Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "14637 F"

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Scheda aggiornata al 12-05-2020
Opera 14637 F
  • inv. 14637 F
  • Aspertini Amico (1473-1475/ 1552)
  • Nereidi, Tritoni e putti alati sopra delfini
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo) su carta tinteggiata con colore marrone
  • Misure: 228 x 390 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "Maestro Amico / Afermo", a penna sul verso al centro
  • autore ignoto ottocentesco o novecentesco: "14637 F", a matita sul verso in basso a destra
  • autore ignoto: "14637", a matita sul recto in basso a destra

Notizie storiche e critiche

Come suggerito da Marzia Faietti (‘Schede’ 1995), il foglio inv. 14637 F, raffigurante una composizione con divinità marine, sembra essere menzionato per la prima volta già intorno al 1678 quando Carlo Cesare Malvasia, trattando della vita di Amico Aspertini all’interno del manoscritto preparatorio per la prima edizione della ‘Felsina pittrice’, dà notizia di “un dissegno di mezzo foglio di acquarella lumeggiato di biacca ove sono tre sirene o driadi scherzanti con tritoni amoretti e delfini di molto belle proporzioni risolute e capricciose, e molto ben fatte et in particolare così ben intese gli avanti e l’indietri” (ante 1678, Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, ms. B.16). Il disegno, sempre secondo le indicazioni del canonico bolognese, apparteneva già a quelle date alle collezioni di Leopoldo de’ Medici, prima ancora cioè di essere registrato nella ‘Nota’ delle opere appartenenti al cardinale, redatta da Filippo Baldinucci nel 1687 (ASF, Guard. Med. 779, ins. 9). Pur non essendoci certezze riguardo all’effettiva identificazione del foglio con quello menzionato nel manoscritto di Malvasia, è utile osservare come questi, nell’edizione a stampa della sua opera (1678), abbia messo in relazione il foglio, descritto più semplicemente come fregio “di Sirene scherzanti con Tritoni, & Amoretti”, con gli affreschi di soggetto classico oggi perduti che Aspertini dipinse a monocromo sulle pareti esterne delle scuderie di palazzo Marsili a Bologna . Questa indicazione, come nota giustamente Marzia Faietti (‘Schede’ 1995), rafforza, e per certi versi avalla, l’identificazione del disegno descritto da Malvasia con l’inv. 14637 F. È infatti verosimile immaginare che il foglio, data la particolare iconografia e lo spiccato effetto pittorico , possa ricollegarsi facilmente a una più vasta decorazione muraria all’antica. Dato il suo elevato grado di finitezza formale potrebbe trattarsi di uno studio dimostrativo da sottoporre al giudizio della committenza (Faietti ‘Schede’ 1995). Il risultato raggiunto da Aspertini nell’opera in esame, probabilmente teso a soddisfare il gusto antiquario dei committenti, testimonia tuttavia, con il suo piglio violento e drammatico, la personale interpretazione di una tematica iconografica desunta dall’antico, ma sottoposta a una rielaborazione e a una ricomposizione dei modelli che trascendono una ricezione puramente classicista . Il processo che conduce al disegno degli Uffizi trova origine nello studio attento e metodico compiuto da Amico sulle vestigia antiche avviato già a partire dal primo probabile viaggio a Roma del 1496 . Grazie a quell’esperienza il bolognese fu in grado di registrare su taccuini e fogli sciolti un ampio repertorio di elementi visivi che poté sfruttare secondo i suoi bisogni per invenzioni compositive sempre nuove. Il gruppo di figure sulla sinistra del foglio ricalca infatti, come dimostra Schweikhart (1989), una porzione del rilievo che decora un sarcofago romano del III secolo, attualmente conservato presso i Musei Vaticani, che Aspertini vide certamente a Roma e che riportò poi, durante i primissimi anni del XVI secolo, nel libro di disegni oggi conservato nella collezione Max Willibald von Waldburg a Wolfegg ai foll. 29v.