Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1366 F"

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Scheda aggiornata al 28-03-2022
Opera 1366 F
  • inv. 1366 F
  • Rossi Francesco de' detto Salviati (1509 ca./ 1563)
  • Vendetta dell'Innocenza
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, tracce di pietra nera, biacca (carbonato basico di piombo) parzialmente ossidata su carta
  • Misure: 335 x 225 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • A. Cecchi: "F. Salviati/ A. Cecchi 9.4.1974", a matita sul montaggio

Notizie storiche e critiche

Del foglio abbiamo notizie solo a partire dall’ ‘Inventario dei disegni’ redatto da Pelli Bencivenni fra il 1775 e il 1784, dove lo si trova attribuito a Giacomone da Faenza e così descritto: “Una Femmina circondata da fiere, e minacciata d’altra che è in aria, da un lato vi è una Femmina nuda in atto di esser ricoperta con un panno da un Vecchio” . Il disegno venne trasferito sotto il nome di Salviati alla fine degli anni Settanta e messo in relazione con l’arazzo tessuto da Jan Rost nel 1546 raffigurante la Giustizia che vendica l’Innocenza, oggi in Palazzo Vecchio; esso era stato commissionato al Bronzino, insieme al sua pendant la Primavera, in un’ottica di consolidamento e promozione della politica medicea . Gli anni Quaranta videro spesso il Bronzino e Salviati lavorare alle stesse commissioni, sovente in rapporto di collaborazione . Oggi la critica è concorde nell’individuare in Salviati, avvezzo al mondo dell’allegorie più che il collega, l’ideatore dell’iconografia dell’arazzo. Nel disegno in esame la Giustizia alata, a cui manca l’attributo della bilancia al contrario presente nell’opera del Bronzino, armata di spada afferra la fanciulla, attorniata da quattro belve, che sono state identificate rispettivamente con l’Invidia (il cane), la Furia (il leone), l’Avarizia (il lupo) e la Perfidia (il serpente) . Si discosta da questa lettura Lynette Bosch secondo cui le fiere rappresenterebbero il passato, il presente, il futuro e lo scorrere del tempo, in accordo a un’interpretazione basata sulle fonti classiche . Panofsky inoltre non mancò di assimilare il gesto della Giustizia a quello di Cristo che salva le anime dall’Inferno, valorizzando la valenza simbolica dell’avvenimento . Sullo sfondo un vecchio, identificato con il Tempo, con un gesto perfettamente simmetrico a quello della Giustizia svela una giovane raffigurante la Verità. Salviati in questo foglio unisce dunque le due allegorie, la Verità svelata dal Tempo e l’Innocenza salvata dalla Giustizia, in un gioco di complessi rimandi figurativi e letterali, traendo ispirazione, secondo Pierguidi, sia dalle raffigurazioni raffaellesche nella sala di Costantino a Roma, sia dalla stessa marca marcoliniana . Il Bronzino, come si può vedere fin dal suo disegno preparatorio , rielaborò l’idea, mantenendone l’impianto generale e le eleganti linee serpentinate, ma ne raggelò l’andamento sinuoso in una composizione più bloccata e statica , in cui il “pathos” dell’avvenimento appare mitigato. Nel foglio in esame l’artista riusa composizioni figurative a lui consone ed è avvicinabile stilisticamente a disegni risalenti allo stesso periodo e ugualmente incentrati su temi allegorici . Le figure si stagliano sulla superficie in una attenta ricerca delle volumetrie, mentre l’attenzione agli effetti di luce e ombra sui panneggi mostrano come Salviati non si discosti dalla tradizione fiorentina, denunciando inoltre lo studio della statuaria classica. Per esempio la Verità, colta nell’atto di spostare il velo, assume una gestualità simile a quelle di una Venere antica. Meritano un’ultima riflessione la presenza di quella che potrebbe sembrare una testa di Medusa alata sull’armatura della Giustizia nonché delle ali, dettagli che non compariranno nell’arazzo. Si potrebbe ipotizzare che Salviati abbia voluto amplificare ulteriormente i rimandi allegorici della composizione, connotando la figura con attributi che identificano Minerva, dea della sapienza e spesso utilizzata nella simbologia legata alla famiglia Medici. (scheda a cura di Ilaria Rossi, pubblicata in “Innocente e calunniato: Federico Zuccari (1539/40 - 1609) e le vendette d’artista’, catalogo della mostra (Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, 6 dicembre 2009 – 28 febbraio 2010), a cura di Cristina Acidini Luchinat/ Elena Capretti, Firenze 2009, pp. 260-261, n. 8.9).

