Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1195 E"

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Scheda aggiornata al 29-03-2022
Opera 1195 E
  • inv. 1195 E
  • Lorenzo di Credi (1460 ca./ 1537)
  • Testa di donna velata
  • Tecnica e materia: punta d'argento, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo), pietra nera naturale (?) su carta preparata con colore rosa
  • Misure: 240 x 177 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi:
    timbro a secco di collezione: Lugt 2712 (erroneamente indicato come del cardinal Leopoldo de' Medici) sul recto in basso a sinistra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "Lor.zo di Credi.", a penna sul recto in basso a sinistra
  • autore ignoto ottocentesco: "29.", a matita nera sul recto in basso a sinistra

Notizie storiche e critiche

La prima descrizione del foglio nei documenti inventariali della collezione risale al ‘Catalogo dei disegni’ dove si trova questa nota di Giuseppe Pelli Bencivenni: "Di Credi Lorenzo […] Disegni 1 = a matita nera, e acquerello, lumeggiato sù carta carnicina, ed esprime un schizzo di una testa della Vergine velata" (Pelli Bencivenni [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102, coll. n. 2).">nota. Risalendo a ritroso è però ragionevole pensare che la 'Testa femminile velata' corrisponda al foglio citato nell’‘Elenco Bassetti" (1696-1702), vale a dire l’inventario dell’eredità di Apollonio Bassetti, che fu al servizio del principe ereditario Cosimo III e al quale lasciò, nell'ottobre del 1699, una preziosa collezione comprendente, oltre a numerosi disegni (circa 900), anche monete e oggetti antichi. In quell'elenco il foglio non risulta descritto; tuttavia oggi è ancora possibile rintracciare facilmente, nelle successive inventariazioni della collezione granducale, le opere che ne facevano parte, poiché la donazione non venne immediatamente smistata e mantenne così per anni la propria identità. Negli inventari seicenteschi e settecenteschi risulta che il patrimonio grafico era stato suddiviso in volumi: gli Universali in cui erano indicate le quantità dei fogli, ma non i nomi degli artisti, quindi i monografici Libri Particolari e i Libri Particolari mezzani. . Il foglio si ritrova infatti ancora separato nel ms. 82 del 1700 e successivamente viene citato nel ms. 98 del 1769 , mentre al contrario non si fa menzione degli originari altri ventisei disegni annotati nella ‘Nota’ baldinucciana e indicati come facenti parte del IV Libro Universale . L’attribuzione a Lorenzo di Credi sarebbe anche confermata da un'iscrizione presente sul margine inferiore sinistro del recto. In passato Anna Maria Petrioli Tofani (1987) aveva supposto, non senza qualche perplessità, che l’autore della nota si potesse identificare con Filippo Baldinucci. Risulta difficoltoso però accertarne l’autografia: infatti mancano precisi riscontri calligrafici, e oltretutto la cronologia non concorre a confermare l’ipotesi. La donazione Bassetti, di cui, come si è detto, il foglio probabilmente faceva parte, entrò nel patrimonio mediceo solo nel 1699, ovvero due anni più tardi la morte di Baldinucci. Anche se è noto che fra quest’ultimo e Bassetti intercorsero numerosi e stretti contatti, viene da chiedersi per quale motivo il curatore del patrimonio del Granduca avrebbe dovuto apporre una sua nota su un disegno che di fatto non faceva ancora parte della collezione affidata alle “sue cure”. La consolidata attribuzione a Lorenzo di Credi non è mai stata messa in discussione se non da Bernhard Degenhart che nel 1932 assegnava l’opera a Tommaso di Stefano, allievo di Lorenzo di Credi, ritenendolo preparatorio per lo studio per la ‘Conversazione di Santo Spirito’. Molti elementi morfologici aiutano a riconoscere la mano di Credi, come l’ovale preciso del viso, le palpebre leggermente gonfie e le labbra turgide. Il volto è tracciato con finezza e attenzione meticolosa, e, come era sua consuetudine, Lorenzo prima disegna, qui su una carta preparata con colore rosa, una sottile traccia a punta d’argento e successivamente definisce l’immagine con inchiostro e biacca (carbonato basico di piombo) stesi con il pennello. Egli dimostra una particolare attenzione nei confronti