Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "1929 F"

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Scheda aggiornata al 06-05-2020
Opera 1929 F
  • inv. 1929 F
  • Caldara Polidoro detto Polidoro da Caravaggio (1499-1500/ 1543)
  • Due teste maschili (Autoritratto con amico?)
  • Tecnica e materia: pietra rossa su carta marroncina
  • Misure: 142 x 113 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi:
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) in basso a destra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) in basso a destra

Iscrizioni

  • F. de Holanda (?): "RETRATO DE / POLIDORO", a penna sul recto in basso al centro
  • autore ignoto ottocentesco: "Polidoro da Caravaggio", a matita sul verso del controfondo
  • autore ignoto ottocentesco: "Cart. 507 - /1929/ Scuola Lombarda/ sec.o XVIII", a matita sul verso del controfondo
  • A. Petrioli Tofani: "L'antica scritta è di mano di Francisco de Holanda, cfr. 'La revue du Louvre', 1984, n. 3, p. 171 / A. Petrioli Tofani", a matita sul montaggio

Notizie storiche e critiche

Il volto barbuto raffigurato frontalmente, in questo studio conservato agli Uffizi, è stato spesso considerato dalla critica come un autoritratto di Polidoro da Caravaggio. L’identificazione si basa sull’antica iscrizione a penna e inchiostro presente al centro in basso, che recita: “RETRATO DE POLIDORO”. Tale scritta, con la medesima grafia, si ritrova in altri due fogli, uno conservato al musée du Louvre (inv. 6096) e l’altro alla Fondation Custodia (inv. 2896), in cui risulta rappresentato lo stesso uomo con barba e largo copricapo in testa. La nota, grazie alle ricerche di Sylvie Deswarte-Rosa (in Lisboa 1983; 1984; 2004), è stata ricondotta alla mano del pittore e teorico dell’arte Francisco de Holanda (Lisbona 1517-1584), nella cui raccolta dovevano essere dunque conservati i tre disegni, di cui la studiosa ha anche ricostruito le vicende collezionistiche . La presenza nella raccolta fiorentina del nostro foglio, probabilmente acquistato a Roma nel 1679 da Paolo Falconieri per il Granduca di Toscana , è attestata per la prima nell’inventario di Ramirez di Montalvo (1849), direttore dell’allora Galleria degli Uffizi, dove viene definito «autoritratto di Polidoro»; identificazione poi riproposta a fine Ottocento dal conservatore della raccolta grafica del medesimo museo, Pasquale Nerino Ferri (1890; 1895-1901), nonostante la sua iniziale decisione di considerarlo genericamente opera di un “Anonimo lombardo”. Se l’attribuzione non è mai stata messa in discussione dalla critica moderna, vi sono pareri discordanti circa l’identificazione del soggetto. I dubbi sollevati dagli studiosi riguardano l’aspetto del personaggio barbuto, che risulterebbe troppo maturo per essere quello dell’artista lombardo, morto a soli quarantaquattro anni secondo l’indicazione fornita da Giovan Paolo Lomazzo nel 1584 . Recentemente David Franklin ha messo in discussione anche l’interpretazione della scritta “retrato de”, che potrebbe essere letta come “ritratto eseguito da”. Secondo questi autori, lo stile calibrato, vicino a Raffaello, bene si addice al periodo romano. D’altra parte l’ipotesi dell’autoritratto, sostenuta comunque dalla maggior parte della critica, si basa non solo sull’iscrizione antica ma anche sull’affinità esistente tra i tratti delineati nei tre disegni e l’immagine dell’artista presente nell’edizione giuntina delle Vite di Vasari (1568). In base a questa tesi si predilige ovviamente una datazione tarda: tra i primi anni della permanenza a Napoli, raggiunta dopo il Sacco di Roma nel 1527, e l’estremo periodo messinese . L’uso della pietra rossa non contraddice questa cronologia, in quanto essa ricorre in molti esempi della sua produzione tarda e rimane, anche nella fase avanzata, uno dei mezzi tecnici prediletti da Polidoro. Neanche la relazione esistente tra il foglio fiorentino e gli studi ora in Francia aiuta ad acquisire ulteriori certezze. La critica infatti si divide nel considerarli realizzati in momenti diversi, rintracciandovi stili e fisionomie più o meno maturi, o nel ritenerli contemporanei tra loro in quanto parti di un medesimo foglio poi smembrato in tre frammenti, venduti separatamente . La penetrante forza espressiva dello sguardo dell’uomo è enfatizzata dal contrasto chiaroscurale creato dalla pietra rossa. Le ombre sono rese attraverso un tratto morbido e sfumato, mentre un segno preciso e flessuoso delinea i contorni delle fisionomie, come per effetto di una luce tagliente. La naturalezza e l’introspezione psicologica del volto sembrano catturare un frammento di vita reale. Polidoro è infatti ricordato per la frequente rappresentazione di scene tratte dal quotidiano, che celano anche una profonda attenzione al dato interiore. Il frammento di foglio a noi pervenuto, nonostante sia il frutto di una casualità dovuta all’intervento dell’uomo, finisce tuttavia per richiamare alla mente immagini pittoriche di doppi ritratti raffaelleschi, che sicuramente Polidoro aveva conosciuto: mi riferisco all’'Autoritratto con amico' (Paris, musée du Louvre, inv. 614) e al 'Ritratto di Andrea Navagero e Agostino Beazzano' (Roma, Galleria Doria Pamphili, inv. FC 130) . Il volto barbuto descritto nello studio degli Uffizi, come quello simile nel foglio della Fondation Custodia, costituisce un tipo ideale che ricorre spesso nell’opera pittorica di Polidoro (Ravelli 1978). Ciò non esclude che l’artista abbia utilizzato il proprio autoritratto per creare una tipologia che avesse valore universale e in quanto tale potesse essere utilizzata, all’occorrenza, in diverse composizioni. (Roberta Aliventi 2016)

