Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "13280 F"

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Scheda aggiornata al 10-10-2019
Opera 13280 F
  • inv. 13280 F
  • Zanguidi Jacopo detto Bertoja o Bertoia (1544/ 1573)
  • Un episodio della vita di Santa Caterina d'Alessandria (?)
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, quadrettatura a pietra nera, tracce di biacca (carbonato basico di piombo) o gessetto bianco su carta
  • Misure: 265 x 524 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 1062) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "[illeggibile perché coperta dai resti del vecchio controfondo]", a penna sul verso in alto a sinistra
  • autore ignoto di epoca antica: "Giulio Cesare Procaccino", a penna sul verso in alto a destra
  • autore ignoto di epoca antica: "123/ Parmigianino [illeggibile]", a penna sul recto in basso a destra

Notizie storiche e critiche

La tradizionale attribuzione del disegno a Giulio Cesare Procaccini, presente nell’inventario redatto alla fine dell’Ottocento da Pasquale Nerino Ferri (cfr. scheda storica) e mantenuta fino al 2009, è certamente antica, come testimoniano l’iscrizione sul verso e le fonti relative alla collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe. L’opera è infatti il “Soggetto con molte figure che osservano qualche cosa con meraviglia, a penna e acquerello, grande” che è citato nel ‘Catalogo dei disegni’ di Giuseppe Pelli Bencivenni come uno dei due fogli di un certo “Giulio Cesare Porciano” conservati all’interno del Libro Universale XIV ([1775-1792], GDSU, ms. 102). Il nome “Porciano” ha creato, in passato, un po’ di confusione , in quanto nessun altro inventario, oltre al ms. 102, menziona un artista con questo nome. La lettura sistematica delle fonti consente però di identificare quell’oscuro artefice con Giulio Cesare Procaccini. Nella bozza (BU, mss. 463/3.1 e 2) del catalogo dei disegni di Pelli Bencivenni, trascritto in bella copia nel ms. 102 , l’autore del “Soggetto con molte figure” è infatti “Procaccino Giulio Cesare” (BU, ms. 463/3.2). Inoltre, dalla ‘Nota’ del 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027) all’‘Indice Alfabetico dei Disegni della R. Galleria’ (BU, ms. 463/3.2) i disegni di Giulio Cesare Procaccini nel volume Universale XIV restano sempre due. Si trattò dunque di un semplice errore di trascrizione avvenuto nel passaggio dal ms. 463/3.2 al ms. 102. Il disegno fu ricondotto al Bertoja da Mario Di Giampaolo già nel 1976, con una nota manoscritta sul vecchio passepartout , ma venne reso noto solo vent’anni dopo, in rapporto con un altro foglio di Zanguidi al Museo di Castelvecchio di Verona (inv. 12374 2B 54) . Le due opere sono, in effetti, assimilabili per tecnica, composizione e stile. Presentano inoltre i caratteri di accurati studi compositivi, quadrettati in vista del trasporto : sono entrambi, infatti, disegni preparatori per un ciclo dipinto dal Bertoja in un ambiente di Palazzo Lalatta a Parma (oggi Convitto Maria Luigia) . L’attuale stato lacunoso degli affreschi rende difficile l’identificazione del soggetto. Diane De Grazia ha ipotizzato che si tratti di storie della vita di Santa Caterina d’Alessandria, poiché i quattro lacerti superstiti raffigurano una storia sacra il cui protagonista è un personaggio femminile . Le scene tracciate sui disegni di Verona e Firenze sono in stretta relazione con due frammenti pittorici: il gruppo centrale dello studio del Museo di Castelvecchio è replicato, quasi identico, nella scena che è stata identificata con la ‘Disputa di Santa Caterina’ , mentre la parte destra del foglio degli Uffizi è ripresa piuttosto fedelmente nel lacerto successivo , che rappresenta forse un altro momento dello stesso episodio. Opere grafiche e affreschi rivelano la conoscenza da parte del Bertoja dell’arte bolognese : la posa di Santa Caterina con le braccia spalancate e la testa rivolta verso l’alto nel disegno veronese e nel relativo affresco è ispirata alla figura di Santa Elisabetta nell’‘Annuncio della venuta del Battista’ dipinto da Pellegrino Tibaldi, all’inizio del sesto decennio del Cinquecento, nella Cappella Poggi in San Giacomo Maggiore a Bologna ; in generale, anche i corpi dalle forme ampie (più agevolmente decifrabili nei disegni) rimandano al monumentalismo di Tibaldi . La presenza del Bertoja a Bologna negli anni precedenti il primo trasferimento a Roma (nel 1568) è stata del resto più volte sostenuta e sono state riferite all’artista alcune opere pittoriche di quella città. Se la ‘Disputa di Santa Caterina’ nella Cappella Pepoli della chiesa di San Domenico – riferita a Zanguidi da Augusta Ghidiglia Quintavalle, Loren Partridge e De Grazia – è oggi tendenzialmente ritenuta di Prospero Fontana , alcuni santi e profeti nelle lunette e sulla volta di quella cappella, recuperati integralmente grazie a un restauro di alcuni anni fa, sono stati attribuiti al Bertoja, attivo in San Domenico insieme a Ercole Procaccini . Nel disegno in esame le proporzioni dilatate e il moto concitato ricordano certe soluzioni tibaldesche (in particolare i già citati affreschi della Cappella Poggi), mentre le figure schizzate a penna e pennello sullo sfondo allineate su un piano orizzontale rimandano a soluzioni tipiche del Parmigianino. Nonostante vi sia una certa attenzione per la resa dei valori plastici, sottolineati dall’uso della biacca e dell’inchiostro diluito, l’opera manca ancora della ricerca di tridimensionalità che caratterizza alcuni studi compiuti dal Bertoja nel corso dei suoi soggiorni in Italia centrale ; è accostabile, tuttavia, al disegno per l’‘Entrata di Cristo a Gerusalemme’ (Venezia, Galleria dell’Accademia, inv. 152) , il primo riquadro dipinto dall’artista nell’oratorio del Gonfalone a Roma (1568-1569). Queste considerazioni di natura formale hanno spinto la critica a datare gli studi preparatori e gli affreschi di Palazzo Lalatta tra il 1566 e il 1568. (Laura Da Rin Bettina 2019)

