Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1673 F"

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Scheda aggiornata al 14-09-2022
Opera 1673 F
  • inv. 1673 F
  • Raimondi Marcantonio (1480 ca./ ante 1534)
  • Romolo e Remo allattati dalla lupa
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro su carta
  • Misure: 108 x 182 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • P. N. Ferri: "1673 fig. [semicancellato]", a matita nera sul verso in alto a sinistra
  • P. N. Ferri: "58 [barrato] - Mantegna [con l'aggiunta successiva] Scuola del", a matita nera sul verso in alto a sinistra
  • autore ignoto: "Mantegna", a matita nera sul recto in basso a sinistra

Notizie storiche e critiche

Il foglio entrò a far parte della collezione medicea a fine Seicento, in seguito alla donazione di Apollonio Bassetti, segretario di Cosimo III, che nell’ottobre 1699 lasciò la sua raccolta d’arte alla famiglia che per anni aveva servito fedelmente. Nell’inventario stilato in occasione del lascito (ASF, Guard. 1026) sono menzionati due disegni di Andrea Mantegna, uno dei quali è da identificare con il foglio in oggetto. Il disegno si ritrova poi elencato nell’‘Inventario Generale’ della Reale Galleria di Firenze, redatto da Giuseppe Pelli Bencivenni tra 1780 e 1784 (BU, ms. 113, classe III, v. I) e più compiutamente descritto e commentato nel ‘Catalogo dei Disegni’ redatto dallo stesso Pelli Bencivenni prima del 1793 (GDSU, ms. 102, coll. n. 2): “la lupa che allatta Romulo e Remo, Simile [a penna], bello”. Nell’inventariazione di fine Ottocento, curata da Pasquale Nerino Ferri, la storica ascrizione a Andrea Mantegna venne riconsiderata e portata alla maniera dello stesso artista, mentre pochi anni più tardi, Gaetano Milanesi nel suo commentario alle Vite di Vasari del 1906, riconfermò l’autenticità di Mantegna. Solo nel 1988, in occasione della mostra ‘Bologna e l’Umanesimo 1490-1510’, Konrad Oberhuber riconobbe e annotò, a margine di un antico montaggio oggi perduto, l’autografia di Marcantonio Raimondi. Tale attribuzione, accettata dalla critica, sta alla base dell’odierna classificazione inventariale . La mostra del 1988 si mostrò fondamentale per lo studio della figura di Marcantonio in quanto delineò per la prima volta in maniera compiuta il suo 'corpus' di disegni e bulini, passando in rassegna fogli inediti e poco noti, con lo scopo di tracciare un profilo dell’artista dal punto di vista cronologico e stilistico. Da questo studio emerse che lo stile grafico di Raimondi non rimase costante nel tempo, ma subì una continua evoluzione alla ricerca di nuovi registri espressivi, recependo e sperimentando gli stimoli che la vivace attività artistica dell’Italia centro-settentrionale offriva tra fine Quattrocento e inizi Cinquecento. Nei primi anni giovanili Marcantonio si mostrò molto sensibile al tratto sottile ed elegante di Francesco Raibolini detto il Francia e Peregrino da Cesena , per poi adottare un segno più corposo, rapido e sintetico tipico di Lorenzo Costa e alcuni artisti fiorentini, tra cui Filippino Lippi, con cui era venuto in contatto agli esordi del secolo. Il disegno degli Uffizi è ascrivibile alla fase più precoce dell’attività di Marcantonio presentando tutti gli stilemi franciani quali: l’uso sottile e prezioso della penna, il tratteggio incrociato e arcuato sullo sfondo, un alto grado di rifinitezza e la ricerca di effetti luministici. Altri esempi di disegni databili all’esordio nella bottega del Francia, sono la ‘Leda e il Cigno’ del British Museum (inv. 1946-7-13-210 1500 link), ‘Due putti che combattono’ della Pierpoint Morgan Library (inv. IV.55 link) e la ‘Donna su unicorno’ del Musée Bonnat di Bayonne (inv. 1261). . Sempre databili ai primissimi anni del Cinquecento e rintracciati dopo la mostra del 1988 sono la ‘Venere inginocchiata’ del Louvre (inv. 10401 link) preparatorio per un’incisione (B. XIV, 235, 313) e ‘Due putti che trasportano la falce di Saturno’ della Biblioteca Ambrosiana di Milano (inv. F 237 inf., nr. 1702) . Proprio la particolare attenzione dell’artista nei confronti di una luminosità intensa e dai toni argentei enfatizzata dai tocchi fini della penna permise a Oberhuber di ipotizzare che questi disegni appartenessero a un gruppo di fogli preparatori per niello-prints (nielli su carta) o al contrario ne costituissero una derivazione. L’ipotesi è avvalorata dal fatto che la ‘Leda e il Cigno’ del British Museum, esistono due stampe a niello, conservate rispettivamente al Louvre e ancora al British Museum. Per quanto riguarda l’iconografia, la lupa non deriva dall’omonimo bronzo conservato ai Musei Capitolini; qui infatti l’animale non ostenta con fierezza il suo ruolo di nutrice dei due gemelli, ma al contrario è presentato sdraiato, amorevolmente rivolto verso i due lattanti. Tale soggetto non è desueto per gli artisti rinascimentali che anzi preferivano quest’ultimo modello al più celebre esempio capitolino. Il prototipo sembra piuttosto ispirarsi secondo Faietti (in Bologna 1988), a rappresentazioni presenti tra l’altro su altari funerari appartenenti al tipo della lupa collocata a fianco della statua con la personificazione del fiume Tevere . La conoscenza di antiche vestigia romane non implica necessariamente una ripresa dal vero di tali modelli. Marcantonio assimilò l’amore per l’arte classica ancor prima di recarsi a Roma, probabilmente già a Bologna, dove sul finire del Quattrocento era in atto un intenso studio dell’arte antica, sollecitato dalla presenza di numerose collezioni antiquarie e dal materiale figurativo importato da Roma e Firenze da vari artisti bolognesi, tra cui Amico Aspertini. (Elena Bonato 2014, aggiornamento bibliografico gennaio 2015)

