Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1669 A"

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Scheda aggiornata al 11-06-2020
Opera 1669 A
  • inv. 1669 A
  • Giamberti Giuliano detto Giuliano da Sangallo (1445 ca./ 1516)
  • Tabernacolo
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, pietra nera su carta
  • Misure: 388 x 194 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto a sinistra

Iscrizioni

  • G. Giamberti detto Giuliano da Sangallo: "GROLIA I[N] NECELSIS DEO ET", a penna e inchiostro sul recto in alto, all'interno del fregio
  • autore ignoto: "1669 A", a matita blu sul verso a sinistra
  • autore ignoto ottocentesco: "Franc.° da Sangallo", a matita sul verso in basso a sinistra
  • autore ignoto ottocentesco: "5", a matita sul recto in basso a sinistra
  • autore ignoto ottocentesco: "Franc.o da S. Gallo", a matita sul recto in alto a sinistra

Notizie storiche e critiche

Il foglio inv. 1669 A è il primo di un gruppo di diciassette disegni con numerazione continua storicamente attribuiti in collezione a Francesco da Sangallo e come tali riproposti quasi integralmente da Pasquale Nerino Ferri nel suo ‘Indice’ del 1885. Fra di essi sono stati riconosciuti anche i quindici descritti da Luigi Scotti nel suo ‘Catalogo dei disegni originali dei Pittori, Scultori et Architetti’ del 1832 (GDSU, ms. 127, coll. n. 42), come parte di una cartella in cui era confluito il fondo composito di architettura, in origine raccolto in un volume del “Libro dei disegni” di Giorgio Vasari e poi ceduto in fogli sciolti agli Uffizi nel 1798 da Jean Baptiste Seroux d’Agincourt : per l’appunto, nella memoria di acquisto del 1 agosto di questo stesso anno, fra i disegni elencati ve ne sono “17 di Francesco da San Gallo architetto” . Con tale attribuzione fu peraltro esposto in Galleria, all'interno di una più ampia selezione di fogli di architettura e ornato, a partire dall'agosto del 1895 . Le caratteristiche grafiche di questo atipico disegno di dimostrazione fanno tuttavia pensare a una diversa identità per il suo autore. Se i progetti di Francesco si risolvono in uno stile più trattenuto, quasi didascalico, e sono rigorosamente tracciati in proiezione ortogonale, la maniera disinvolta e il tratto libero di inv. 1669 A – dove la penna insegue con sicurezza le poche righe di costruzione tirate a pietra nera, con ombreggiature generose a segnare dettagli in semi-prospettiva – ricorrono piuttosto nel corpus di Giuliano da Sangallo, padre di Francesco, a cui si può assegnare con più ragione questo progetto di tabernacolo. L’iscrizione del fregio con le capitali all'antica è per esempio avvicinabile alle molte ricostruzioni epigrafiche del suo taccuino antiquario, il Codice Barberini 4424 della Biblioteca Apostolica Vaticana, persino nella “NECELSIS” e nel toscanismo del “GROLIA”; ma il paragone più stringente è quello con inv. 281 A, l’ultimo della serie di progetti per la facciata di San Lorenzo, quello oltretutto di più sicura attribuzione e identificazione . In entrambi i fogli sono ripetuti alcuni dettagli similari di lessico architettonico – la sequenza di modanature nella cornice del timpano, il dorico con collarino e rosette del tipo della Basilica Emilia – mentre certe abbreviazioni del disegno sono addirittura sovrapponibili, come la maniera sintetica di descrivere le scanalature, che sfumano dopo pochi millimetri dalle estremità. Sul frontone del tabernacolo, poi, si appoggiano tre candelabri accesi con le fiamme che guizzano, proprio come i vasi a sfera lungo tutta la terrazza balaustrata della facciata di San Lorenzo. Il foglio inv. 281 A, su cui si leggono l’iscrizione dedicatoria a Leone X con l’anno “MDXVI”, fu verosimilmente completato durante il soggiorno fiorentino del pontefice, cioè tra il 30 novembre del 1515 e il 19 febbraio seguente : nelle stesse date si potrebbe collocare anche il progetto di tabernacolo, con i modi grafici liberi e disinvolti che sembrano caratterizzare l’ultima produzione di Giuliano, e comunque ben oltre gli inizi del Cinquecento, cioè alcuni anni dopo il San Pietro in Montorio di Bramante citato nelle metope, dove i bucrani sembrano alternati a simboli eucaristici o petrini. Questo stesso fregio rivela poi un’anomala libertà compositiva, con i triglifi che – per far posto all'iscrizione – calano nella seconda fascia dell’architrave e ne fanno una specie di trabeazione contratta, conclusa da un gocciolatoio a gola rovescia: una simile soluzione, insieme ad altri motivi come il cancorrente o l’alta scozia a baccelli al di sotto delle due colonne, farebbe pensare a un apparato effimero, per quanto sontuoso, e a materiali come il legno e lo stucco, in grado di sopportare anche a scala ridotta una tale profusione di ornato. Perciò il foglio potrebbe essere servito a una delle continue, frenetiche operazioni di allestimento dei diversi spazi della città deputati alla celebrazione fiorentina di Leone X – con la collaborazione, oltretutto, di altri membri della famiglia Sangallo: il fratello di Giuliano, Antonio il Vecchio, e i nipoti Antonio il Giovane ed Aristotele –, ma anche al suo prolungato soggiorno e alle conseguenti necessità liturgiche e di cerimoniale . In particolare un libro dei conti, in cui sono registrate le spese per l’adattamento del coro di San Lorenzo a cappella papale, dettaglia alla data del 14 dicembre le spese “per fare la giunta allo Altare del Corpo di Cristo, et questo si fa, perché non è capace decto Altare a tenere il forzieretto del Sacramento del Papa” . Si può immaginare questo arredo come un oggetto simile a quello rappresentato nel disegno, con il campo rettangolare rimasto bianco per lasciar spazio, magari, a uno sportello istoriato. Anche la tipologia di un’edicola pensile confermerebbe questa funzione, di monumentale cornice per una custodia del Santissimo, e così alcuni elementi iconografici ricorrenti nei tabernacoli eucaristici toscani e laziali per tutto il Quattrocento : i candelabri accesi, la colomba ad ali spiegate nel timpano e il cherubino che chiude la composizione, sotto le due mensole fogliate e la fascia con al centro uno stemma nudo, su cui forse campeggiava l’arme del pontefice (Dario Donetti 2013).

Mostre

  • Firenze 2013
    Baldini N./ Bietti M., Nello splendore mediceo. Papa Leone X e Firenze, catalogo mostra Firenze, Cappelle Medicee/ Casa Buonarroti 2013, Livorno 2013, pp. 538-539 n. 93 (scheda a cura di Donetti D.)
  • Firenze 2017
    Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, p. 113 n. 7.6, ripr. a p. 113 (scheda a cura di Donetti D.)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, pp. XLII, 215
  • Ragghianti Collobi L. 1973
    Ragghianti Collobi L., Nuove precisazioni sui disegni di architettura del "Libro" del Vasari, in Critica d'arte, XX, 130, 1973, p. 44
  • Ragghianti Collobi L. 1973
    Ragghianti Collobi L., Il "Libro de' disegni" del Vasari. Disegni di architettura, in Critica d'arte, XX, 130, 1973, pp. 73, 81
  • Frommel S. 2014
    Frommel S., Giuliano da Sangallo, Firenze, 2014, p. 321
  • Donetti D. 2017
    Donetti D., I progetti per San Lorenzo e la Firenze di Leone X, in Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, pp. 105-106
  • Frommel S. 2017
    Frommel S., Progetti a Roma, in Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, pp. 50, 51
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