degli impasti cromatici e della resa luministica; definisce con sapienza e sottolinea le modulazioni chiaroscurali, tramite veloci ma calibrati tratteggi di carbonato basico di piombo per le zone illuminate e di inchiostro per quelle in ombra. L’artista indugia con la biacca sotto gli occhi, sotto le palpebre (dove l’ossidazione fa emergere la colorazione del piombo), attorno al naso e presso la piega del mento e quella del collo con una sensibilità luministica appresa dal Verrocchio e valorizzata dal contatto con Leonardo. A sottolineare ulteriormente l’ovale del volto contribuisce l’elaborata acconciatura raccolta sotto il velo che scendendo fino al petto incornicia la candida scollatura. Il velo costituiva non solo un elemento di costume sacro o profano, ma era anche un banco di prova per l’artista nella resa dei trapassi di luce o della leggerezza del tessuto. Numerosi furono i maestri che si cimentarono nella sua rappresentazione, sfruttandone al massimo le potenzialità figurative; si pensi al Verrocchio, a Filippino Lippi, a Sandro Botticelli, a Leonardo, solo per citarne alcuni . Lorenzo in questa opera dona luce e una consistenza quasi setosa al drappo attraverso un leggero passaggio di inchiostro diluito steso con un pennello su cui successivamente appone uno strato di carbonato basico di piombo. Concentrandosi in maniera minuziosa sulla resa del tessuto e del suo spessore quasi impalpabile, arriva a stemperare l’iconicità del viso donandogli un accento più personale e vivo. La ‘Testa femminile velata’, di cui non si conosce la destinazione, può essere servita di modello per la rappresentazione della Vergine sprofondata nei suoi pensieri e immersa in un’atmosfera di delicato sentimentalismo. Numerosi infatti sono gli esempi di mano di Lorenzo, sia fra i disegni sia fra i dipinti, in cui il viso qui tracciato si ripropone con leggere varianti, come nella Madonna della ‘Sacra Conversazione’ conservata al Louvre, o in quella della pala con la ‘Madonna con Bambino e santi’ di Pistoia. L’artista aveva la fama di specialista in piccoli dipinti di carattere devozionale e la crescita del ceto mercantile aveva allargato la domanda di tali immagini che solitamente si limitavano a una gamma molto ristretta di soggetti, per di più legati a una modalità di raffigurazione tradizionale che non poteva permettersi troppe varianti rispetto a un canone conoscitivo codificato. Molte delle sue opere dunque risultano raffinate dal punto di vista tecnico e stilistico, ma non esulano da una "traditio" e da canoni prestabiliti; egli realizzava disegni e dipinti di devozione impeccabili, volti, fra l’altro, a richiamare le virtù verso cui il fedele doveva tendere. La “sfortuna critica” che ha accompagnato fin dall’inizio Lorenzo di Credi, favorendone l’immagine di mediocre artista senza estro - “il più limitato dei tre compagni di scuola e amici, Lionardo da Vinci, Pietro Perugino e Lorenzo di Credi, fu quest’ultimo, il quale fece vedere ne’ suoi lavori quanto possa l’esattezza e la pulizia, ma non promosse l’arte come fecero gli altri due”- , non ha pertanto tenuto completamente conto del tessuto culturale e sociale in cui egli operava. Come è stato ben sottolineato nel 1966 da Gigetta Dalli Regoli (1966, pp. 77-88) e successivamente da Roberta Bartoli (in Firenze 2000), questa è assolutamente una visione parziale e non obiettiva e forse l’unico vero appunto che si può muovere nei confronti del nostro è quello di non aver saputo spiccare in originalità prima sulla figura del suo maestro e mentore Andrea del Verrocchio e poi sul suo compagno di bottega Leonardo. Lorenzo incarnava perfettamente il prototipo del professionista del suo tempo, adeguatamente inserito nella realtà della bottega, di cui compenetrò i significati e gli atteggiamenti, facendo propri tutti i meccanismi e le regole tanto da essere scelto per assumerne la direzione alla partenza del maestro per Venezia. . Il foglio diviene così rappresentativo della dimensione in cui l’artista si muoveva: la testa femminile, reclinata, con i capelli sciolti o intrecciati e lo sguardo assorto era un tema tipico per la bottega del Verrocchio che Lorenzo consapevolmente adotta e continua a perpetuare. (Ilaria Rossi 2012)

