Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "2240 A"

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Scheda aggiornata al 06-07-2021
Opera 2240 A
  • inv. 2240 A
  • Silvani Pier Francesco (1620/ 1685)
  • Pianta per la chiesa di San Firenze
  • Tecnica e materia: compasso, pietra nera, penna e inchiostro, pigmenti policromi (rosa, grigio e marrone) stesi a pennello su carta
  • Misure: 1947 x 1082 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi:
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto a sinistra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto a destra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul verso a sinistra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul verso a sinistra
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul verso al centro
    timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul verso a destra
  • Schede correlate: 2241 A v. , 2241 A r. , 2242 A

Iscrizioni

  • P. F. Silvani: "[scala grafica] 5-10-15-20", a penna sul recto a destra
  • P. F. Silvani: "Confessionario", a penna sul recto a destra
  • P. F. Silvani: "Confessionario", a penna sul recto a destra
  • P. F. Silvani: "Confessionario", a penna sul recto al centro
  • P. F. Silvani: "Confessionario", a penna sul recto in basso a sinistra
  • P. F. Silvani: "Confessionario", a penna sul recto a sinistra
  • P. F. Silvani: "Confessionario", a penna sul recto a sinistra
  • P. N. Ferri: "2240", a matita nera sul verso in alto a sinistra
  • P. N. Ferri: "2240", a matita blu sul verso in basso a sinistra
  • P. N. Ferri: "2240", a matita blu sul verso in basso a destra
  • P. N. Ferri: "2240", a matita blu sul recto in basso a destra

