Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1651 F"

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Scheda aggiornata al 09-07-2019
Opera 1651 F
  • inv. 1651 F
  • Sirani Giovanni Andrea (1610/ 1670)
  • Madonna con il Bambino, San Giovannino e l'agnellino
  • Tecnica e materia: pietra nera, pennello e inchiostro diluito su carta
  • Misure: 180 x 146 mm
  • Filigrana: due frecce incrociate sormontate da una stella (Briquet 6299 e 6300)
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso al centro

Iscrizioni

  • autore ignoto seicentesco: "G[io] And.a Sirani [coperta parzialmente dalla giunta]", a penna sul verso in basso al centro

Notizie storiche e critiche

Dopo un primo apprendistato artistico presso Giacomo Cavedone, Giovanni Andrea Sirani intorno al 1630 entrò nella bottega di Guido Reni, di cui divenne, negli anni, uno dei principali collaboratori. Possono essere ricondotti a Sirani circa 45 dipinti, anche se le fonti antiche ne menzionano un numero maggiore; l’artista eseguì anche alcune acqueforti e fu un disegnatore versatile e capace. Si conservano infatti un numero considerevole di fogli a lui attribuiti, di diversa tipologia – studi di figura e compositivi – ed eseguiti con varie tecniche, a pietra nera o rossa, a penna e inchiostro diluito . Nel 1642, alla morte del maestro, Giovanni Andrea aprì una bottega ove iniziò all’arte, tra i vari discepoli, la figlia maggiore Elisabetta; anche le sorelle minori di quest'ultima, Barbara e Anna Maria, furono avviate alla professione di pittrice. La condivisione di modelli e stilemi con il padre – evidente in particolare nelle opere giovanili di Elisabetta – e una tradizione storiografica e collezionistica che ha teso a ricondurre alla primogenita, considerata più dotata, dipinti e disegni di Sirani padre , ha portato spesso a una confusione attributiva tra i due. Ad esempio, la ‘Madonna con il Bambino, San Giovannino e l’agnellino’ è stata oggetto di un’articolata vicenda critica, anche in virtù dei suoi legami con un gruppo di opere pittoriche e grafiche di uguale soggetto (con lievi varianti) della fine degli anni Cinquanta, riferite dagli studiosi a vari membri della famiglia Sirani. L’antica attribuzione a Giovanni Andrea, testimoniata dall’iscrizione sul verso e dal ‘Catalogo dei disegni’ di Giuseppe Pelli Bencivenni ([1775-1793], GDSU ms. 102), è stata messa in discussione dalle pubblicazioni moderne. La connessione tra il foglio e il dipinto raffigurante la ‘Madonna con il Bambino e San Giovannino’ di proprietà della Cassa di Risparmio di Cesena (inv. 582), acquistato nel 1993 come autografo di Elisabetta, ha spinto Angelo Mazza (2001) a ricondurre alla pittrice anche il disegno, uno studio preparatorio speculare alla tela. Adelina Modesti (2001) ha invece privilegiato la relazione dell'inv. 1651 F con la ‘Sacra Famiglia con San Giovannino’, un olio su rame oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (inv. 374) , tradizionalmente assegnato a Elisabetta ma ritenuto dalla studiosa, per la sua scarsa tenuta formale, un’opera di Barbara Sirani ispirata a modelli della sorella, in particolare a un’acquaforte di identica composizione (B. XIX, 152, 3) . Anche lo studio in esame sarebbe di mano di Barbara, preparatorio per il dipinto: in esso, come nelle ‘Allegorie’ invv. 20242 F e 20243 F (vedi scheda relativa), l’artista avrebbe preso a esempio i disegni a pennello e inchiostro diluito di Elisabetta, caratterizzati tuttavia da un segno più libero e sciolto. Tale ipotesi non ha avuto ampio riscontro, anche per l’assenza di opere grafiche riconducibili con certezza a Barbara. Babette Bohn (2004; in Bologna 2004-2005), riconoscendo la stretta relazione tra il foglio e la tela di Cesena, ha parzialmente accolto l'attribuzione di Mazza, mantenendo tuttavia aperta quella tradizionale a favore di Giovanni Andrea. Un disegno certamente di Elisabetta conservato al Louvre (inv. 9016 link ) che riproduce, sempre a inchiostro diluito, lo stesso soggetto con alcune varianti, secondo la studiosa potrebbe essere infatti una rielaborazione dell'esemplare fiorentino. Emerge dagli studi la tendenza ad accordare l'autografia dell'inv. 1651 F a quella del dipinto a cui è, di volta in volta, collegato. Questo criterio, seppur motivato, in questo caso non è sufficiente a provare con certezza l’attribuzione che, come si è visto, si collega ad altre opere ugualmente dibattute . Analizzando le caratteristiche stilistiche del disegno e confrontandole con la versione di Elisabetta al Louvre e, più in generale, con i fogli a inchiostro della pittrice, Marzia Faietti (in Bologna 2004-2005) ha sottolineato come la composizione, costruita con un segno descrittivo, dolce e pacato, privilegi valori bidimensionali lontani dalla sintesi espressiva e dal sicuro impianto tridimensionale della grafica di Elisabetta, più consoni invece ai modi di Giovanni Andrea. L’autografia di Sirani è stata ribadita negli studi successivi, e avvalorata dalla revisione a suo favore dell’attribuzione della ‘Madonna con il Bambino e San Giovannino’ di Cesena, per la quale in effetti il disegno pare uno studio preparatorio. L’inv. 1651 F potrebbe essere servito da modello per Elisabetta, che rielaborò con alcune varianti la composizione paterna nel foglio del Louvre (Bohn in Firenze 2008) e nell’acquaforte raffigurante la ‘Sacra Famiglia’ (B. XIX, 152, 3). L’olio su rame della Pinacoteca Nazionale di Bologna – che riprende invece pedissequamente, nel medesimo senso, la stampa – per la sua inferiore qualità formale non può essere ricondotto alla mano della pittrice, ma è piuttosto da ritenere di un membro dell’entourage dei Sirani. L’esistenza di un gruppo di opere pittoriche e grafiche così omogeneo testimonia la condivisione di modelli figurativi e alcune affinità di stile all’interno della bottega: in particolare questi esemplari, riconducibili alla fine del sesto decennio del Seicento, denotano l'esempio di Guido Reni, certamente mediato dal capofamiglia Giovanni Andrea. I disegni di quest’ultimo mostrano un'influenza reniana, sia nel tenue segno a pietra nera o rossa che nello stile fluido a pennello e inchiostro diluito. Il foglio in esame mostra il talento grafico di Giovanni Andrea che si rivela, rispetto alla figlia Elisabetta, un disegnatore più controllato e attento a delicati effetti decorativi. (Laura Da Rin Bettina, 2018)

