Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "2244 A"

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Scheda aggiornata al 06-07-2021
Opera 2244 A
  • inv. 2244 A
  • Silvani Pier Francesco (1620/ 1685)
  • Sezione trasversale verso la controfacciata per la chiesa di San Firenze
  • Tecnica e materia: compasso, pietra nera, penna e inchiostro, pigmenti policromi (azzurro, marrone, rosso e verde) stesi a pennello su carta
  • Misure: 685 x 705 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso
  • Schede correlate: 2219 A , 2234 A , 2239 A , 2245 A , 2246 A , 2247 A

Iscrizioni

  • P. F. Silvani: "D. O. M./ [sequenza di lettere maiuscole priva di senso compiuto]/ M.D.C.LVIII", a penna sul recto, nel cartiglio sulla porta centrale
  • P. N. Ferri: "2244", a matita blu sul recto in basso a sinistra

Notizie storiche e critiche

Le sezioni 2234 A, 2239 A, 2244 A, 2245, A, 2246 A, 2247 A e la pianta 2219 A facevano parte di una raccolta di cinquanta disegni di soggetto architettonico tradizionalmente ascritti a Pietro da Cortona (sulla storia collezionistica e le vicende di acquisizione di questo fondo grafico vedi la scheda dell'inv. 2252 A). Le sezioni e la pianta in esame sono ancora attribuite all’artista da Pasquale Nerino Ferri, che, nel suo ‘Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze’ (1885) cataloga gli invv. 2226A-2262A come “Molti studi in pianta e in alzato per l’interno e l’esterno” della chiesa di San Firenze. L’autografia di Berrettini è confermata, successivamente, da Katherine J. Hoffman (1941), che individua, in particolare, le corrispondenze tra le sezioni 2244 A, 2245 A e 2246 A, relative ad uno stesso progetto. Elisabetta Rasy (1972), pur non spingendosi ad ipotizzare un’attribuzione, ravvisa, in questo gruppo di disegni, “la presenza, più o meno scoperta, del codice architettonico fiorentino del secondo Cinquecento, principalmente nella accezione dei seguaci del Buontalenti” . Carlo Cresti (1990), in base alla data MDCLVIII riportata nel cartiglio dell’arco centrale del foglio 2244 A, identifica il gruppo degli invv. 2244 A, 2245 A, 2246 A e 2247 A, aventi caratteristiche simili, con i disegni “rimoderati” eseguiti da Pier Francesco Silvani nel 1660 per ridimensionare il progetto di Pietro da Cortona, e individua, inoltre, la pianta 2219 A come “la più vicina ai connotati dei suddetti alzati” (cfr. scheda inv. 2219 A). L’ascrizione a Silvani e le analogie tra le sezioni 2244 A, 2245 A, 2246 A e 2247 A e la pianta 2219 A sono confermate da chi scrive , ma, in base al confronto tra le caratteristiche architettoniche del progetto e la corrispondenza tra Pietro da Cortona e i principi Medici, i disegni in esame sono identificati con l’ultimo progetto “rimoderato” inviato al maestro cortonese nel 1666 (cfr. schede 2256 Av e 2253 A). Il 6 novembre di quell'anno l’artista scrive da Roma al Granduca di Toscana Ferdinando II de’ Medici, per manifestargli la sua disapprovazione circa l’ultima revisione del progetto inviatagli, “[…] aciò non paia che […] abbia aderito a questa mutazione […]”. Del progetto visionato, Pietro da Cortona critica soprattutto l'“[…] aggiungervi una pilastra in mezzo alle due colonne che sono per la navata […]”, che non può essere di buon effetto, “[…] poiché il più che se ne faccia, non se ne fa più che dua, a ciò sia il pieno che il voto delle cappelle […]” , l’alterare cioè il rapporto tra l’ingombro dei pilastri della navata e l’apertura delle cappelle, per mantenere queste ultime dovrebbero essere non più di due. A questa caratteristica corrispondono le sezioni longitudinali 2239 A, 2246 A, 2247 A e trasversali 2244 A e 2245 A, molto rifinite graficamente e acquerellate, e il disegno preparatorio 2234 A: tutti hanno l’apertura delle cappelle pari all’ampiezza dei pilastri, questi ultimi con coppie di semicolonne molto distanziate, con confessionali e nicchie interposti. Altri temi compositivi comuni a questo gruppo di studi sono i piloni di crociera tagliati diagonalmente, le due uscite per lato, la facciata rettilinea, l’uso della serliana, ed elementi decorativi di chiara matrice buontalentiana. Tra le sezioni menzionate, in particolare, la sezione longitudinale 2246 A, la sezione trasversale 2247 A e la controfacciata 2244 A fanno chiaramente parte di un unico progetto. Sulla 2244 A è rappresentato un cartiglio, già segnalato da Hoffmann (1941) e Cresti (1990), sul quale è leggibile la data MDCLVIII che allude però, molto probabilmente, all’anno in cui Silvani aveva iniziato a lavorare al progetto per San Firenze: al 1658 