Mostre

  • Roma 1960
    Pericoli Ridolfini C., Le case romane con facciate graffite e dipinte, catalogo mostra Roma, Palazzo Braschi 1960, Roma 1960, p. 107, n. 229 (scheda a cura di Cecilia Pericoli Ridolfini)
  • Lisboa 1983
    Comissariado para a XVII Exposição Europeia de Arte Ciência e Cultura, Os descobrimentos portugueses e a Europa do Renascimento. As descoberta eo renascimento, formas de coincidência e de cultura, catalogo mostra Lisboa, Museu Nacional de Arte Antiga 1983, Lisboa 1983, pp. 100-102, n. 458 (scheda a cura di Sylvie Deswarte)
  • Napoli 1988-1989
    Leone de Castris P., Polidoro da Caravaggio fra Napoli e Messina, catalogo mostra Napoli, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte 1988-1989, Milano 1988, pp. 4, 5-6, n. I.1 (scheda a cura di Pierluigi Leone de Castris)

Bibliografia

  • Ramirez di Montalvo A. 1849 (GDSU, Coll. n. 43)
    Ramirez di Montalvo A., Catalogo dei disegni scelti della R. Galleria di Firenze, 1849 (GDSU, Coll. n. 43), cassetta VI n. 104
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 266
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 132 v. cornice 455 n. 1929
  • Borea E. 1961
    Borea E., Vicenda di Polidoro da Caravaggio, in Arte Antica e Moderna, 13-16, 1961, p. 224 nota 2
  • Prinz W. 1966
    Prinz W., Vasaris Sammlung von Künstlerbildnissen. Mit einem kritischen Verzeichnisder 144 Vitenbildnisse in der zweiten Ausgabe der Lebensbeschreibungen von 1568. Beiheft zu Band XII der «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz», Firenze, 1966, pp. 125-126, n. 104
  • Paris 1967
    Bacou R./ Monnier G./ Petiet M. N., Le Cabinet d’un Grand Amateur, P.-J. Mariette, 1694-1774. Dessins du XVe siècle au XVIIIe siècle, catalogo mostra Paris, musée du Louvre 1967, Paris 1967, p. 86 sotto il n. 108 (scheda a cura di Catherine Monbeig-Goguel)
  • Marabottini A. 1969
    Marabottini A., Polidoro da Caravaggio, Roma, 1969, v. I, p. 342, n. 180, v. II, fig. CXX, 1
  • Ragghianti Collobi L. 1971
    Ragghianti Collobi L., Il "Libro de' disegni" ed i ritratti per le "Vite" del Vasari, in Critica d'arte, XVIII, 117, 1971, pp. 47-48, fig. 30
  • Ciardi Dupré M. G./ Chelazzi Dini G. 1976
    Ciardi Dupré M. G./ Chelazzi Dini G., Polidoro Caldara da Caravaggio, Bergamo, 1976, p. 317, n. 84, ripr. a p. 362, fig. 1
  • Ravelli L. 1978
    Ravelli L., Polidoro Caldara da Caravaggio. I. Disegni di Polidoro. II. Copie da Polidoro, Bergamo, 1978, pp. 148-149, n. 110
