Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1681 A"

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Scheda aggiornata al 11-06-2020
Opera 1681 A
  • inv. 1681 A
  • Giamberti Francesco detto Francesco da Sangallo (1494/ 1576)
  • Pianta del Palazzo di Mecenate a Monte Cavallo (Tempio di Serapide al Quirinale)
  • Tecnica e materia: stilo, pietra nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito su carta
  • Misure: 376 x 348 mm
  • Filigrana: pigna
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso

Iscrizioni

  • F. Giamberti detto Francesco da Sangallo: "E' misurato a b[rac]c[i]a fiorentine - b[racci]a 5", a penna e inchiostro sul recto in alto a sinistra
  • F. Giamberti detto Francesco da Sangallo: "Franc[esc]o S[anct]o Gallo Amato Ant[oni]o – giudico mandandolo a voi che superfruo saria il meterci le br[acci]a distintamente come in sul disegno di Giuliano si vede; parrebe che di bisogno fusino quando voi non fussi dell'arte, ma avendole qui di sopra compartite penso sia abastanza. Osse altro vi ocorre avisate. Et ancor giudicho che a chi non sape sì la cagione perché vi si manda, forse pensare potrebe che io facesi come quello che manda a presentare dal alpe la latuga a quello da legnaia, ovvero, come quell'altro in guidardone di tanto dono, manda la legnie al [a]lpe di sopra dicta: orsia come si vuole, non credo che in Fiorenza uno altro c'en sia e parmi sia da tenerlo per se caro, che mi ricorda già andarvi con Giuliano, che non si dura [...]", a penna e inchiostro sul recto in basso a sinistra
  • A. Cordini detto Antonio da Sangallo il Giovane: "Mecenatte i[n] mo[n]te Cavallo - Disegno della pia[n]ta di mecenata di mia mano – et proprio questa copia lo riauta da fr[ancesco] - prestata a giuliano suo patre", a penna e inchiostro sul verso
  • P. N. Ferri: "1681", a matita blu sul verso in alto a destra
  • autore ignoto ottocentesco o novecentesco: "1681", a matita sul verso in alto a destra

