Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1269 F"

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Scheda aggiornata al 04-07-2019
Opera 1269 F
  • inv. 1269 F
  • Aspertini Amico (1473-1475/ 1552)
  • Figura maschile nuda seduta in un paesaggio
  • Tecnica e materia: pietra nera, carboncino (?), inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo) su carta tinteggiata con colore beige
  • Misure: 220 x 262 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • P. N. Ferri: "1269 fig. / Beccafumi", a matita nera sul verso del controfondo, in alto al centro

Notizie storiche e critiche

La tradizione antica ascriveva il disegno in esame a Domenico Beccafumi. Sotto questo nome esso fa la sua prima apparizione nel Settecento, quando l'allora direttore della Galleria degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni, lo registra nel suo 'Catalogo dei disegni' (1775 - 1793, GDSU ms. 102, coll. n. 2). Tale attribuzione è ancora attestata negli inventari storici degli Uffizi più di due secoli dopo, all'epoca di Pasquale Nerino Ferri (scheda storica). Nella seconda metà del secolo scorso, Giulia Sinibaldi mutò l'attribuzione inventariale in favore di Amico Aspertini, sulla base di una proposta attributiva di D. Sanminiatelli (notizia d'archivio e nota manoscritta sulla scheda inventariale, cfr. Petrioli Tofani 2005). Attualmente la critica è concorde nel ritenere il foglio di Aspertini. La figura maschile protagonista di questo disegno, seduta con le gambe e il viso di profilo mentre il torso è volto di tre quarti, è analoga per la posa e lo stile al personaggio raffigurato in un altro studio oggi conservato presso il Metropolitan Museum of Art di New York (inv. 68.78). Il tipo di soggetto, identico seppure con leggere varianti e con disposizione in controparte delle figure, suggerisce che l'artista abbia concepito la coppia come pendant e lascia intuire una destinazione nell’ambito della decorazione delle facciate di case e palazzi bolognesi, attività testimoniata per Aspertini dalle fonti antiche, in particolare da Vasari e da Malvasia, per quanto si possa ipotizzare anche che gli studi costituissero un progetto per un apparato effimero. Lo schema compositivo rimanda all’iconografia antica delle divinità fluviali, come dimostrano anche i confronti con il Tevere oggi al Louvre e con il Nilo al Vaticano, dai quali, dunque, potrebbe derivare la prima ispirazione per il tema generale. Tuttavia il modello antico, quasi sempre imprescindibile per l’artista bolognese, viene rivisitato alla luce di un approfondito studio dell’opera romana di Michelangelo e in particolare degli affreschi della volta della cappella Sistina, come si nota nella resa delle masse muscolari rigonfie, la cui percezione è ulteriormente amplificata dal dilatarsi del panneggio e, soprattutto, nella forma volumetrica e quasi scultorea della figura, che occupa il primo piano, misurandolo interamente in profondità, ma anche, per così dire, costruendolo mediante la potente torsione del busto. L’ascendenza michelangiolesca del disegno degli Uffizi, come del resto di quello del Metropoliltan Museum, rende ancor più stretto ed evidente il rapporto che i due Nudi maschili intrattengono per varie ragioni di tipo formale e compositivo con i cosiddetti Sapienti di Dosso Dossi, un ciclo di cinque tele divise tra Milwakee, Norfolk e una collezione privata. Tale parallelismo più che attestare un debito diretto da parte di uno dei due artisti emiliani, che potrebbe avere visto e in certa misura fatto propria l’idea dell’altro, si deve intendere come l’indice di una reciproca affinità culturale, che affonda le proprie radici in una comunanza di esperienze di vita e formative. Come notava Marzia Faietti (1984), questo singolare intreccio di fini estetici ed esiti stilistici si può spiegare con l’esigenza provata sia da Dosso che da Aspertini, di adattare le novità romane al contesto dell’Italia settentrionale, seppure ognuno dimostri inclinazioni specifiche. Per esempio, mentre nel caso di Dosso si registra una maggiore correttezza nella resa plastica e prospettica dei nudi, in Aspertini i motivi desunti da Michelangelo sono tradotti in una raffigurazione principalmente linearistica, in cui anche il chiaroscuro non raggiunge intensità drammatica, scavando in profondità, ma sembra piuttosto funzionale a sottolineare l’andamento dei contorni. Il confronto con i Sapienti è stato ripreso da Alessandro Ballarin (1994-1995, v. II pp. 48-49), il quale considerava le enigmatiche figure di Dosso come il frutto di un secondo viaggio a Roma dell’artista nel 1520 e della conseguente scoperta di Michelangelo. In virtù dei parallelismi di cui si è detto, secondo lo studioso, anche la datazione dei due Nudi maschili aspertiniani dovrebbe cadere intorno al 1520-21. In realtà questi ultimi si inquadrano in un più complesso processo di ricezione dell’opera romana di Michelangelo, e per certi versi anche di Raffaello, da parte del Bolognese, processo che presuppone un suo contatto diretto con Giulio Romano a Mantova, quindi dopo il 1524, e il bisogno di aggiornare il suo modo di intendere la figura scolpita maturato durante i lavori per la decorazione della facciata di San Petronio a Bologna. Da motivazioni intimamente vissute e non puramente esteriori sarebbe, dunque, scaturita la scelta di compiere un terzo viaggio a Roma. In quest’ottica meno deterministica e più problematica il disegno in esame e il suo omologo newyorkese si possono datare alla fine degli anni Venti o agli inizi del decennio successivo, come del resto lasciano ritenere i puntuali riscontri formali ravvisabili in alcune figure del codice London II (Faietti 1995). (Raimondo Sassi 2014)

