Scheda Catalogo 15545 F - Figura maschile nuda semidistesa a terra vista di scorcio con le gambe incrociate in alto - di Luti Benedetto - Progetto Euploos

Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "15545 F"

Apri Immagini Opera
Scheda aggiornata al 07-04-2023
Opera 15545 F
  • inv. 15545 F
  • Luti Benedetto (1666/ 1724)
  • attribuito
  • Figura maschile nuda semidistesa a terra vista di scorcio con le gambe incrociate in alto
  • Categoria: Numerazione alta
  • Datazione: secc. XVII
  • Tecnica e materia: pietra rossa, gessetto bianco su carta
  • Misure: 420 x 270 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in alto a sinistra

Iscrizioni

  • I. E. Hugford: "Luti", a penna sul recto nell'angolo in basso a sinistra
  • autore ignoto settecentesco: "39 [a rovescio]", a penna sull'antico montaggio in basso al centro
  • autore ignoto settecentesco: "39 [a rovescio]", a penna sull'antico montaggio in basso a sinistra
  • autore ignoto novecentesco: "Benedetto Luti", a matita sull'antico montaggio in basso a sinistra

Notizie storiche e critiche

I fogli invv. 15545 F e 15546 F fanno parte di un gruppo di disegni conservato agli Uffizi sotto il nome di Benedetto Luti e composto dagli invv. 15525 F-15555 F, tra loro omogenei per tipologia, essendo tutti studi di nudo di tipo accademico e tutti databili tra il tardo Seicento o il primo Settecento (per maggiori informazioni su tutto l'insieme vedi la scheda del disegno inv. 15525 F link ). Il piccolo nucleo è menzionato la prima volta nell'inventario di Giuseppe Pelli Bencivenni (Pelli Bencivenni 1784, BU, ms. 463/3.3), dove figura tra volumi principalmente provenienti dall'acquisto, compiuto nel 1779, della collezione di Ignazio Enrico Hugford, collezionista residente a Firenze, il cui padre era di origini inglesi. Tale provenienza è in parte confermata dalla presenza sui disegni invv. 15545 F e 15546 F di un'antica iscrizione a penna che li riferisce a “Luti”, le cui caratteristiche calligrafiche rimandano decisamente a Hugford, come notato da Rodolfo Maffeis (2012). Il fatto che sugli altri disegni del gruppo non compaiano tali scritte non toglie che abbiano anch'essi la stessa provenienza, anche perché già dalla prima menzione nell'inventario settecentesco il nucleo si presenta come un insieme compatto, composto da studi di tipologia simile, risalenti alla stessa epoca e con affinità sul piano culturale, ai quali si può, quindi, attribuire un'origine comune dal punto di vista collezionistico. Nell'inventario di Pelli Bencivenni le accademie di nudo in esame non recavano alcuna attribuzione e non vi erano state rilevate neppure le indicazioni attributive a Luti. Tuttavia, in considerazione della compattezza del gruppo, durante l'opera di inventariazione svolta tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del secolo successivo Pasquale Nerino Ferri, probabilmente basandosi sulle iscrizioni risalenti a Hugford, estese a tutte le prove grafiche il riferimento attributivo a Luti, dopo un'incongrua attribuzione dei fogli ad Anonimo del secolo XVI o, in alcuni casi, Anonimo del secolo XVII . In realtà sussistono differenze da caso a caso sul piano stilistico che portano a considerare i disegni opera di vari artisti. A proposito degli studi invv. 15545 F e 15546 F occorre dire che, come asserito da Rodolfo Maffeis (2012), precise ragioni stilistiche consentono di considerare ancora oggi attendibile l'attribuzione a Benedetto Luti. L'ipotesi è interessante, sia sotto il profilo dell'analisi stilistica sia per gli spunti di tipo documentario che la supportano, mentre non risulta percorribile l'identificazione dei due fogli nell'inventario settecentesco di Pelli Bencivenni proposta dallo stesso Maffeis, dato che il numero d'ordine indicato sui relativi montaggi, come notato da Annamaria Petrioli Tofani (2014), porta, invece, a ritenere senza ombra di dubbio che essi facessero parte già nel Settecento del nucleo precedentemente indicato (a tal proposito vedi anche la scheda inv. 13901 F link ). Pertanto, per quanto il riferimento a Benedetto Luti per i due fogli in esame appaia effettivamente plausibile, in attesa di un più approfondito studio nel settembre 2016 i disegni invv. 15545 F e 15546 F sono stati assegnati a Benedetto Luti, attribuito (R. Sassi settembre 2016).

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. 1784 (BU, ms. 463/ 3.3)
    Pelli Bencivenni G., Indice di CXXII volumi di Disegni della R. Galleria. Parte II. Sono un seguito dei Volumi descritti nella P.ma Parte, di Disegni per lo più acquistati da S. A. R. e questi disegni devono essere richiamati nell'indice Alfabetico che compone d.a prima Parte. La quale va dal N. I al n. CVI dei vol. della raccolta/ meno i n. 83, 84 e 105 duplicato, 1784 (BU, ms. 463/ 3.3), parte seconda c. 257 n. 39
  • Bologna 1998
    Faietti M./ Zacchi. A., Figure. Disegni dal Cinquecento all'Ottocento nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 1998, Milano 1998, p. 208 sotto il n. 77 nota 4 (scheda a cura di Battistini R.)
  • Maffeis R. 2012
    Maffeis R., Benedetto Luti. L'ultimo maestro, Firenze, 2012, pp. 137, 142 nota 65, fig. 39
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. IV p. 1396 n. 39
Torna in alto