Mostre

  • Firenze 2003
    Di Giampaolo M./ Muzzi A., Parmigianino e il fascino di Parma. I disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2003, Firenze 2003, pp. 173-174 n. 97, fig. 124 (scheda a cura di Di Giampaolo M.)

Bibliografia

  • Baldinucci F. 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027)
    Baldinucci F., Nota de' Libri de' disegni tanto grandi, che mezzani, con la distinzione di quanti ne sono attaccati per libro, avvertendo, che oltre a quelli che rimasero dopo la morte del Ser.mo Principe Card.le Leopoldo di Gloriosa Memoria, vi si comprendono quelli hauti di camera del Ser.mo Padrone per mano del Sig.r Falconieri in num.o di 193, e detta nota comincia secondo il num.o che son notati, e come stanno nell'armadio, 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027), c. 1010 "Giulio Cesare Procaccino, al quattordicesimo libro universale a c. 68, disegni 2"
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. III ("Porciano Giulio Cesare") v. Universale XIV n. 2
  • Pelli Bencivenni G. [1780-1784] (BU, ms. 113, classe III, v. I)
    Pelli Bencivenni G., Inventario Generale della Real Galleria di Firenze compilato nel 1784. Essendo Direttore della Medesima Giuseppe Bencivenni già Pelli N. P. F. colla presenza, ed assistenza del Sig.re Pietro Mancini Ministro dell'Ufficio delle Revisioni e Sindacati, [1780-1784] (BU, ms. 113, classe III, v. I), c. 361
  • Pelli Bencivenni G. 1784 (BU, ms. 463/ 3.2)
    Pelli Bencivenni G., Indice Alfabetico dei Disegni della R. Galleria. Parte I, 1784 (BU, ms. 463/ 3.2), "Procaccino, Giulio Cesare, v. Universale XIV n. 2"
  • Verona 1999
    Marinelli S./ Marini G., Museo di Castelvecchio. Disegni, catalogo mostra Verona, Museo di Castelvecchio 1999, Milano 1999, p. 35 sotto il n. 2 (scheda a cura di Marini G.)
  • Marini G. 2000
    Marini G., I grandi disegni italiani del Museo di Castelvecchio a Verona, Milano, 2000, sotto il n. 6
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 631 n. 3
  • Fontanellato (Parma) 2019
    Chiusa M. C. , La Maniera Emiliana. Bertoja, Mirola, da Parma alle corti d'Europa, catalogo mostra Fontanellato (Parma), Labirinto della Masone 2019, Fontanellato (Parma) 2019, p. 124 sotto il n. 26 (scheda a cura di Brusori G.)
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