Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "191 E"

Apri Immagini Opera
Scheda aggiornata al 08-10-2018
Opera 191 E
  • inv. 191 E
  • Lippi Filippo (1406 ca./ 1469)
  • Studio di testa femminile con velo (per la Madonna del 'Tondo Bartolini')
  • Tecnica e materia: punta d'argento, biacca (carbonato basico di piombo), ripassi a penna e inchiostro e pietra rossa su carta preparata con colore giallo ocra
  • Misure: 300 x 205 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto ottocentesco o novecentesco: "191 esp / Fra Filippo Lippi / 191E", a matita sul verso

Notizie storiche e critiche

Fin dalla sua prima comparsa negli inventari del GDSU, il disegno è attribuito a Filippo Lippi: nel 'Catalogo dei disegni' redatto da Giuseppe Pelli Bencivenni ([1775-1793], GDSU, ms. 102, coll. n. 2) è infatti descritto al n. 8 fra i fogli dell'artista come "Testa di femmina velata, su carta rossigna lumeggiata". Assegnato, dunque, tradizionalmente a Lippi (Ramirez di Montalvo 1849, GDSU, ms. 143, coll. n. 43) e come tale inventariato da Pasquale Nerino Ferri (1881, 1890), il disegno inv. 191 E venne in seguito dal medesimo riconosciuto come copia da Filippo Lippi (Ferri 1895-1901, GDSU, coll. n. 72) in base a un suggerimento avanzato da Bernard Berenson, che con questa attribuzione lo pubblicò nel 1903 . Secondo Bernhard Degenhart e Annegrit Schmitt (1968) l'anonimo autore andava individuato tra gli artisti della bottega o della scuola del frate carmelitano, probabilmente Diamante di Feo, meglio noto come Fra Diamante. La proposta attributiva a Lippi, tuttavia, è stata più tardi correttamente ribadita da parte degli studiosi che se ne sono occupati (salvo le perplessità di Jeffrey Ruda avvalorate da alcuni ritocchi che, come vedremo, vanno però datati a un’epoca successiva) . Si tratta di un foglio di qualità elevatissima, segnalato dalla letteratura ottocentesca come preparatorio per la "testa della Vergine per la tavola di Fra Filippo esistente nella R. Galleria Pitti, segnata di N° 338" (Ferri 1881), ossia del superbo tondo con 'Madonna con il Bambino e storie della vita di Sant’Anna' dipinto nel 1452 per il fiorentino Leonardo di Bartolomeo Bartolini Salimbeni , tra i più moderni e sperimentali dipinti della maturità del Frate (Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti, inv. 1912 n. 343). Numerose e inequivocabili le corrispondenze, dal taglio di tre quarti del volto all’inclinazione della testa, dall’espressione assorta e dolcissima all’acconciatura ricercata impreziosita da veli, quest’ultima fedele all’esito finale nel dipinto fin nelle minime pieghe. I palesi collegamenti con il 'Tondo Bartolini', di documentata e certa datazione, offrono un valido riferimento cronologico per il nostro disegno. I dubbi maggiori, sollevati anche dall’inedito grado di finitezza del foglio, in passato si sono principalmente concentrati sul rapporto tra prova grafica e dipinto, ossia se la prima fosse da considerarsi preparatoria per l’opera finita o, piuttosto, copia di bottega da quest’ultima. Il riconoscimento della natura non autografa dei ripassi a matita rossa e penna, causa di una certa "accademizzazione" dei lineamenti (Angelini in Firenze 1986) e simili a quelli presenti sull'inv. 673 E verso degli Uffizi con una 'Figura maschile ammantata con lunga asta', ha sostanzialmente risolto la questione. La figura prende corpo sulla carta, dando luogo a effetti di raro naturalismo, grazie all’utilizzo di una tecnica tanto complessa quanto magistralmente dominata: la punta metallica su carta preparata. Lo stilo di metallo, per la verità, era uno strumento piuttosto antico, ma dal XV secolo viene impiegato con nuova consapevolezza ed è tramandato, attraverso l’alto magistero artistico di Filippo Lippi, a una promettente generazione di giovani pittori tra i quali, primo fra tutti, Sandro Botticelli. L’artista realizzava il disegno con una punta acuminata, di piombo, di bronzo, d’ottone o di rame, oppure d'argento e più raramente d’oro, in grado di lasciare sul supporto – in genere carte preparate nel caso di punte d’argento o di leghe nate dalla combinazione di quest'ultimo con altri metalli – tracce particolarmente nitide e compatte, dall’effetto elegantissimo . Nell’opera in esame Filippo Lippi traccia su una carta preparata con un caldo color giallo ocra linee sottili e leggere, mentre fluidi filamenti di biacca stesa a pennello conferiscono alle forme una suggestiva morbidezza. Il foglio degli Uffizi, oltre a documentare il massimo delle potenzialità espressive concesse dal mezzo grafico, ci offre anche una sorprendente prefigurazione del risultato finale. In genere Lippi ottiene nei suoi disegni effetti più metallici ed incisivi; qui, al contrario, prevale un estremo pittoricismo, accresciuto dai punti di luce sul velo, sulla fronte, sugli zigomi e sul collo della donna. Tali livelli di luminosità e leggerezza sono confrontabili con pochi altri fogli attribuiti a Filippo, in particolare con l'inv. 184 E del GDSU, eseguito probabilmente verso la metà degli anni Sessanta del Quattrocento in rapporto con la 'Madonna con il Bambino e due angeli' degli Uffizi, e l'inv. 21239 della Kunsthalle di Amburgo raffigurante uno studio per 'Santo Stefano e l’indemoniato' del Duomo di Prato. L’eleganza sofisticata della fanciulla, non a caso definita pure come "testa femminile ideale" e intesa all’origine di una lunga ed affascinante serie di teste muliebri molto apprezzate, sembra ispirarsi all’ideale estetico di bellezza femminile contemporanea, sia nell’aggraziata fisionomia del volto dai lineamenti delicati e dall’alta fronte, sia nell’elaborata acconciatura, pretesto per saggiare gli effetti di trasparenza e consistenza dei veli e dei tessuti. (Cristina Casoli 2015)