Mostre

  • San Pietroburgo 1982
    Caneva C., Disegni italiani del XV-XVII sec. nella collezione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, catalogo mostra San Pietroburgo, Ermitage 1982, Leningrad 1982, p. 17 n. 13 (scheda a cura di Petrioli Tofani A.)
  • Kyoto/ Tokyo/ Nagoya 1991
    Bonsanti A./ Paolucci A./ Petrioli Tofani A., Firenze Arte del Rinascimento e restauro, catalogo mostra Kyoto/ Tokyo/ Nagoya, Kyoto, Museo Nazionale d'Arte Moderna/ Setagaya, Museo d'Arte/ Nagoya, Museo Civico 1991, s. l. 1991, pp. 162-163 n. 52 (scheda a cura di Petrioli Tofani A.)
  • Roma 2000
    Morello G./ Petrioli Tofani A., Sandro Botticelli. Pittore della Divina Commedia, catalogo mostra Roma, Scuderie Papali al Quirinale 2000, Milano 2000, p. 207 n. 5.27, ripr. a p. 207 (scheda a cura di Bartoli R.)
  • London 2010
    Chapman H./ Faietti M., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance drawings, catalogo mostra London, British Museum, Department of Prints and Drawings 2010, London 2010, pp. 188-189 n. 42, ripr. a p. 189 (scheda a cura di Rossi I.)
  • Firenze 2011
    Chapman H./ Faietti M., Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra' Angelico a Leonardo, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala delle Reali Poste 2011, Firenze 2011, pp. 17, 31, 34, 64, 66, 188-189 n. 42, ripr. a p. 189 (scheda a cura di Rossi I.)

Bibliografia

  • Elenco Bassetti 1699 (ASFi, Guard. Med. 1026, cc. 156-167)
    Elenco Bassetti, Da S.A.S. l'appresso robe consegnateci da Lorenzo Gualtieri quale disse essere pervenute dall'eredità del già signor canonico Apollonio Bassetti, 1699 (ASFi, Guard. Med. 1026, cc. 156-167), c. 164 r.
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. I Vol. Universale VIII n. 1
  • Ferri P. N. 1881
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni esposti al pubblico nel corridoio del Ponte Vecchio nella R. Galleria degli Uffizi con l'indice dei nomi degli Artefici, Firenze, 1881, p. 63 cornice 451
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 48
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 30 v. cornice 83 n. 478
  • Berenson B. 1903
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters classified criticised and studied as documents in the history and appreciation of Tuscan art with a copiouscatalogue raisonné, London, 1903, v. II p. 35 n. 685
  • Marle R. Van 1931
    Marle R. Van, The development of the Italian schools of painting. XIII. The Renaissancepainters of Florence in the 15th century, the third generation, The Hague, 1931, v. XIII p. 388
  • Degenhart B. 1932
    Degenhart B., Die Schule des Lorenzo di Credi, in Münchner Jahrbuch der Bildenden Kunst, IX, 2, 1932, p. 102
  • Berenson B. 1938
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters, Chicago, 1938, v. II p. 71 n. 685
  • Berenson B. 1961
    Berenson B., I disegni dei pittori fiorentini, Milano, 1961, v. II p. 129 n. 685
  • Dalli Regoli G. 1966
    Dalli Regoli G., Lorenzo di Credi, Milano, 1966, n. 81 p. 140
  • Petrioli Tofani A. 1987
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni esposti 2, Firenze, 1987, p. 496, ripr. a p. 496
  • Ames-Lewis F. 2011
    Ames-Lewis F., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance Drawings (London, British Museum, 22 April–25 July 2010, and Florence, Galleria degli Uffizi, 1 February to 30 April 2011), recensione, in Renaissance Studies, XXV, 2, 2011, p. 332
  • Petrioli Tofani A. 2020
    Petrioli Tofani A., La collezione di Apollonio Bassetti al Gabinetto Disegni degli Uffizi, in Imagines. Il Magazine delle Gallerie degli Uffizi, 3, 2020, pp. 20-21, fig. 3
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