Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "2235 A"

Apri Immagini Opera
Scheda aggiornata al 06-07-2021
Opera 2235 A
  • inv. 2235 A
  • Silvani Pier Francesco (1620/ 1685)
  • Sezione longitudinale per la chiesa di San Firenze
  • Tecnica e materia: compasso, stilo, pietra nera, penna e inchiostro, puntinatura su carta
  • Misure: 715 x 925 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi:
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a destra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a sinistra
  • Schede correlate: 2249 A , 2255 A

Iscrizioni

  • P. N. Ferri: "2235", a matita blu [sbiadita] sul recto in basso a sinistra
  • P. N. Ferri: "2235", a matita blu sul verso in basso
  • autore ignoto: "23", a matita sul verso in alto

Notizie storiche e critiche

Le sezioni 2235 A, 2255 A e 2249 A provengono da una raccolta di cinquanta disegni di soggetto architettonico tradizionalmente attribuiti a Pietro da Cortona (sulla storia collezionistica e le vicende di acquisizione di questo fondo grafico vedi la scheda dell'inv. 2252 A). I fogli sono ancora ritenuti di Berrettini da Pasquale Nerino Ferri, che, nel suo ‘Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze’ (1885) cataloga i disegni 2226 A-2262 A come “Molti studi in pianta e in alzato per l’interno e l’esterno” della chiesa di San Firenze. Tale attribuzione è confermata, successivamente, da Katherine J. Hoffman (1941); più recentemente, invece, i disegni sono stati ricondotti a Pier Francesco Silvani da chi scrive (a. a. 2013-2014), che ne ha ipotizzato la datazione al 1660. Nel 1660 l'architetto fiorentino inizia a lavorare ufficialmente per ‘ridimensionare’ il grandioso progetto di Pietro da Cortona per la Chiesa Nuova di San Firenze. Il 20 luglio 1660 è registrato sul ‘Libro di Entrata e Uscita’ della Fabbrica un pagamento di 20 scudi “[…] al signore … [in bianco nel testo] Silvani Architetto per più e diverse fatiche durate in levare la pianta del sito dove si deve fabbricare la Chiesa Nuova per appunto in fare diverse piante del disegno del signore Pietro da Cortona alcune altre rimoderate, in disegnare la facciata di dentro del disegno di detto signor Pietro, e dell’altro rimoderato […]” . La revisione del progetto da parte di Silvani, voluta dalla Congregazione e dal Granduca Ferdinando II de’ Medici, prevede la riduzione delle dimensioni di tutti gli elementi verticali, “lasciandoli nella loro proporzione”, al fine di ridurre i costi di costruzione e aprire “uscite o porte di fianco corrispondenti alla magnificenza della chiesa” . È, pertanto, opportuno analizzare i disegni seguendo un percorso di progressivo allontanamento dal modello originario (cfr. schede invv. 2253 A e 2256 A v.). Le sezioni invv. 2235 A, 2255 A e 2249 A sono riconducibili con buona probabilità ad una prima fase di revisione del progetto: esse sono, infatti, le uniche sezioni a tre campate senza uscite laterali. Presentano, inoltre, tre diversi trattamenti degli elementi verticali, progressivamente ridotti, che verranno sviluppati nei progetti successivi. Non è presente alcun riferimento metrico; una indicazione contenuta in una lettera scritta da Pietro da Cortona a Ferdinando II de’ Medici nel 1666 offre però un elemento significativo per ipotizzare dei confronti dimensionali: nell’ultima revisione del progetto egli critica, tra l’altro, l’alterazione delle proporzioni tra i pilastri della navata e l’apertura delle cappelle, che risultano di uguale ampiezza a causa dell’introduzione “[…] di una pilastra in mezzo alle due colonne che sono per la navata […] poiché il più che se ne faccia, non se ne fa più che dua, a ciò sia il pieno che il voto delle cappelle […]” : per mantenere le giuste proporzioni, cioè, le cappelle dovrebbero essere non più di due. In questa prima fase in cui ancora non ci sono le porte laterali, ma si variano gli elementi verticali per contenere la spesa, si può ipotizzare un confronto tra le tre sezioni e la pianta 2251 A assumendo l’identità dei segmenti AB (distanza dal primo pilone della navata al pilone di crociera in pianta) = A’B’(distanza dal primo pilone della navata al pilone di crociera nelle sezioni). La sezione 2235A è l’unica caratterizzata da colonne binate simili a quelle della pianta 2251 A (vedi scheda relativa) e un solo ordine di finestre; la navata è coperta da un soffitto piano, caso unico nell’intero corpus di disegni. La posizione delle coppie di colonne e delle cappelle in sezione coincide con la pianta; il diametro delle colonne all’imoscapo misura però 2 braccia esatte in sezione, contro