Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "15158 F"

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Scheda aggiornata al 17-11-2020
Opera 15158 F
  • inv. 15158 F
  • Aspertini Amico (1473-1475/ 1552)
  • Venere con Amore nella fucina di Vulcano
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro su carta
  • Misure: 250 x 218 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso al centro

Iscrizioni

  • autore ignoto ottocentesco o novecentesco: "15158 F", a matita sul verso in basso a sinistra

Notizie storiche e critiche

Non è infrequente imbattersi in fogli di Amico Aspertini, disegnatore copioso e poliedrico, che attinse dall’antico e dalle ricerche artistiche dei contemporanei, mostrò di essere colto ed erudito, quanto feriale e trasgressivo e affrontò il suo vastissimo repertorio con stili di volta in volta diversi a seconda delle fasi stilistiche maturate in rapido incalzare, ma anche a seconda dei differenti mezzi tecnici, sovente impiegati con spregiudicata disinvoltura. Riconoscerlo, nella selva intricata dei suoi modi stilistici, implica una costante frequentazione e la libertà da schemi mentali, primo fra tutti l’equipollenza tra fisionomie esasperate e caricate ed autografia dell’artista, che tra quanti indizi si potrebbero scegliere per giungere alla conclusione dell’originalità di un disegno, pur conducendo a risultati illuminanti laddove certe fisionomie valgono come una sigla, rimane pur sempre insufficiente, qualora l’opera richieda una ricerca più approfondita e meditata. É il caso del disegno in esame, di cui si ignora la provenienza, a suo tempo classificato da Pasquale Nerino Ferri nello schedario manoscritto di fine Ottocento come opera di ‘Ignoto del sec. XVI’. Un’aggiunta a fianco, forse ancora di suo pugno, significativamente annota: ‘Scuola caraccesca’. A Ferri va, dunque, riconosciuto il merito dell’esatta individuazione dell’area geografica di appartenenza del foglio, anche se deve essere rettificata la sua cronologia. Che Amico anticipasse certi esiti, per esempio, di Bartolomeo Passerotti, è evidente in alcuni disegni tracciati con una penna risoluta e vigorosa volta a sottolineare le accentuazioni anatomiche, quali i ‘Nudi maschili intorno a un uomo nudo, seduto in trono’ proprio agli Uffizi (cfr. ‘L’Amico rivisitato’ mostra online: inv. 6158 F). D’altra parte era assegnato tradizionalmente a Passerotti il ‘San Cristoforo con il Bambino Gesù’ degli Uffizi (cfr. ‘L’Amico rivisitato’ mostra online: inv. 12272 F). Ma ‘Venere con Amore nella fucina di Vulcano’ mostra semmai tangenze con un altro foglio dell’ampio repertorio aspertiniano, oggi conservato all’Albertina (inv. L.14 II Garnitur, Wien, Graphische Sammlung Albertina link, che ritengo eseguito alla fine degli anni Dieci o, preferibilmente, agli inizi degli anni Venti, in un momento di particolare attenzione a Raffaello incentivata da un secondo viaggio dell’artista a Roma avvenuto, con ogni probabilità, tra il 1515 e il 1518 circa. Se il soggetto del disegno viennese è identificabile, non senza qualche dubbio, nel ‘Ritrovamento di Mosè’, anche sulla base di un riscontro iconografico con un foglio di Perino, anch’esso all’Albertina (inv. 455, Wien, Graphische Sammlung Albertina link, il soggetto del disegno fiorentino è del tutto chiaro. Riconosciamo Vulcano nella sua fucina affaccendato a forgiare una delle ali di Cupido, raffigurato in braccio a Venere e provvisto di una sola ala; si tratta di un tema iconografico diverso da quello, piuttosto frequente, che mostra invece il dio del fuoco impegnato a forgiare le frecce di Amore. Quest’ultimo venne divulgato in ambito bolognese da un bulino giovanile di Marcantonio Raimondi databile verso il 1504-05 (B. XIV, 247, 326) , che non mancò a sua volta di esercitare qualche influsso nella maiolica istoriata del Cinquecento , dove in generale il soggetto godette di una certa fortuna anche nella variante di Vulcano intento al lavoro al cospetto di Venere e di due o tre Amorini. Mentre il bulino di Marcantonio sottende un’interpretazione allegorico-morale del mito degli amori di Marte e Venere, la versione iconografica cui rinvia il foglio di Amico rimanda a significati neoplatonici; come è noto, l’immagine dell’Amore alato, presente in Platone, si afferma soprattutto con Marsilio Ficino: saranno proprio le due ali a consentire a Cupido di ascendere al regno celestiale. In area emiliano-bolognese il tema incontrò un particolare successo , testimoniato, tra l’altro, da una stampa di Nicoletto da Modena (B. XIII, 283, 52); un niello-print (un niello su carta) ascritto a Peregrino da Cesena da cui deriva un altro niello-print di scuola bolognese; nonché un tondo dipinto da Francesco Francia oggi all’Accademia Carrara di Bergamo . La versione di Amico mostra la consueta originalità rispetto alle precedenti raffigurazioni, accentuando l’elemento drammatico della narrazione mediante il nudo atletico e dinamico di Vulcano (di chiara impronta michelangiolesca) e quella grande fiammata che sembra intimorire Amore. Quanto all’abito insolitamente castigato di Venere e soprattutto al suo copricapo dalla strana foggia, si è tentati di metterli in relazione con qualche figura nelle Vele della Sistina, dove Aspertini certamente sostò, ammirato, nel suo soggiorno romano, traendone influssi duraturi. (Marzia Faietti 2014)

Mostre

  • Bologna 2008-2009
    Emiliani A./ Scaglietti Kelescian D., Amico Aspertini 1474 - 1552 artista bizzarro nell'età di Dürer e Raffaello, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2008-2009, Cinisello Balsamo 2008, pp. 302-303 n. 113, fig. 113 (scheda a cura di Zacchi A.)

Bibliografia

  • Faietti M. 2005
    Faietti M., Amico Aspertini, Venere con Amore nella fucina di Vulcano, in Costamagna P./ Haerb F./ Prosperi Valenti Rodinò S., Disegno, giudizio e bella maniera. Studi sul disegno italiano in onore diCatherine Monbeig Goguel, Cinisello Balsamo ,2005, p. 36 n. 9, ripr. a p. 37
  • Faietti M. 2005/2006 [2007]
    Faietti M., La "linea a penna spiritosa" di Amico Aspertini, in Notizie da Palazzo Albani, 34/35, 2005/2006 [2007], pp. 77, 81-82
  • Faietti M. 2018
    Faietti M., Vivere fuor di squadra e morire di malinconia: Vasari su Aspertini e Francia, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 50, fig. 20
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