-30. Analogamente il gruppo sulla destra del foglio, con il tritone con un’anfora sulle spalle e una nereide in groppa, vede il suo modello nel rilievo di un sarcofago oggi a Villa Medici a Roma (Schweikhart 1989). Amico si era accostato a una scena di divinità marine, sempre attraverso una personale rilettura delle fonti, già nel primo decennio del Cinquecento, come dimostrano le due tavolette con ‘Tritoni, nereidi e amoretti’ conservate presso l’University Art Museum di Princeton e datate tra il 1505 e il 1506 (Princeton, University Art Museum, link) . Il foglio inv. 14637 F dimostrerebbe però, rispetto alle tavole di Princeton, l’ulteriore e ormai accertata influenza stilistica delle opere di Michelangelo e Raffaello. Si fa stringente, per il foglio degli Uffizi, il paragone con il vivido dinamismo riscontrabile nell’opera grafica dell’urbinate, in particolare con lo ‘Studio per una decorazione con tritoni, ninfe e animali marini’ dell’Ashmolean Museum (P.II.572 Oxford, Ashmolean Museum link ) , anche se le due opere sono prive di un rapporto diretto. Mentre non è da escludere che Amico abbia potuto conoscere i disegni di Raffaello a Bologna , il contatto con i modelli michelangioleschi potrebbe essere avvenuto durante un viaggio a Roma compiuto con tutta probabilità tra il 1515 e il 1518 . Una cronologia per il foglio inv. 14637 F, che individua raffronti differenti, è invece avanzata da Helga Kropfinger-von Kügelgen (1973), la quale vi vede numerose affinità con gli affreschi di palazzo Isolani a Minerbio, realizzati da Amico, secondo la studiosa, intorno al 1535-1536. Una tale datazione appare forse troppo avanzata soprattutto in relazione all’attività grafica del bolognese durante il quarto decennio del secolo. Infatti nel taccuino di disegni detto London I, realizzato da Aspertini intorno al 1535 e oggi conservato presso il British Museum (London, British Museum, link ) , si può notare la tendenza, che si farà sempre più evidente negli anni a seguire, a proporre forme grafiche agili e corsive, indirizzate alla dissoluzione delle forme. Da un punto di vista tecnico il paragone più convincente per il disegno in esame rimane però quello con il foglio inv. 1384 E degli Uffizi raffigurante le ‘Tentazioni di sant’Antonio’ (cfr. ‘L’Amico rivisitato’ mostra online: inv. 1384 E). L’opera, sebbene molto rovinata, è infatti accomunata al fregio di tritoni e nereidi da un medesimo carattere pittorico, trasmesso attraverso ampie stesure di inchiostro diluito e biacca che ancora però non assumono quel carattere destrutturante notato poco sopra per il ‘London I’. Il foglio inv. 1384 E, datato alla fine del secondo decennio del Cinquecento, appare tuttavia leggermente precedente rispetto all’inv. 14637 F, dal momento che dimostra una comprensione delle volumetrie michelangiolesche non ancora del tutto matura. Il paragone tra i due disegni permette così una datazione più agevole del foglio in esame entro la metà del terzo decennio del secolo. È infine possibile individuare nella produzione grafica di Aspertini altri esempi di disegni, come il foglio inv. 14637 F, probabilmente relativi a decorazioni e fregi per facciate di palazzi. I fogli degli Uffizi invv. 1383 E r. e 12783 F, raffiguranti entrambi scene di ‘Centauromachia’ (cfr. ‘L’Amico rivisitato’ mostra online: inv. 1383 E e inv. 12783 F), rispondono alle stesse caratteristiche di rilettura della materia antica del disegno in esame, a cui va però ad aggiungersi una ricerca stilistica e formale ulteriormente esasperata che pone le due opere in anni certamente successivi rispetto al progetto per le scuderie di palazzo Marsili. (Michele Grasso 2014, aggiornamento bibliografico gennaio 2015)