risaliva, infatti, il pagamento a Carlo Morosi per due copie della pianta di Pietro da Cortona, ed è molto probabile che nello stesso periodo Silvani abbia iniziato ad elaborare i disegni “rimoderati”, che gli saranno pagati due anni dopo (vedi schede degli invv. 2251 A e 2262 A). Nessuna delle sezioni elencate, benché disegnate con grande cura, presenta un riferimento dimensionale, e non esiste, nel corpus dei disegni, una pianta che ad esse corrisponda perfettamente. La planimetria 2219 A, come già segnalato da Cresti (1990), presenta alcuni elementi in comune con il progetto identificato dalle sezioni 2244 A, 2246 A e 2247 A: l’abside semicircolare, la facciata rettilinea, i piloni di crociera tagliati diagonalmente all’interno dei quali si aprono i vestiboli delle uscite laterali, le cappelle absidali collegate sia all’abside che al transetto. Il disegno della pianta, contrariamente alle sezioni, è però estremamente schematico e incompiuto: potrebbe quindi essere uno studio preparatorio allo stesso progetto, e questo spiegherebbe le incongruenze con gli elaborati finali. Neanche l’inv. 2219 A presenta alcun riferimento metrico. Un elemento per formulare un’ipotesi sulle dimensioni del progetto è la forma delle cappelle: sia nella pianta 2219 A che nella metà pianta 2236 A v. – che probabilmente la precede – le cappelle laterali riprendono esattamente, eccetto che per la forma dei pilastri, la forma delle cappelle della pianta 2251 A (vedi la scheda relativa), copia del progetto originario di Pietro da Cortona. Questo porterebbe a ipotizzare lo stesso ingombro complessivo delle cappelle disegnate da Berrettini: la lunghezza della pianta risulterebbe così pari a 121 braccia – 2 in meno della 2251 A – corrispondenti a 70,5 m, e anche l’ampiezza della navata equivarrebbe all’incirca – considerando che le semicolonne non sono rappresentate - alle 22 braccia della 2251 A; la larghezza massima, all’altezza del transetto, sarebbe invece di 71 braccia – ben 12 in meno della pianta 2251 A –ovvero di circa 41 m. Questo confronto dimensionale spiegherebbe l’alterazione delle proporzioni tra l’ingombro dei pilastri e l’apertura delle cappelle, tanto deprecata da Pietro da Cortona: la necessità di aprire delle porte laterali, mantenendo in parte e riducendo, dove possibile, le dimensioni del progetto originario, nonché modificando gli elementi verticali al fine di ridurre i costi, trasformandoli in pilastri più larghi con semicolonne più piccole, binate e distanziate, rende necessario il restringimento dell’apertura delle cappelle. (Rosy Mattatelli 2017)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, p. 47
  • Hoffmann K. J. 1941
    Hoffmann K. J., Pietro da Cortona's project for S. Filippo Neri in Florence, , 1941, , pp. 24-39
  • Rasy E. 1972
    Rasy E., Pietro da Cortona. I progetti per la "Chiesa Nuova" di Firenze, in Fagiolo Dell'Arco M., Architettura barocca a Roma, Roma ,1972, p. 350, fig. 13
  • Coffey C. 1976
    Coffey C., The projects of Pietro da Cortona and Silvani for the Church of San Firenze in Florence, in Kunst des Barock in der Toskana, Kunst des Barock in der Toskana. Studien zur Kunst unter den letzten Medici, München ,1976, p. 244 nota 38
  • Cresti C. 1990
    Cresti C., L'architettura del Seicento a Firenze. La prima organica e completa ricognizione delle esperienze progettuali e costruttive compiute in una città "difficile", nell'arco degli ultimi centotrentasette anni trascorsi sotto la protettiva e condizionante insegna dei Medici, Roma, 1990, pp. 172-173, 178
  • Merz J. M. 2007
    Merz J. M., Pietro da Cortona. Realizzazioni e progetti nella Toscana di Ferdinando II, in Bevilacqua M./ Romby G. C., Atlante del barocco in Italia: Toscana, 1. Firenze e il Granducato. Province di Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Roma ,2007, p. 116 nota 30
  • Merz J. M. 2008
    Merz J. M., Pietro da Cortona and Roman Baroque Architecture, New Haven, 2008, p. 301 nota 54
  • Mattatelli R. 2013-2014
    Mattatelli R., I progetti di Pietro da Cortona e Pier Francesco Silvani per la "Chiesa Nuova" degli Oratoriani a Firenze. Documenti e ipotesi, , 2013-2014, Dottorato di Ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica, Università Iuav di Venezia, v. I pp. 95-96
  • Mattatelli R. 2017-2018
    Mattatelli R., Pietro da Cortona a Firenze. La 'Chiesa Nuova' degli Oratoriani e la mediazione 'segreta' del cardinale Giovan Carlo de'Medici, in BSSF-Bollettino della Società di Studi Fiorentini, 26-27, 2017-2018, pp. 57-69
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