Notizie storiche e critiche

Così come per la maggior parte dei disegni del fondo di Architettura del Gabinetto Disegni e Stampe, non è possibile stabilire con precisione il momento in cui il foglio 1681 A fece il suo ingresso nella collezione degli Uffizi. Il primo a menzionarlo espressamente è Pasquale Nerino Ferri nell’‘Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi’ (1885), che ne certifica l’attribuzione e lo descrive come “pianta del palazzo di Mecenate in Monte Cavallo (Tempio del Sole) con lettera dichiarativa autografa ad Antonio da Sangallo zio di Francesco”. Nel 1973 Licia Ragghianti Collobi ha comunque proposto che questo foglio fosse uno dei quindici attribuiti a Francesco e conservati nella cartella 212 del ‘Catalogo dei disegni originali dei Pittori, Scultori et Architetti’, compilato da Luigi Scotti nel 1832 (GDSU, ms. 127, coll. n. 42, p. 84) . Secondo l’ipotesi della studiosa, l’intero contenuto della cartella sarebbe provenuto dal volume del 'Libro dei disegni' di Giorgio Vasari interamente dedicato all’architettura, incluso nella vendita del “cabinet Mariette” , e infine ceduto agli Uffizi nel 1798 da Jean Baptiste Seroux d’Agincourt . Effettivamente il disegno fa parte di un gruppo, conservato agli Uffizi, storicamente attribuito a Francesco, dall’inv. 1669 A all’inv. 1685 A, dunque compatto per quel che riguarda la numerazione attribuita da Ferri; e anche per entità coincide con i “17 di Francesco da San Gallo architetto” precisati nella nota di acquisto del 1 agosto 1798 . Un’altra possibile provenienza è invece dal ricchissimo fondo della bottega di Antonio da Sangallo il Giovane, che era il destinatario di questo disegno: attraverso la donazione da parte di Antonio di Orazio da Sangallo di ventuno volumi con “disegni di fortezze di città” a Francesco I de’ Medici (1574) ; oppure dall’acquisto di una parte cospicua della collezione Gaddi, ceduta nel 1778 da Gaspero con gli otto libri di disegni sangalleschi . Questa pianta del Palazzo di Mecenate è l’unica copia attribuibile con certezza a Francesco da Sangallo fra le molte derivate dal Codice Barberiniano Latino 4424 (Biblioteca Apostolica Vaticana), o “Libro dei Disegni”, realizzato dal padre Giuliano: un preziosissimo repertorio di disegni dall’antico, a cui anche il figlio contribuisce, per poi completarlo o annotarlo negli anni a venire con l'attenzione e lo spirito di un attento conservatore . La ricostruzione planimetrica a pagina 65 verso del Codice Barberiniano è ridisegnata da Francesco alla stessa scala e senza alcuna modifica, su un largo foglio di carta quasi delle stesse dimensioni . Mancano solo le note con le indicazioni degli ambienti e le misure apposte da Giuliano, qui sostituite da una scala metrica in bella evidenza al centro di uno dei cortili, coerentemente con l’evolversi delle convenzioni di rappresentazione nel disegno di architettura all’inizio del XVI secolo; lo stesso Francesco scrive, poco più giù, che “superfruo saria il meterci le br[acci]a distintamente come in sul disegno di Giuliano si vede”. L’appunto appartiene a una lunga annotazione nella parte bassa del foglio, il testo di una vera e propria lettera indirizzata al cugino Antonio il Giovane. Questi, si legge, ne aveva fatto richiesta a Francesco, che risponde da Firenze: il foglio porta ancora i segni della piegatura in otto parti, ovvero della plicatura necessaria alla spedizione. Francesco approfitta dell’occasione per inserire nel breve scritto dal tono decisamente libresco figure retoriche vernacolari (“che io facesi come quello che manda a presentare dal alpe la latuga a quello da legnaia, ovvero, come quell'altro in guidardone di tanto dono, manda la legnie al [a]lpe di sopra dicta”), una menzione dell’eccezionalità del codice da cui la copia è tratta, e infine un riferimento affettuoso al ricordo del padre. Il testo della lettera si compatta in unico paragrafo a colonna dal passo regolare, con una composizione quasi tipografica della postilla in rapporto alla figura: lo stesso gusto per la mise en page riconoscibile in altri fogli agli Uffizi o in alcuni interventi di Francesco nello stesso Codice Barberiniano (f. 18 recto). Questo foglio, poi, è molto simile al ben più noto 307 A: ovvero a un’altra lettera, nella quale Antonio il Giovane riferisce (e disegna con scrupolo) l’orientamento del Pantheon rispetto alla rosa dei venti. Il destinatario è proprio Francesco e in calce si legge una data, “di roma questo dì 21 dice[m]bre 1538” . Forse la copia della pianta del Palazzo di Mecenate del 1681A, dove mittente e destinatario si invertono, può essere datata allo stesso periodo, piuttosto che alla metà degli anni Dieci come già era stato fatto . La calligrafia di Francesco vi appare ormai bella e disinvolta e il testo sembra lasciar intendere che Giuliano è scomparso da tempo. L’annotazione sul verso, già attribuita a quest’ultimo, è invece del tutto compatibile con la grafia di Antonio e anche il senso non lascia molti dubbi: “Disegno della pia[n]ta di mecenata di mia mano – et proprio questa copia lo riauta da fr[ancesco] – prestata a giuliano suo patre”. Si tratta semplicemente di una nota inventariale, redatta sul verso del foglio dopo la piegatura, per facilitarne la conservazione e la consultazione. Antonio il Giovane sembrerebbe affermarvi che il rilievo delle vestigia del Tempio di Serapide sul Quirinale, ritenuto il Palazzo di Mecenate, spetta a lui e che le sue misurazioni sono passate tra le mani di Giuliano; Antonio d’altronde è a Roma fin dai primissimi anni del Cinquecento proprio per collaborare con lo zio. Il contenuto della postilla contribuisce dunque alla problematica ricostruzione delle fonti e della genesi del 'Libro dei Disegni'. Come è stato notato, anche la sezione del Palazzo di Mecenate riportata nel Barberiniano (f. 65 recto) corrisponde sostanzialmente a un disegno conservato agli Uffizi, il n. 564 A di Baldassare Peruzzi . Se in quest’ultimo caso possiamo riconoscere a Giuliano da Sangallo la precedenza sull’invenzione, forse è impossibile stabilire chi abbia copiato da chi nella fittissima rete di scambi, di circolazione del sapere architettonico di cui il Codice Barberiniano è il monumentale prodotto. Tanto che la medesima ricostruzione del Palazzo di Mecenate, formulata per la prima volta nel 'Libro dei Disegni', poi copiata da Francesco e inviata a Roma al cugino Antonio, di lì a poco confluirà nel largo repertorio delle ‘Antiquità di Roma’ pubblicate da Sebastiano Serlio: forse attraverso lo stesso Peruzzi, a Venezia nel 1540 . (Dario Donetti 2011)

Mostre

  • Roma 2005
    Fiore F.P./ Nesserlrath A., La Roma di Leon Battista Alberti. Umanisti architetti e artisti alla scoperta dell'antico nella città del Quattrocento, catalogo mostra Roma, Musei Capitolini 2005, Milano 2005, p. 273 n. II 11.1 (scheda a cura di Fiore F. P.)
  • Firenze 2017
    Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, p. 119 n. 8.2, ripr. a p. 119 (scheda a cura di Donetti D.)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, pp. XLII, 172, 196
  • Bartoli A. 1922
    Bartoli A., I monumenti antichi di Roma nei disegni degli Uffizi di Firenze. Descrizione dei disegni, Roma, 1922, v. VI p. 23
  • Ragghianti Collobi L. 1973
    Ragghianti Collobi L., Il "Libro de' disegni" del Vasari. Disegni di architettura, in Critica d'arte, XX, 130, 1973, pp. 72, 81
  • Borsi S. 1985
    Borsi S., Giuliano da Sangallo. I disegni di architettura e dell'antico, Roma, 1985, pp. 235-236
  • Brothers C. 2002
    Brothers C., Reconstruction as design. Giuliano da Sangallo and the "palazo di mecenate" on the Quirinal Hill, in Annali di architettura, XIV, 2002, p. 71
  • Donetti D. 2017
    Donetti D., Il Libro dei disegni: copie e studio dell'antico, in Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, pp. 114-115
  • Sangallo G. ed. 1910
    Sangallo G., Il libro di Giuliano da Sangallo. Codice Vaticano Barberiniano Latino 4424 con introduzione e note di Cristiano Huelsen, Hulsen Ch., Lipsia, ed. 1910, p. 69
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