Mostre

  • Firenze 2018
    Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi 2018, Firenze 2018, p. 103 n. I.12 (scheda a cura di Grasso M.)

Bibliografia

  • Malvasia C. C. 1678
    Malvasia C. C., Felsina pittrice. Vite de' pittori bolognesi, Bologna, 1678, v. I p. 144
  • Malvasia C. C. 1678 ante
    Malvasia C. C., Scritti originali del Conte C. C. Malvasia spettanti alla sua Felsina Pittrice, Bologna, Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, ms. B.16, cc. 14-18, 1678 ante, c. 15 v.
  • Baldinucci F. 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027)
    Baldinucci F., Nota de' Libri de' disegni tanto grandi, che mezzani, con la distinzione di quanti ne sono attaccati per libro, avvertendo, che oltre a quelli che rimasero dopo la morte del Ser.mo Principe Card.le Leopoldo di Gloriosa Memoria, vi si comprendono quelli hauti di camera del Ser.mo Padrone per mano del Sig.r Falconieri in num.o di 193, e detta nota comincia secondo il num.o che son notati, e come stanno nell'armadio, 1687 (ASFi, Guard. Med. 779, ins. 9, cc. 995-1027), c. 1000 v. "Maestro Amico, al XV Universale a c. 5, disegni 25"
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. I "Maestro Amico" v. Universale XV n. 2
  • De Fabriczy C. 1905
    De Fabriczy C., Un taccuino di Amico Aspertini, in L'Arte, VIII, 1905, pp. 408-409
  • Ricci C. 1915
    Ricci C., Gli Aspertini, in L'Arte, XVIII, 1915, pp. 92, 112, fig. 10
  • Parigi L. 1951
    Parigi L., I disegni musicali del Gabinetto degli Uffizi e delle minori collezioni pubbliche a Firenze, Firenze, 1951, p. 11 n. 38
  • Ghidiglia Quintavalle A. 1960
    Ghidiglia Quintavalle A., Cesare Baglione e le grottesche emiliane del Cinquecento, in Archivio storico delle province parmensi, XII, 1960, p. 102
  • Scaglietti D. 1963-1964
    Scaglietti D., Amico Aspertini. Tesi di laurea. Università degli Studi di Bologna. Relatore prof. S. Bottari, , 1963-1964, Tesi di laurea. Università degli Studi di Bologna. Relatore prof. S. Bottari, anno accademico 1963-1964, p. 327
  • Kropfinger-von Kügelgen H. 1973
    Kropfinger-von Kügelgen H., Amico Aspertinis malerisches Werk. Ein Beitrag zur Bologneser Malerei derersten Hälfte des Cinquecento, Bonn, 1973, Bonn, Univ., Phil. Diss., 1967, p. 123
  • Schweikhart G. 1975
    Schweikhart G., Antike Meerwesen in einem Fries des Casa Vignola in Verona. Ein unbekanntes Werk des Giovanni Maria Falcoletto, in Arte Veneta, , 1975, p. 131, fig. 7
  • Bentini J. 1983
    Bentini J., Una scoperta nella basilica di San Petronio a Bologna: due tavole di Amico Aspertini, in Bollettino d’Arte, ser. VI, LXVIII, 20, 1983, p. 59 nota 23
  • Faietti M. 1984
    Faietti M., Un Aspertini inedito: gli affreschi di San Giacomo a Bologna, in Itinerari: contributi alla Storia dell'Arte in memoria di Maria Luisa Ferreri, , 1984, pp. 43-44, nota 33, fig. 29
  • Schweikhart G. 1986
    Schweikhart G., Der Wolfegg Codex. Zeichnungen nach der Antike von Amico Aspertini, London, 1986, p. 74
  • Schweikhart G. 1989
    Schweikhart G., Studio e reinvenzione dell'Antico nell'opera di Amico Aspertini, in Danesi Squarzina S., Roma. Centro ideale della cultura dell'antico nei secoli XV e XVI. Da Martino V al Sacco di Roma 1417-1527. Atti del Convegno Internazionale Di Studi Su Umanesimo e Rinascimento (Roma 1985), Milano ,1989, p. 406
  • Von Kügelgen H. 1992
    Von Kügelgen H., Aspertini Amico, in , Saur Allgemeines Künstler-Lexikon. Die Bildenden Künstler aller Zeiten und Völker, München/ Leipzig ,1992, p. 443
  • Fileti Mazza M. 1993
    Fileti Mazza M., Archivio del collezionismo mediceo. Il cardinal Leopoldo. II. Rapporti con il mercato emiliano, Milano, 1993, v. II p. 934 n. 2
  • Faietti M./ Scaglietti Kelescian D. 1995
    Faietti M./ Scaglietti Kelescian D., Amico Aspertini, Modena, 1995, pp. 45, 284-285 n. 70 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Paris 2001
    Faietti M./ Cordellier D., Un siècle de dessin à Bologne 1480-1580. De la Renaissance à la réforme tridentine, catalogo mostra Paris, Chapelle du Musée du Louvre, aile Sully 2001, Paris 2001, p. 82 sotto il n. 23 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Bologna 2002
    Faietti M., Il Cinquecento a Bologna. Disegni dal Louvre e dipinti a confronto, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2002, Milano 2002, p. 146 sotto il n. 33 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Rossoni E. 2008
    Rossoni E., "Divertimento con variazione". Il disegno in Amico Aspertini, in Emiliani A./ Scaglietti Kelescian D., Amico Aspertini 1474 - 1552 artista bizzarro nell'età di Dürer e Raffaello, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2008-2009, Cinisello Balsamo 2008, p. 275, fig. 5
  • Faietti M. 2012
    Faietti M., Vasari , maestro Amico e i pittori con "il capo pieno di superbia e di fumo", in Annali Aretini, XX, 2012, p. 61, fig. 1
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. I p. 24 n. 2
  • Faietti M. 2015
    Faietti M., Piero "astratto" e Amico "fuor di squadra" secondo Vasari, in Capretti E./ Forlani Tempesti A./ Padovani S./ Parenti D., Piero di Cosimo 1462-1522. Pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi 2015, Firenze 2015, p. 152, fig. 6 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Faietti M. 2018
    Faietti M., Vivere fuor di squadra e morire di malinconia: Vasari su Aspertini e Francia, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 56
  • Grasso M. 2018
    Grasso M., Bologna 1539-1540: Giorgio Vasari, la commissione di San Michele in Bosco e gli artisti con il «capo pieno di superbia e di fumo», in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 84
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