Mostre

  • Sankt-Peterburg (Leningrad) 1982
    Caneva C./ Petrioli Tofani A., Italjanskij risunok XV-XVII vekov. Iz sobranija Kabineta Risunkov i Estampov Galerei Uffici vo Florencii, catalogo mostra Sankt-Peterburg (Leningrad), Ermitage 1982, Sankt-Peterburg (Leningrad) 1982, pp. 31-32 n. 34 (scheda a cura Petrioli Tofani A.)
  • Athenai 2003-2004
    Gregori M., In the Light of Apollo Italian Renaissance and Greece, catalogo mostra Athenai, Ethnike Pinakotheke kai Museio Alexandru Sutru 2003-2004, Cinisello Balsamo 2003, pp. 463-464, fig. 2 (scheda acura di Faietti M.)
  • Bologna 2008-2009
    Emiliani A./ Scaglietti Kelescian D., Amico Aspertini 1474 - 1552 artista bizzarro nell'età di Dürer e Raffaello, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2008-2009, Cinisello Balsamo 2008, pp. 305-306 n. 119, fig. 119 (scheda a cura di Zacchi A.)
  • Trento 2014
    Farinella V./ Camerlengo L./ de Gramatica F., Dosso Dossi. Rinascimenti eccentrici al Castello del Buonconsiglio, catalogo mostra Trento, Castello del Buonconsiglio 2014, Cinisello Balsamo, Milano 2014, pp. 104-105 n. 21, ripr. a 105 (scheda a cura di Sassi R.)

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. II c. 141 ("Mecherino da Siena") v. 124/10 n. 39
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 64 r. cornice 245
  • Bean J./ Turcic L. 1982
    Bean J./ Turcic L., 15th and 16th century Italian drawings in the Metropolitan Museum of Art, New York, 1982, p. 26 sotto il n. 12, ripr. a p. 26
  • Faietti M. 1984
    Faietti M., Un Aspertini inedito: gli affreschi di San Giacomo a Bologna, in Itinerari: contributi alla Storia dell'Arte in memoria di Maria Luisa Ferreri, , 1984, pp. 44-46 nota 36,, fig. 30
  • Di Giampaolo M. 1989
    Di Giampaolo M., Disegni emiliani del Rinascimento, Cinisello Balsamo, 1989, pp. 28-29 n. 7, ripr. a p. 29 (scheda a cura di Tanzi M.)
  • Von Kügelgen H. 1992
    Von Kügelgen H., Aspertini Amico, in , Saur Allgemeines Künstler-Lexikon. Die Bildenden Künstler aller Zeiten und Völker, München/ Leipzig ,1992, p. 443
  • New York, NY 1994
    Griswold W. M./ Wolk-Simon L., Sixteenth-Century Italian Drawings in the New York Collections, catalogo mostra New York, NY, The Metropolitan Museum of Art 1994, New York 1994, p. 2 sotto il n. 1 (scheda a cura di Wolk-Simon L.)
  • Ballarin A. 1994-1995
    Ballarin A., Dosso Dossi, la pittura a Ferrara negli anni del Ducato di Alfonso I, Cittadella Padova, 1994-1995, v. I pp. 48-49
  • Faietti M. 1995
    Faietti M., Schede disegni e stampe, in Faietti M./ Scaglietti Kelescian D., Amico Aspertini, Modena ,1995, pp. 309-310 n. 95
  • Faietti M. 1995
    Faietti M., Saggio introduttivo, in Faietti M./ Scaglietti Kelescian D., Amico Aspertini, Modena ,1995, p. 78, 82,
  • Faietti M. 2000
    Faietti M., Amico Aspertini e Dosso Dossi, pittori "antidiligenti", in Terraroli V./ Varallo F./ De Fanti F., L'arte nella storia. Contributi di critica e storia dell'arte per Gianni Carlo Sciolla, Milano ,2000, p. 182 nota 59
  • Petrioli Tofani A. 2005
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 2, Firenze, 2005, pp. 136-137, ripr. a p. 137
  • Faietti M. 2005/2006 [2007]
    Faietti M., La "linea a penna spiritosa" di Amico Aspertini, in Notizie da Palazzo Albani, 34/35, 2005/2006 [2007], p. 80
  • Brouard C. 2009/2010
    Brouard C., Recensione di 'Amico Aspertini 1474 - 1552 : artista bizzarro nell’età diDürer e Raffaello', in Bulletin de l’Association des Historiens de l’Art Italien, 15/16, 2009/2010, p. 208
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