Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "12461 F"

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Scheda aggiornata al 12-07-2019
Opera 12461 F
  • inv. 12461 F
  • Reni Guido (1575/ 1642)
  • Cinque Sante coronate
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, pietra rossa, riquadrato a penna su carta
  • Misure: 173 x 105 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto seicentesco: "Guido", a penna sul verso in basso al centro
  • autore ignoto ottocentesco o novecentesco: "12461 F", a matita sul verso in basso a destra sopra la foderatura di carta giapponese

Notizie storiche e critiche

Le ‘Cinque sante coronate’ di Guido Reni, piccolo schizzo recante la prima idea per un riquadro della decorazione della cappella Paolina in Santa Maria Maggiore a Roma (1610-1612), furono sicuramente acquistate dal cardinale Leopoldo de' Medici tra il dicembre 1673 e il gennaio 1674 all'interno di un'ingente partita di disegni, in tutto duecentonovantuno, come risulta dalla lettera inviata da Bologna il giorno dell'Epifania del 1674 . La corrispondenza intercorsa tra il cardinale e il conte Annibale Ranuzzi, che da Bologna aveva segnalato l'apparizione sul mercato della raccolta, ci permette di osservare la connoiseurship seicentesca in azione. Ranuzzi, introdotto presso la corte fiorentina dal suocero, il marchese Ferdinando Cospi, a sua volta agente per conto dei Medici, inviò al Cardinale i fogli, rappresentativi dello stile grafico di diversi artisti, in prevalenza bolognesi ma non solo. Il conte si dimostrò abile nel semplificare le trattative, dividendo l'intero gruppo in quattro “invogli”, denominati A, B, C e D, dando così al Cardinale la sensazione di poter scegliere, anche se in realtà mirava a un acquisto in blocco. Inoltre, prima dell'invio Ranuzzi ebbe l'accortezza di sottoporre i quattro “invogli” alla perizia di esperti di sua fiducia, tra cui solitamente vi erano lo storico Carlo Cesare Malvasia, i pittori Domenico Maria Canuti, Giovanni Andrea Sirani e più raramente Cesare Gennari, nipote del Guercino. Per quanto riguarda il caso in esame, le “Cinque sante di penna e acquerello” al numero ventisette dell'“invoglio A”, sono accompagnate dalla notazione: “di Guido e bello”. Tuttavia, alla lettera è allegato un parere di Filippo Baldinucci, relativo anche all'“invoglio B”, nel quale alcuni disegni, tra cui le ‘Cinque sante’, ricevono un giudizio negativo. Solo in seguito, quindi, il cardinale e il suo consulente desistettero dall'intento di operare una selezione, forse spinti dall'esigenza di colmare le lacune della collezione , oppure per la fiducia riposta negli esperti bolognesi . Fu la scelta giusta, come il nostro disegno testimonia. Simili studi compositivi a penna e inchiostro diluito di Reni, finalizzati a fissare velocemente sulla carta la prima idea, già nel Seicento erano piuttosto rari, sia perchè si erano consumati a causa del loro stretto legame con il processo creativo nel suo farsi, sia perché l'artista stesso potrebbe aver preferito non conservarli . Se Baldinucci, in prima istanza, non aveva gradito le 'Cinque sante', forse anche a causa del loro non ottimale stato di conservazione, esse piacquero, invece, a Stefano Mulinari, che circa un secolo dopo le riprodusse, interpretandole in chiave neoparmigianinesca. Lo stile del foglio, propriamente neomanierista, come si nota nell'uso dell'inchiostro diluito, ci mostra un aspetto alquanto inconsueto di Reni disegnatore e di grande interesse soprattutto per il modo di piegare le potenzialità espressive del medium liquido all'esigenza di un'estrema semplificazione formale, ai limiti dell'astrazione. A questo ideale di purezza, tipicamente reniano, contribuiscono il riferimento puntuale al modello cinquecentesco della Santa Cecilia di Raffaello, di cui, peraltro, l'artista aveva eseguito una copia, , e il rimando all'antico, come nei panneggi e nel profilo della santa all'estrema destra . Un più accentuato senso di monumentalità, propriamente classico, è ottenuto nella versione ad affresco tramite la riduzione a tre del numero delle sante, segnatamente Pulcheria, Eteldreda e Cunegonda. (Raimondo Sassi 2017)

Mostre

  • Wien 1981
    Birke V., Guido Reni. Zeichnungen, catalogo mostra Wien, Graphische Sammlung Albertina 1981, Wien 1981, p. 68 n. 38 (scheda a cura di Birke V.)
  • Firenze 1997
    Fischer Pace U. V., Disegni del Seicento romano, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1997, Firenze 1997, pp. 87-89 n. 48, fig. 53 (scheda a cura di Fischer Pace U. V.)
  • Firenze 2008
    Bohn B., Le "Stanze" di Guido Reni, disegni del maestro e della sua scuola, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2008, Firenze 2008, p. 24-26 n. 16, ripr. a p. 25 (scheda a cura di Bohn B.)
  • Firenze 2017-2018
    Conticelli V./ Gennaioli R./ Sframeli M., Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi 2017-2018, Firenze 2017, p. 518 n. 162 (scheda a cura di Sassi R.)

