Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1755 O"

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Scheda aggiornata al 12-02-2023
Opera 1755 O
  • inv. 1755 O
  • Ramenghi Bartolomeo detto Bagnacavallo (1484 ca./ 1542 ca.)
  • Modello per una pala d'altare
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, biacca (carbonato basico di piombo), pennello e inchiostro diluito su carta tinteggiata con colore nocciola
  • Misure: 370 x 240 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica (B. Ramenghi detto Bagnacavallo ?): "largo el quadro p. 4 o(ncie) 4", a penna sul recto in basso a sinistra
  • autore ignoto di epoca antica (B. Ramenghi detto Bagnacavallo ?): "larghe o(ncie)", a penna sul recto in basso a destra
  • autore ignoto di epoca antica (B. Ramenghi detto Bagnacavallo ?): "piè 6 o(ncie) 4", a penna sul recto in basso a destra (sulla parasta dell'ancona)
  • autore ignoto di epoca antica (B. Ramenghi detto Bagnacavallo ?): "largo", a penna sul recto in alto a destra (sulla trabeazione dell'ancona)
  • autore ignoto di epoca antica (B. Ramenghi detto Bagnacavallo ?): "largo", a penna sul recto in alto a destra (sulla trabeazione dell'ancona)
  • autore ignoto di epoca antica (B. Ramenghi detto Bagnacavallo ?): "alto il cimo p. 3", a penna sul recto in alto a destra

Notizie storiche e critiche

Il disegno, assegnato da Pasquale Nerino Ferri ad Anonimo architetto del XVI secolo nell’‘Indice geografico-analitico dei disegni di architettura’ (1885), è stato successivamente da lui riferito a Bartolomeo Ramenghi nel ‘Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico’ (1895-1901, GDSU, coll. n. 72) . Si deve a Carla Bernardini l’istituzione del rapporto tra il foglio e la pala raffigurante la ‘Madonna col Bambino in Gloria incoronata da due angeli e i santi Monica, Francesco e Committenti’, dipinta per la Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Bologna . Il riferimento del disegno a un’opera pittorica è estremamente significativo: l’unica altra prova grafica, all’interno del corpus di Ramenghi, preparatoria per un dipinto è infatti l’inv. 8890 (Paris, Musée du Louvre, Département des arts graphiques, link) collegato alla ‘Sacra Famiglia e i santi Paolo, Maddalena e un santo abate olivetano’, oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna . La ‘Pala della Misericordia’, realizzata intorno al 1530, risale a una fase successiva all’incontro tra Bartolomeo e Girolamo da Carpi. Il contatto con il raffaellismo maturo unito a caratteri dosseschi di quest’ultimo porta Ramenghi, romagnolo d’origine, ad accentuare ed affiancare ai prototipi dell’urbinate (l’impostazione del quadro deriva infatti dalla ‘Madonna di Foligno’) l’empito atmosferico dell’immagine, vivificata da una pennellata corposa. Come sottolineato da Bernardini (1990), “le ombre profonde, il verismo dei ritratti e i delicati cangiantismi cromatici” ravvisabili nella tavola vanno inquadrati nel contesto dell’aggiornamento operato da Bagnacavallo sul modello di Girolamo. Questo scarto, anche qualitativo, nell’opera di Ramenghi ha spinto Mauro Lucco (1999) a mettere in dubbio l’autografia del dipinto: adducendo motivazioni di carattere stilistico e legate all’interpretazione delle fonti, lo studioso sostiene l’attribuzione della pala, la cui cronologia deve essere arretrata al 1522-1523, allo stesso Girolamo da Carpi. Lucco distingue inoltre le vicende del dipinto e quelle del disegno. L’inv. 1755 O non è infatti, a suo parere, collegato alla tavola della Misericordia per l’indicazione, a margine del foglio, di una scala proporzionale diversa da quella dell’opera finita e per l’assenza di uno dei tre donatori. L’attribuzione a Ramenghi è rigettata a favore di Girolamo da Treviso il Giovane, a cui spetterebbero altri due fogli conservati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi come opere di Ramenghi: gli invv. 1647 E e 1649 E. L’intervento di Bernardini (in Bologna 2002, pp. 122-123 n. 24), partendo dall’analisi delle obiezioni di Lucco, ha cercato di chiarire l’articolato problema relativo all’attribuzione del dipinto, da lei mantenuta dubitativamente a Bagnacavallo. Per quanto riguarda il disegno invece, Marzia Faietti (in Parigi 2001 e Bologna 2002) e Giovanni Agosti (in Firenze 2001) hanno affermato la necessità di conservare il tradizionale riferimento a Bartolomeo e il legame tra disegno e quadro. Le misure annotate sul foglio infatti, sebbene non esattamente corrispondenti, sono comunque assai vicine a quelle della pala (Agosti in Firenze 2001) e l’assenza del figlio dei committenti, chiarita tra l’altro da Carla Bernardini (in Bologna 2002), non è un elemento sufficiente a rifiutare la relazione con l’opera finita. Anche se Jürgen Winkelmann (1991), riferendosi in particolare alla presenza della cornice, ha definito il disegno un “modellino” da presentare ai committenti, è assai probabile che tra l’inv. 1755 O e la stesura pittorica siano intervenuti ulteriori passaggi: sono riscontrabili infatti alcune differenze (sottolineate anche da Sara Vicini in Bernardini 1990) con la versione dipinta, nella postura dei due santi e nella posizione della gambe della Vergine, più dinamica nel foglio, più statica nella tavola. Ancora più importante, ai fini del riconoscimento dell’autografia di Ramenghi, è la considerazione dello stile del disegno che rivela una forte vicinanza ai modi pittorici di Biagio Pupini , riscontrabile anche nell’inv. 1430 F (si veda ‘L’Amico rivisitato’ mostra online link . Rispetto a quest’ultimo, databile a una fase antecedente, qui il segno a biacca raggiunge effetti luministici e di “macchiato”, evidenti soprattutto nella Madonna e nella resa del paesaggio, legati alla già citata attenzione di Ramenghi, a queste date, per la maniera di Girolamo da Carpi e, più in generale, alla ripresa da parte dell’artista di moduli espressivi ferraresi . La meticolosa descrizione dell’ancona, che assume un’importanza pari alla definizione della composizione della pala, è un ulteriore elemento in favore dell’attribuzione a Bartolomeo, il quale realizza qualcosa di simile anche nell’‘Adorazione dei pastori’ del GDSU (‘L’Amico rivisitato’ mostra online: inv. 1430 F). La diversificata attività della bottega di Ramenghi, che si dedica oltre che a imprese pittoriche ad attività nel campo delle “arti decorative e applicate” come la realizzazione di cartoni per tarsie e la ridipintura di antiche statue, è stata da tempo messa in luce dalla storiografia . Le fonti inoltre danno notizia dei rapporti intrattenuti da Bagnacavallo con gli intarsiatori, per i quali progetta cornici anche di pale non dipinte da lui (Mazza 1983). Questa pratica non dovette certo essere un episodio isolato, in quanto in diversi i fogli riferibili all’ambito bolognese sono presenti progetti di incorniciature, come un disegno conservato a Oxford la cui attribuzione oscilla tra Bagnacavallo e Innocenzo da Imola , un ‘Progetto d’altare’ di Innocenzo dell’Albertina di Vienna (inv. 95, link) e la ‘Madonna con il Bambino in gloria e i santi Girolamo, Paolo e Caterina d’Alessandria’ di Biagio Pupini al Louvre (inv. 10263, link). (Laura Da Rin Bettina 2014, aggiornamento bibliografico gennaio 2015; aggiornamento bibliografico a cura di R. Sassi, febbraio 2023)

