseguiti dal pittore intorno al 1499-1500, come quelli per il Giudizio Universale di Santa Maria Novella, commissionato appunto nel 1499 e portato a termine da Mariotto Albertinelli, in cui si trovano diverse figure nude o drappeggiate probabilmente desunte dalla statuaria antica, appassionatamente studiata, indagata e copiata. (Cristina Casoli 2015)

Mostre

  • Athenai 2003-2004
    Gregori M., In the Light of Apollo Italian Renaissance and Greece, catalogo mostra Athenai, Ethnike Pinakotheke kai Museio Alexandru Sutru 2003-2004, Cinisello Balsamo 2003, p. 498 n. 498 (scheda a cura di Forlani Tempesti A.)
  • Bonn 2013-2014
    Giusti A./ Roeck B./ Wolf G., Florenz!, catalogo mostra Bonn, Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland 2013-2014, München 2013, p. 251 n. 151, ripr. a p. 251 (scheda a cura di Casoli C.)
  • Paris 2020-2021
    Bormand M./ Paolozzi Strozzi B./ Tasso F., Le Corps et l’Âme De Donatello à Michel-Ange. Sculptures italiennes de la Renaissance, catalogo mostra Paris, Musée du Louvre 2020-2021, Paris 2020, p. 152 n. 39 , ripr. a p. 153 (scheda a cura di L. Pezzuto)
  • Paris 2020-2021
    Bormand M./ Paolozzi Strozzi B./ Tasso F., Le Corps et l’Âme De Donatello à Michel-Ange. Sculptures italiennes de la Renaissance, catalogo mostra Paris, Musée du Louvre 2020-2021, Paris 2020,

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. 1784 (BU, ms. 463/ 3.3)
    Pelli Bencivenni G., Indice di CXXII volumi di Disegni della R. Galleria. Parte II. Sono un seguito dei Volumi descritti nella P.ma Parte, di Disegni per lo più acquistati da S. A. R. e questi disegni devono essere richiamati nell'indice Alfabetico che compone d.a prima Parte. La quale va dal N. I al n. CVI dei vol. della raccolta/ meno i n. 83, 84 e 105 duplicato, 1784 (BU, ms. 463/ 3.3), c. 6 n. 13
  • Ferri P. N. 1881
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni esposti al pubblico nel corridoio del Ponte Vecchio nella R. Galleria degli Uffizi con l'indice dei nomi degli Artefici, Firenze, 1881, p. 62 cornice 443
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 63
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 40 v. cornice 129
  • Berenson B. 1903
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters classified criticised and studied as documents in the history and appreciation of Tuscan art with a copiouscatalogue raisonné, London, 1903, vol. II p. 16 n. 278
  • Gabelentz H. von der 1922
    Gabelentz H. von der, Fra Bartolommeo und die Florentiner Renaissance, in zwei Bänden, Leipzig, 1922, pp. 82-83 n. 164
  • Berenson B. 1938
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters, Chicago, 1938, v. II p. 29 n. 278
  • Berenson B. 1961
    Berenson B., I disegni dei pittori fiorentini, Milano, 1961, v. II p. 55 n. 278
  • Petrioli Tofani A. 1987
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni esposti 2, Firenze, 1987, p. 479, ripr. a p. 479
  • Hamburg 2008
    Joannides P., Raffael und Umkreis, catalogo mostra Hamburg, Galerie Hans 2008, Hamburg 2008, p. 36 sotto il n. 9 (scheda a cura di Joannides P.)
  • Dalli Regoli G. 2010
    Dalli Regoli G., Al centro del disegno. Ricerche ed esperienze in fogli fiorentini del secondo Quattrocento, Pisa, 2010, p. 26, ripr. a p. 26
  • Faietti M. 2013
    Faietti M., Disegno. Theorie und Zeichenpraxis im Florenz der Frühen Neuzeit, in Giusti A./ Roeck B./ Wolf G., Florenz!, catalogo mostra Bonn, Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland 2013-2014, München 2013, p. 248
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. III p. 912 n. 13
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