Notizie storiche e critiche

Le piante 2240 A, 2241 A r. e 2241 A v. e la sezione 2242 A, facevano parte di un fondo di cinquanta disegni di soggetto architettonico tradizionalmente ricondotti a Pietro da Cortona (sulla storia collezionistica e le vicende di acquisizione di questo fondo grafico vedi la scheda dell'inv. 2252 A). Il foglio 2241 A r., in particolare, era probabilmente conservato in un album: analogamente ad altri disegni della collezione, presenta una striscia di carta incollata sul margine, probabile residuo di una vecchia rilegatura. Il riferimento a Berrettini è confermato da Pasquale Nerino Ferri, che, nel suo ‘Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze’ (1885) cataloga gli invv. 2226 A-2262 A come “Molti studi in pianta e in alzato per l’interno e l’esterno” della chiesa di San Firenze. La medesima attribuzione è riproposta, successivamente, da Katherine J. Hoffman (1941), che individua l’esatta relazione tra la pianta 2241 A r. e la sezione 2242 A. Elisabetta Rasy (1972) inserisce l’inv. 2242 A in un gruppo compatto formato dalle sezioni 2257 A, 2260 A, 2261 A e 2255 A (vedi schede relative), caratterizzate dall’ordine inferiore formato “dal gruppo colonna-parasta-colonna” , ma non lo mette in relazione con le piante 2240 A e 2241 A r.. Lo stesso tipo di pilastri con coppie di semicolonne e parasta centrale e lo stesso diametro delle semicolonne della pianta 2259 A (un braccio e 2/5) si ritrova sulle piante 2240 A e 2241 A r., lunghe 135 braccia e ½ e con facciata rettilinea, entrambe caratterizzate da campitura rosa. In particolare, la 2240 A sembra l’anello di congiunzione tra la 2259 A e la 2241 A r.: essa coincide perfettamente con la prima nella larghezza del transetto, nella sporgenza dell’abside e nell’ampiezza del vestibolo dell’uscita laterale, mentre presenta lo stesso impianto compositivo e la stessa lunghezza della seconda, che ha però due uscite laterali per parte. Chi scrive (a. a. 2013-2014) conferma l’esatta corrispondenza tra la pianta 2241 A r. e la sezione 2242 A, già individuata da Hoffman (1941), riconducendole graficamente alla stessa scala, e, alla luce del carteggio tra Pietro da Cortona e i Principi Medici e attraverso una minuziosa analisi dimensionale, individua in tali disegni il progetto inviato a Berrettini dal cardinale Giovan Carlo de’ Medici il 18 settembre 1660 (su questo punto si veda la scheda inv. 2253 A). Nella lettera all’artista il cardinale non fa menzione di Pier Francesco Silvani, ufficialmente incaricato dagli Oratoriani di “rimoderare” il progetto originario, ma attribuisce le modifiche al Granduca e a padre Francesco Cerretani, preposito della Congregazione. La revisione del progetto da parte di Silvani prevede la riduzione delle dimensioni di tutti gli elementi verticali, “lasciandoli nella loro proporzione”, al fine di ridurre i costi di costruzione e aprire “uscite o porte di fianco corrispondenti alla magnificenza della chiesa” . Nella sua risposta del 4 ottobre, Pietro da Cortona afferma di non accettare le modifiche operate sul progetto. Egli scrive: “…et havendo ricevuto li disegni, et considerateli, ho visto in quello che hanno mandato per corretto, esserci assai scorrettioni perché avendoci aggiunti li pilastri et sminuite le colonne alla altezza della fabbrica della chiesa per rimanere assai piccole. L’ordine delle finestre di sopra assai sproporzionato in grandezza. Che poi ciò abbino fatto per cavarci le porte laterali si puole avere questo intento senza diminuzione della colonna, con mantenere la grandezza di prima et anco della Chiesa et acciò habbino havuta soddisfattione di dette porte laterali, io ho pensato potersi fare in due maniere et manderò li disegni dell’una et dell’altra maniera: in oltre stimo che in questa fabbrica non ci sia cosa maggiormente riguardevole che la grandezza di queste colonne, et fermo dal principio destinate” . Il nuovo progetto doveva dunque apparire abbastanza diverso da quello originario e piuttosto dispendioso se, sottoposto il 23 luglio al giudizio dei Padri, questi ultimi si erano dichiarati perplessi in virtù di “[…]qualche alterazione di esso, della spesa eccessiva e lunghezza di tempo che credono possa apportare seco per condurlo a fine, e perfezione […]” . Le peculiarità descritte dai documenti trovano perfetta corrispondenza nel progetto rappresentato dalla pianta 2241 A r. e dalla sezione 2242 A, “punto di arrivo” di un complesso percorso che porta ad un progressivo ridimensionamento degli elementi verticali e allungamento della navata: tra i disegni caratterizzati da pilastri con coppie di semicolonne e parasta centrale – la sezione 2255 A, le piante 2253 A, 2254 A, 2256 A r., 2259 A con le sezioni 2257 A, 2260 A e 2261 A (vedi schede relative) – il progetto in esame è quello con i pilastri più piccoli e le finestre più grandi, frontonate e sovrastate da oculi circolari inscritti in ogive, per un’altezza complessiva della volta sulla navata di 52 braccia (30 m). L’impiego di tale tipo di pilastri con semicolonne in questa fase progettuale è confermato dal pagamento, il 7 gennaio 1661, per la realizzazione del modello di “un pilastro nuovo con quattro mezze colonne” , sicuramente corrispondente ad uno dei pilastri di crociera. Le semicolonne, di ordine corinzio, sebbene molto più piccole di quelle previste da Pietro da Cortona – 19 braccia di altezza contro le 28 braccia del progetto originario – presentano un rapporto d/h di 1:11; anche la proporzione tra l’apertura delle cappelle e l’ingombro dei pilastri è la stessa che si riscontra sulla pianta 2251 A, con un rapporto pari a 1,35: mantenendo tale proporzione e l’altezza della chiesa, anche riducendo gli elementi verticali, è necessario aumentare la lunghezza da 123 a 135 braccia e 1/2 (di 7 m circa). L’altezza della volta che copre la navata corrisponde a 52 braccia come nelle sezioni 2260 A e 2261 A: questo verificherebbe la correttezza dell’ipotesi dimensionale sulla sezione 2255 A, in base alla quale anch’essa risulterebbe alta 52 braccia in corrispondenza della navata (vedi schede relative), e porterebbe a ipotizzare la stessa altezza per il progetto di Pietro da Cortona. La pianta disegnata sul verso del foglio 2241 A sembra una rielaborazione della pianta sul recto, che anticipa però alcune delle soluzioni che caratterizzeranno gli studi del 1668 (vedi la scheda degli invv. 2220 A, 2222 A, 2223 A, 2225 A, 2229 A), ovvero l’oratorio a destra della chiesa e le colonne alveolate, elementi non riscontrati in nessuno dei disegni precedenti. (Rosy Mattatelli 2017)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, p. 47
  • Hoffmann K. J. 1941
    Hoffmann K. J., Pietro da Cortona's project for S. Filippo Neri in Florence, , 1941, , pp. 14-15
  • Rasy E. 1972
    Rasy E., Pietro da Cortona. I progetti per la "Chiesa Nuova" di Firenze, in Fagiolo Dell'Arco M., Architettura barocca a Roma, Roma ,1972, p. 360, fig. 36
  • Coffey C. 1976
    Coffey C., The projects of Pietro da Cortona and Silvani for the Church of San Firenze in Florence, in Kunst des Barock in der Toskana, Kunst des Barock in der Toskana. Studien zur Kunst unter den letzten Medici, München ,1976, p. 243 note 20, 22
  • Merz J. M. 2007
    Merz J. M., Pietro da Cortona. Realizzazioni e progetti nella Toscana di Ferdinando II, in Bevilacqua M./ Romby G. C., Atlante del barocco in Italia: Toscana, 1. Firenze e il Granducato. Province di Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Roma ,2007, p. 116 nota 30
  • Merz J. M. 2008
    Merz J. M., Pietro da Cortona and Roman Baroque Architecture, New Haven, 2008, p. 301 nota 54
  • Mattatelli R. 2013-2014
    Mattatelli R., I progetti di Pietro da Cortona e Pier Francesco Silvani per la "Chiesa Nuova" degli Oratoriani a Firenze. Documenti e ipotesi, , 2013-2014, Dottorato di Ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica, Università Iuav di Venezia, v. I p. 43
  • Mattatelli R. 2017-2018
    Mattatelli R., Pietro da Cortona a Firenze. La 'Chiesa Nuova' degli Oratoriani e la mediazione 'segreta' del cardinale Giovan Carlo de'Medici, in BSSF-Bollettino della Società di Studi Fiorentini, 26-27, 2017-2018, pp. 57-69
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