Bibliografia

  • (ASFi, CdA, XIII, cc. 496-497r), 1673/ 11/ 25
    Annibale Ranuzzi, Lettera a Leopoldo de' Medici, 1673/ 11/ 25 [Bologna], (ASFi, CdA, XIII, cc. 496-497r), c. 497 r.
  • (ASFi, CdA, XIII, cc. 512r-513v, 517r-518v, 520r-522r), 1673/ 12
    Annibale Ranuzzi, Lettera a Leopoldo de' Medici, 1673/ 12 [Bologna], (ASFi, CdA, XIII, cc. 512r-513v, 517r-518v, 520r-522r), cc. 512 r., 513 r. v.
  • (ASFi, CdA, XIII, cc. 508r-509v), 1673/ 12/ 19
    Annibale Ranuzzi, Lettera a Leopoldo de' Medici, 1673/ 12/ 19 [Bologna], (ASFi, CdA, XIII, cc. 508r-509v), c. 508 r. v.
  • (ASFi, CdA, XIV, cc. 530 r. -533 v.), 1674/ 1/ 6
    Annibale Ranuzzi, Lettera a Leopoldo de' Medici, 1674/ 1/ 6 [Bologna], (ASFi, CdA, XIV, cc. 530 r. -533 v.), cc. 530 r. 533 v.
  • Baldinucci F. (1675) 1673, 1675 (BNCF, Postillato 97)
    Baldinucci F., Listra de' Nomi de' Pittori, di mano de' quali si hanno Disegni, e il primo numero denota quello de' Disegni, e l'altro denota quello, nel quale, òfiorirono, ò morirono i medesimi Pittori, e tutto fino al presente giorno8 Settembre 1673. Andandosi sempre agumentando la raccolta de' medesimi, e essendo fatta questa per semplice memoria, ne esser messi per anco i tempi a tutti; non si è osservato ordine alcuno nel metterli in nota, se non quello dell'Alfabeto, Firenze, (1675) 1673, 1675 (BNCF, Postillato 97), "Guido Reni (37+37)"
  • Baldinucci F. 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027)
    Baldinucci F., Nota de' Libri de' disegni tanto grandi, che mezzani, con la distinzione di quanti ne sono attaccati per libro, avvertendo, che oltre a quelli che rimasero dopo la morte del Ser.mo Principe Card.le Leopoldo di Gloriosa Memoria, vi si comprendono quelli hauti di camera del Ser.mo Padrone per mano del Sig.r Falconieri in num.o di 193, e detta nota comincia secondo il num.o che son notati, e come stanno nell'armadio, 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027), c. 1011 "Guido Reni, libro mezzano al n. 40, disegni 71"
  • Mulinari S. 1774
    Mulinari S., Disegni originali d'eccellenti pittori esistenti nella Real Galleria di Firenze, incisi ed imitati nella loro grandezza e colori ..., Firenze, 1774, n. 64
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. III "Reni Guido", Volume dei Piccoli XXXX n. 33
  • Kurz O. 1955
    Kurz O., Bolognese Drawings of the XVII & XVIII centuries in the Collection of HerMajesty the Queen at Windsor Castle, London, 1955, p. 116 sotto il n. 339
  • Pepper D. S. 1971
    Pepper D. S., Guido Reni's Roman Account Book. II, The Commissions, in The Burlington magazine, a. CXIII n. 820, 1971, p. 385 n. 58
  • Johnston C. G. 1974
    Johnston C. G., The drawings of Guido Reni, London, 1974, unpublished Ph. D. dissertation Courtauld Institute, pp. 89-90 n. 56
  • Barocchi P. 1975
    Barocchi P., Appendice, in Baldinucci F., Notizie dei professori del disegno da Cimabue in qua : per le quali si dimostra come, e per chi le belle arti di pittura, scultura e architettura, lasciata la rozzezza delle maniere greca e gotica, si siano in questi secoli ridotte all'antica loro perfezione., Firenze ,1975, pp. 217-218, 220, 226, 233-234, 535-536
  • Pepper D. S. 1984
    Pepper D. S., Guido Reni, New York, 1984, pp. 226-227 sotto al n. 35
  • Pepper D. S. 1988
    Pepper D. S., Guido Reni, l'opera completa, Novara, 1988, pp. 231-232 sotto al n. 35
  • Bonfait O. 2010
    Bonfait O., Babette Bohn éd (avec des textes de Marzia Faietti et de Charles Dempsey): Le "stanze" di Guido Reni. Disegni del maestro e della sua scuola (Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, XCV), in Revue de l'art, CLXVII, 1, 2010, p. 80
  • Barocchi P./ Gaeta Bertelà G. 2011
    Barocchi P./ Gaeta Bertelà G., Collezionismo mediceo e storia artistica. IV. Il Cardinale Leopoldo e Cosimo III, 1667-1675, Firenze, 2011, v. I p. 118 nota 255
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 650 n. 33
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