Mostre

  • Firenze 2018
    Aliventi R./ Da Rin Bettina L./ Faietti M., Dipingere e disegnare "da Gran Maestro": il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1666) , catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti e Sala del Camino 2018, , (mostra senza catalogo)
  • Bologna 2004 - 2005
    Bentini J./ Fortunati V., Elisabetta Sirani: "pittrice eroina" 1638-1665, catalogo mostra Bologna, Museo Civico Archeologico 2004 - 2005, Bologna 2004, pp. 146-147 n. 42 , fig. 43 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Firenze 2008
    Bohn B., Le "Stanze" di Guido Reni, disegni del maestro e della sua scuola, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2008, Firenze 2008, pp. 125-126 n. 103, fig. 103 (scheda a cura di Bohn B.)

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. III ("Sirano") v. Universale XVIII n. 3
  • Bologna 1989
    Czére A., Disegni di artisti bolognesi nel Museo delle Belle Arti di Budapest, catalogo mostra Bologna, San Giorgio in Poggiale 1989, Bologna 1989, p. 112 sotto il n. 54, ripr. a p. 112 (scheda a cura di Czére A.)
  • Mazza A. 2001
    Mazza A., La Galleria dei dipinti antichi della Cassa di Risparmio di Cesena, Milano, 2001, p. 311 nota 12, ripr. a p. 311
  • Modesti A. 2001 (2003)
    Modesti A., Alcune riflessioni sulle opere grafiche della pittrice Elisabetta Sirani nelle raccolte dell'Archiginnasio, in L' Archiginnasio, XCVI, 2001 (2003), pp. 178-179
  • Bologna 2004 - 2005
    Bentini J./ Fortunati V., Elisabetta Sirani: "pittrice eroina" 1638-1665, catalogo mostra Bologna, Museo Civico Archeologico 2004 - 2005, Bologna 2004, p. 180 sotto il n. 19 (scheda a cura di Bohn B.)
  • Bohn B. 2004
    Bohn B., Elisabetta Sirani and drawing practices in early modern Bologna, in Master Drawings, XLII, 3, 2004, p. 233 nota 47
  • Petrioli Tofani A. 2005
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 2, Firenze, 2005, p. 295, ripr. a p. 295
  • Bohn B. 2008
    Bohn B., Le "Stanze" di Guido Reni, disegni del maestro e della sua scuola, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2008 Firenze 2008, p. XLVII
  • Firenze 2008
    Bohn B., Le "Stanze" di Guido Reni, disegni del maestro e della sua scuola, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2008, Firenze 2008, p. 120 nota 379, p. 123 sotto il n. 100 (schede a cura di Bohn B.)
  • Bohn B. 2011
    Bohn B., The construction of artistic reputation in Seicento Bologna: Guido Reni and the Sirani, in Renaissance Studies, LV, 4, 2011, p. 531, fig. 10
  • Loisel C. 2013
    Loisel C., Musée du Louvre. Département des Arts graphiques. Inventaire Général des Dessins Italiens. X. Dessins bolonais du XVII siècle. Tome II, Paris, 2013, p. 511 sotto il n. 940
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 730 n. 3
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