Mostre

  • Firenze 2001
    Agosti G., Disegni del Rinascimento in Valpadana, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2001, Firenze 2001, pp. 337-340 n. 77, fig. 89 (scheda a cura di Agosti G.)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, p. 5
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 96 r. cornice 367
  • Mazza A. 1983
    Mazza A., Andrea Marchesi detto il Formigine e la cornice lignea della S. Cecilia, in Bernardini C./ Zarri G./ Emiliani A., L'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello da Urbino nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 1983, Bologna 1983, pp. 61, 83, fig. 62
  • Bernardini C. 1986
    Bernardini C., Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, in Fortunati Pietrantonio V., Pittura bolognese del '500, Bologna ,1986, v. I p. 124, ill. a p. 143
  • Bernardini C. 1990
    Bernardini C., Il Bagnacavallo senior. Bartolomeo Ramenghi pittore (1484?-1542?), Rimini, 1990, pp. 34, 109 sotto il n. 30, fig. 31
  • Winkelmann J. 1991
    Winkelmann J., Proposte per alcuni disegni bolognesi del '500, in Sciolla G. C., Nuove ricerche in margine alla mostra 'Da Leonardo a Rembrandt. Disegni della Biblioteca Reale di Torino'. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Torino, Vigna di Madama Reale, 1990), Torino ,1991, pp. 168-169, fig. 5
  • Mazza A. 1993
    Mazza A., Bagnacavallo senior miniatore, in Arte a Bologna, 3, 1993, p. 81
  • Lucco M. 1999
    Lucco M., I due Girolami, in Béguin S./ Di Giampaolo M./ Narcisi P., Studi di storia dell'arte in onore di Jürgen Winkelmann, Napoli ,1999, p. 172 nota 22
  • Agosti G. 2001
    Agosti G., Introduzione, in Agosti G., Disegni del Rinascimento in Valpadana, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2001, Firenze 2001, p. 56
  • Paris 2001
    Faietti M./ Cordellier D., Un siècle de dessin à Bologne 1480-1580. De la Renaissance à la réforme tridentine, catalogo mostra Paris, Chapelle du Musée du Louvre, aile Sully 2001, Paris 2001, pp. 63-64 sotto il n. 15 (scheda a cura di Faietti M.)
  • Bologna 2002
    Faietti M., Il Cinquecento a Bologna. Disegni dal Louvre e dipinti a confronto, catalogo mostra Bologna, Pinacoteca Nazionale 2002, Milano 2002, p. 119 sotto il n. 22 (scheda a cura di Faietti M.), p. 122 sotto il n. 24 (scheda a cura di Bernardini C.)
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. III p. 1057 n. 52
  • Serra R. 2022
    Serra R., Musée du Louvre, département des Arts graphiques. Dessins bolonais du XVIe siècle, Paris/ Cinisello Balsamo (Mi), 2022, p. 148 sotto il n. 145 nota 5
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