Mostre

  • Bologna 1988
    Faietti M./ Oberhuber K., Bologna e l'umanesimo 1490-1510, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 1988, Bologna 1988, pp. 187-188, 216, n. 45, ripr. a p. 187 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Firenze 2011
    Faietti M./ Griffo A./ Marini G., Figure, memorie, spazio. La grafica del Quattrocento appunti di teoria conoscenza e gusto, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegno e Stampe degli Uffizi 2011, Firenze 2011, p. 79, fig. 42

Bibliografia

  • Elenco Bassetti 1699 (ASFi, Guard. Med. 1026, cc. 156-167)
    Elenco Bassetti, Da S.A.S. l'appresso robe consegnateci da Lorenzo Gualtieri quale disse essere pervenute dall'eredità del già signor canonico Apollonio Bassetti, 1699 (ASFi, Guard. Med. 1026, cc. 156-167), c. 166 r.
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. II ("Mantegna Andrea") v. Universale XII n. 2
  • Pelli Bencivenni G. [1780-1784] (BU, ms. 113, classe III, v. I)
    Pelli Bencivenni G., Inventario Generale della Real Galleria di Firenze compilato nel 1784. Essendo Direttore della Medesima Giuseppe Bencivenni già Pelli N. P. F. colla presenza, ed assistenza del Sig.re Pietro Mancini Ministro dell'Ufficio delle Revisioni e Sindacati, [1780-1784] (BU, ms. 113, classe III, v. I), c. 360 v. Universale XII n. 2 (aggiunti)
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 238
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 82 r. cornice 297
  • Vasari G. 1906
    Vasari G., Le Vite de' più eccellenti pittori scultori ed architettori, Firenze, 1906, III, p. 432
  • Faietti M. 1988
    Faietti M., Attorno a Marcantonio, figure della sua giovinezza e prima maturità, in Faietti M./ Oberhuber K., Bologna e l'umanesimo 1490-1510, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 1988, Bologna 1988, p. 216
  • Urbini S. 1999
    Urbini S., Marcantonio as book illlustrator, in Print quarterly, XVI, 1999, p. 51 nota 6, p. 52 nota 12, fig. 40
  • Faietti M. 2000
    Faietti M., Marcantonio sulle tracce di Amico, in Gnann A./ Widauer H., Festschrift für Konrad Oberhuber, Milano ,2000, p. 27, fig. 5
  • Firenze 2001
    Agosti G., Disegni del Rinascimento in Valpadana, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2001, Firenze 2001, p. 422 sotto il n. 98 (scheda a cura di Agosti G.)
  • Paris 2001
    Faietti M./ Cordellier D., Un siècle de dessin à Bologne 1480-1580. De la Renaissance à la réforme tridentine, catalogo mostra Paris, Chapelle du Musée du Louvre, aile Sully 2001, Paris 2001, p. 24 sotto il n. 3 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Bologna 2002
    Faietti M., Il Cinquecento a Bologna. Disegni dal Louvre e dipinti a confronto, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2002, Milano 2002, p. 70 sotto il n. 5 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Petrioli Tofani A. 2005
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 2, Firenze, 2005, p. 305, ripr. a p. 305
  • Faietti M. 2010
    Faietti M., 1506: Bologna crocevia del confronto, in , Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (secoli XV-XVI), Bologna ,2010, p. 160 nota 42, fig. 9
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. I p. 482 n. 2
  • Petrioli Tofani A. 2020
    Petrioli Tofani A., La collezione di Apollonio Bassetti al Gabinetto Disegni degli Uffizi, in Imagines. Il Magazine delle Gallerie degli Uffizi, 3, 2020, p. 78
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