Mostre

  • Firenze 1986-1987
    Angelini A./ Bellosi L., Disegni Italiani del tempo di Donatello, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1986-1987, Firenze 1986, pp. 44-45 n. 28, fig. 34 (scheda a cura di Angelini A.)
  • Kyoto/ Tokyo/ Nagoya 1991
    Bonsanti A./ Paolucci A./ Petrioli Tofani A., Firenze Arte del Rinascimento e restauro, catalogo mostra Kyoto/ Tokyo/ Nagoya, Kyoto, Museo Nazionale d'Arte Moderna/ Setagaya, Museo d'Arte/ Nagoya, Museo Civico 1991, s. l. 1991, pp. 130-131 n. 38, ripr. a p. 131 (scheda a cura di Petrioli Tofani A.)
  • Firenze 1992
    Petrioli Tofani A., Il disegno fiorentino del tempo di Lorenzo il Magnifico, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi/ Sale Ex Archivio 1992, Milano 1992, pp. 108-109 n. 4.12, ripr. a p. 109 (scheda a cura di Caneva C.)
  • Roma 2011-2012
    Cecchi A., Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del '400, catalogo mostra Roma, Scuderie del Quirinale 2011-2012, Pero (Milano) 2011, pp. 76-77 n. 2, ripr. a p. 77 (scheda a cura di Melli L.)
  • Tokyo 2016
    Cecchi A./ Osano S., Botticelli e il suo tempo, catalogo mostra Tokyo, Tokyo Metropolitan Art Museum 2016, Tokyo 2016, pp. 82-83 n. 27, ripr. a p. 83 (scheda a cura di Casoli C.)

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. II ("Lippi, Filippo di F. Filippo") v. V dei Piccoli n. 8
  • Ramirez di Montalvo A. 1849 (GDSU, Coll. n. 43)
    Ramirez di Montalvo A., Catalogo dei disegni scelti della R. Galleria di Firenze, 1849 (GDSU, Coll. n. 43), cassetta I n. 56
  • Lagrange L. 1862
    Lagrange L., Catalogue des Dessins des Maitres exposés dans la Galerie des Uffizii, à Florence, in Gazette des Beaux-Arts, XII, 1862, p. 541 n. 57
  • Ferri P. N. 1881
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni esposti al pubblico nel corridoio del Ponte Vecchio nella R. Galleria degli Uffizi con l'indice dei nomi degli Artefici, Firenze, 1881, p. 14 cornice 42
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 89
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 14 r. cornice 21
  • Jacobsen E. 1898
    Jacobsen E., Die Handzeichnungen der "Uffizien" in ihren Beziehungen zu Gemälden, Sculpturen und Gebäuden in Florenz, in Repertorium für Kunstwissenschaft, XXI, 4, 1898, p. 10 n. 79
  • Berenson B. 1903
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters classified criticised and studied as documents in the history and appreciation of Tuscan art with a copiouscatalogue raisonné, London, 1903, v. II p. 76 n. 1389
  • Berenson B. 1938
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters, Chicago, 1938, v. II p. 158 n. 1389
  • Berenson B. 1961
    Berenson B., I disegni dei pittori fiorentini, Milano, 1961, v. II p. 276 n. 1389
  • Degenhart B./ Schmitt A. 1968
    Degenhart B./ Schmitt A., Corpus der Italienischen Zeichnungen 1300-1450 Sud und Mittelitalien, Berlin, 1968, v. I-2 pp. 540-541 n. 530, v. I-4 tav. 365a
  • Marchini G. 1975
    Marchini G., Filippo Lippi, Milano, 1975, p. 218, fig. 181
  • Petrioli Tofani A. 1986
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni esposti 1, Firenze, 1986, pp. 84-85, ripr. a p. 85
  • Ruda J. 1993
    Ruda J., Filippo Lippi. Life and Work with a Complete Catalogue, London, 1993, pp. 500-501 n. DW
  • Frankfurt 2009-2010
    Schumacher A., Botticelli. Bildnis, Mythos, Andacht, catalogo mostra Frankfurt, Städelsches Kunstinstitut 2009-2010, Ostfildern 2009, pp. 100, 108 nota 22
  • Padovani S. 2014
    Padovani S., I dipinti della Galleria Palatina e degli Appartamenti Reali. Le Scuole dell'Italia Centrale 1450 – 1530, Firenze, 2014, p. 193, fig. 1
Torna in alto