  • Ravelli L. 1982
    Ravelli L., Il trasporto di Cristo al sepolcro di Polidoro Caldara da Caravaggio, in La Rivista di Bergamo, XXXIII, 5, 1982, p. 13 nota 7
  • Paris 1983/ 1984
    Bacou R., Autour de Raphael. Dessins et peintures du Musée du Louvre, catalogo mostra Paris, musée du Louvre 1983/ 1984, Paris 1983, p. 103 sotto il n. 118 (scheda a cura di Roseline Bacou)
  • Byam Shaw J. 1983
    Byam Shaw J., The Italian Drawings of the Frits Lugt Collection, Basle/ Paris, 1983, v. I, pp. 129-130 sotto il n. 119
  • Leone de Castris P. 1983
    Leone de Castris P., Polidoro alla Pietra del pesce, in Ricerche di Storia dell'arte, 21, 1983, p. 48 nota 45
  • Deswarte-Rosa S. 1984
    Deswarte-Rosa S., Francisco de Holanda collectionneur (1514 ou 1518-1572), in Revue du Louvre, XXXIV, 3, 1984, pp. 170-172, 174 nota 14, fig. 7
  • Ravelli L. 1988
    Ravelli L., Un fregio di Polidoro a Palazzo Baldassini in Roma, Bergamo, 1988, p. 26 nota 31, p. 41, fig. 36
  • Franklin D. 1997
    Franklin D., The source for Vasari's portrait of Morto da Feltre, in Print Quarterly, XIV, 1, 1997, p. 78
  • Franklin D. 2000
    Franklin D., Francisco de Holanda's collection of drawings by Polidoro da Caravaggio, in Apollo, CLI, 457, 2000, pp. 12-21, fig. 1
  • Leone de Castris P. 2001
    Leone de Castris P., Polidoro da Caravaggio. L'opera completa, Napoli, 2001, pp. 9, 23 nota 8, pp. 334, 474, n. D 83, fig. 2
  • Deswarte-Rosa S. 2004
    Deswarte-Rosa S., “Tudo o que se faz em este mundo é desenhar”. Francisco de Holanda entre théorie et collection, in Redondo Cantera M. J., El modelo italiano en las artes plásticas de la península ibérica duranteel Renacimiento, Valladolid ,2004, pp. 263-264, 265, fig. 17
  • Petrioli Tofani A. 2005
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 2, Firenze, 2005, p. 421, n. 1929, ripr. a p. 421
  • Deswarte-Rosa S. 2006
    Deswarte-Rosa S., Francisco de Holanda (1517-1584), collectionneur portugais de dessins et de gravures au temps de Michel-Ange, in Monbeig Goguel C., L'artiste collectionneur de dessin. I. De Giorgio Vasari à aujourd’hui. Rencontres internationales du Salon du Dessin (22 et 23 mars 2006), Milano/ Paris ,2006, p. 108, fig. 12
  • Paris 200-2008
    Cordellier D., Polidoro da Caravaggio, catalogo mostra Paris, musée du Louvre 200-2008, Milano/ Paris 2007, p. 72 sotto il n. 27, p. 73 sotto il n. 28 (schede a cura di Dominique Cordellier)
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