le 2 braccia e 1/5 in pianta. Coincide anche l’ingombro del primo pilone di crociera, che assume però taglio obliquo in sezione. In sezione il transetto ha ampiezza minore che in pianta, dalla quale differisce di 3,5 braccia (pari a 2 m circa); la pianta e la sezione differiscono in lunghezza di 5 braccia circa (pari a 2,9 m); sia in pianta che in sezione l’abside è collegata alle cappelle laterali. Le colonne raggiungono un’altezza di 20 braccia circa, con l’aggiunta di un piedistallo alto 2 braccia e 1/4, per un’altezza complessiva di 13 m circa, e un rapporto h/d pari a 1:10 - il diametro delle colonne all’imoscapo misura circa 2 braccia: colonne quindi più tozze da quelle previste da Pietro da Cortona. L’altezza del soffitto è pari a 48 braccia (pari a quasi 28 m). La sezione 2255 A è caratterizzata da coppie di colonne con parasta interposta lungo la navata e un solo ordine di finestre; la navata è coperta a volta e la cupola non è rappresentata. Nel confronto con la pianta 2251 A, assumendo l’identità dei segmenti AB = A’B’, si nota come cambino le proporzioni tra apertura delle cappelle e pilastri lungo la navata: questi ultimi, infatti, in virtù della loro diversa articolazione, in sezione risultano pari all’ampiezza dell’apertura delle cappelle, che è invece maggiore in pianta. Diminuisce invece l’ingombro dei piloni di crociera: pertanto il transetto risulta più largo. In sezione la lunghezza complessiva della chiesa rimane pressoché uguale a quella in pianta. Anche l’articolazione della parte absidale e della controfacciata sembrano corrispondere. Le semicolonne in sezione hanno un’altezza di circa 18 braccia e 1/2, con l’aggiunta di un piedistallo alto tre braccia, per un’altezza totale di 21 braccia e 1/2 (pari a più di 12 m circa), diametro pari a un braccio e 3/5 e rapporto d/h = 1:11,5: le semicolonne sono particolarmente snelle per “alleggerire” visivamente il pilastro in presenza della parasta centrale. La volta raggiunge un’ altezza pari a 52 braccia (corrispondenti a 30 m circa). La sezione 2249 A presenta, lungo la navata, coppie di semicolonne distanziate, con confessionali interposti; la navata è coperta a volta e la cupola non è rappresentata; è introdotto un secondo ordine di finestre. Assumendo l’identità dei segmenti AB = A’B’, la lunghezza complessiva della sezione diminuisce di circa 20 braccia (più di 11 m) rispetto alla pianta 2251 A, mentre l’altezza della navata raggiunge comunque le 47 braccia (più di 27 m). La sezione risulterebbe quindi molto più corta delle precedenti, ma di altezza quasi uguale. Anche le colonne risultano drasticamente ridotte rispetto alle sezioni precedentemente analizzate: 15 braccia e 3/4 (9 m circa), con l’aggiunta di un piedistallo di 2 braccia e 1/2, per un’altezza complessiva di 10,5 m, con un diametro di un braccio e 4/9. Ne risulta però un rapporto di 1:11, come nelle colonne del progetto originario di Pietro da Cortona. (Rosy Mattatelli 2017)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, p. 47
  • Hoffmann K. J. 1941
    Hoffmann K. J., Pietro da Cortona's project for S. Filippo Neri in Florence, , 1941, , pp. 28-29
  • Rasy E. 1972
    Rasy E., Pietro da Cortona. I progetti per la "Chiesa Nuova" di Firenze, in Fagiolo Dell'Arco M., Architettura barocca a Roma, Roma ,1972, pp. 345, 347-348, 352, fig. 1
  • Coffey C. 1976
    Coffey C., The projects of Pietro da Cortona and Silvani for the Church of San Firenze in Florence, in Kunst des Barock in der Toskana, Kunst des Barock in der Toskana. Studien zur Kunst unter den letzten Medici, München ,1976, p. 244 nota 38
  • Merz J. M. 2007
    Merz J. M., Pietro da Cortona. Realizzazioni e progetti nella Toscana di Ferdinando II, in Bevilacqua M./ Romby G. C., Atlante del barocco in Italia: Toscana, 1. Firenze e il Granducato. Province di Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Roma ,2007, p. 116 nota 30
  • Merz J. M. 2008
    Merz J. M., Pietro da Cortona and Roman Baroque Architecture, New Haven, 2008, p. 301 nota 54
  • Mattatelli R. 2013-2014
    Mattatelli R., I progetti di Pietro da Cortona e Pier Francesco Silvani per la "Chiesa Nuova" degli Oratoriani a Firenze. Documenti e ipotesi, , 2013-2014, Dottorato di Ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica, Università Iuav di Venezia, v. I pp. 90-93
  • Mattatelli R. 2017-2018
    Mattatelli R., Pietro da Cortona a Firenze. La 'Chiesa Nuova' degli Oratoriani e la mediazione 'segreta' del cardinale Giovan Carlo de'Medici, in BSSF-Bollettino della Società di Studi Fiorentini, 26-27, 2017-2018, pp. 57-69
Torna in alto