Bibliografia

  • Adelson C.
    Adelson C., Tapestry Patronage of Cosimo de' Medici, , , PhD dissertation, New York, New York University, 1990, p. 113
  • Baldinucci F. 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027)
    Baldinucci F., Nota de' Libri de' disegni tanto grandi, che mezzani, con la distinzione di quanti ne sono attaccati per libro, avvertendo, che oltre a quelli che rimasero dopo la morte del Ser.mo Principe Card.le Leopoldo di Gloriosa Memoria, vi si comprendono quelli hauti di camera del Ser.mo Padrone per mano del Sig.r Falconieri in num.o di 193, e detta nota comincia secondo il num.o che son notati, e come stanno nell'armadio, 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027), c. 1009r "Giacomone al Sesto Libro Universale a c. 59 disegni 12)
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. II “Jacopone Da Faenza” v. Universale VI, n. 1
  • Panofsky E. 1939
    Panofsky E., Studies in Iconology. Humanistic Themes in Art of the Renaissance, New York, 1939, p. 114
  • Bora G. 1976
    Bora G., I disegni del Codice Resta, Cinisello Balsamo (Milano), 1976, p. 61
  • Monbeig Goguel C. 1976
    Monbeig Goguel C., Salviati, Bronzino et "La Vengeance de l'Innocence", in Revue de l'Art, n. 31, 1976, pp. 33-37
  • Bosch L. M. F. 1983
    Bosch L. M. F., Time, Truth and Destiny: some iconographical themes in Bronzino's 'Primavera' and 'Giustizia', in Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, XXVII, 1, 1983, p. 76, fig. 5
  • Mortari L. 1992
    Mortari L., Francesco Salviati, Roma, 1992, n. 105
  • Firenze 1993
    Chiarini M./ Dillon G./ Petrioli Tofani A., Philip Pouncey per gli Uffizi. Disegni italiani di tre secoli, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1993, Firenze 1993, p. 102
  • Cox-Rearick J. 1993
    Cox-Rearick J., Bronzino's Chapel for Eleonora di Toledo in the Palazzo Vecchio, Berkeley, 1993, p. 160
  • Cecchi A. 1998
    Cecchi A., Francesco Salviati o la Bella Maniera, catalogo mostra Roma, Roma, Villa Medici 1998 Milano 1998, p. 63
  • Roma/ Paris 1998
    Monbeig Goguel C./ Hochmann M., Francesco Salviati o la Bella Maniera (1510-1563), catalogo mostra Roma/ Paris, Roma, Académie de France/ Paris, Musée National du Louvre 1998, Milano 1998, p. 292 sotto il n. 117 (scheda a cura di Adelson C.)
  • Cox-Rearick J. 2005
    Cox-Rearick J., Friendly Rivals: Bronzino e Salviati at the Medici Court, in Master drawings, , 2005, pp. 304, 313, fig. 15
  • Petrioli Tofani A. 2005
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 2, Firenze, 2005, p. 178
  • Pierguidi S. 2005
    Pierguidi S., Dalla "Veritas filia Temporis" di Francesco Marcolini all’"Allegoria" di Londra del Bronzino: Il Contributo di Francesco Salviati, in Artibus et Historie, a. XXVI, n. 51, 2005, p. 161, fig. 3
  • Firenze 2009-2010
    Acidini C./ Capretti E., Innocente e calunniato. Federico Zuccari (1539/40-1609) e le vendette d'artista, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2009-2010, Firenze 2009, pp. 258-259 n. 8.9 (scheda a cura di Rossi I.)
  • Capretti E. 2009
    Capretti E., La celebrazione dell'artista virtuoso: il fratello Taddeo, pittore (1593-1603 circa), in Acidini C./ Capretti E., Innocente e calunniato. Federico Zuccari (1539/40-1609) e le vendette d'artista, Firenze ,2009, p. 108
  • Pierguidi S. 2009
    Pierguidi S., Salviati as Book Illustrator: A New Attribution, in Print Quarterly, , 2009, p. 255
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