Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "284 A"

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Scheda aggiornata al 11-06-2020
Opera 284 A
  • inv. 284 A
  • Giamberti Francesco detto Francesco da Sangallo (1494/ 1576)
  • Pianta delle Terme di Diocleziano
  • Tecnica e materia: stilo, compasso, punta di metallo, penna e inchiostro, acquerellatura marrone su pergamena
  • Misure: 739 x 810 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • Giamberti Francesco detto Francesco da Sangallo: "Questa linea sia el parmo romanescho e la channa e parmi X, cioè la c[h]anna di Roma coola quale ho misurata la presente a p. - Queste sono le channe da misurare la pianta", a penna e inchiostro sul recto a sinistra
  • Giamberti Francesco detto Francesco da Sangallo: "Questa era l'entrata principale di queste terme la quale io Franc[esc]o di M[aestr]o Giuliano da sangallo feci i[n] Roma l'anno 1518", a penna e inchiostro sul recto, in basso
  • autore ignoto: "la PIANTA di terme", a penna e inchiostro sul verso
  • P. N. Ferri: "284", a matita blu sul verso in basso a destra
  • P. N. Ferri: "284", a matita blu sul recto in basso a destra
  • autore ignoto ottocentesco: "284", a matita blu sul recto in basso a destra
  • autore ignoto di epoca moderna: "284", a matita blu sul recto in alto a destra
  • autore ignoto ottocentesco: "1175", a matita sul recto in alto a destra

Notizie storiche e critiche

Il rilievo delle Terme di Diocleziano di Francesco da Sangallo (inv. 284 A) si distingue nel fondo di architettura del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi per dimensioni, funzione e dunque caratteristiche tecniche e formali del disegno. Per tale ragione probabilmente, negli inventari manoscritti che precedono l’Indice di Pasquale Nerino Ferri – spesso sommari per quel che concerne i disegni di architettura – esso trova una descrizione puntuale ed è tra i pochi riconoscibili con certezza. Nel ‘Catalogo dei Disegni originali dei Pittori, Scultori, et Architetti’ redatto da Luigi Scotti nel 1832 (GDSU, ms. 127, coll. n. 42, p. 84) viene riconosciuto così: “Disegno nel quale è questo ricordo: Questa era lentrata principale di questa terme laquale io franc.o di M.o Giuliano da sangallo feci i roma lanno 1518”. Più precisamente, Scotti lo incluse fra i quindici disegni assegnati a Francesco Giamberti, elencando l’insieme dei disegni con soggetto architettonico conservati in quel momento nella cartella 212. A partire da questo dato, Licia Ragghianti Collobi ha sostenuto a più riprese che il rilievo provenisse da un volume del “Libro de’ disegni” di Giorgio Vasari già incluso nella vendita del “cabinet Mariette”; volume poi smembrato, ma acquisito pressoché integralmente dagli Uffizi attraverso Jean Baptiste Seroux d’Agincourt . Tuttavia i quindici fogli della cartella 212 non combaciano certo con i “6 disegni di Francesco da Sangallo” descritti da Tommaso Puccini nella relazione preventiva , e solo in parte con i diciassette meglio dettagliati nella nota di acquisto del 1 agosto 1798 . Anche la numerazione bassa del foglio non aiuta a collocarlo assieme agli altri di sicura provenienza dalla raccolta vasariana, ma contribuisce a mantenere sospesa la questione. Il momento in cui l'inv. 284 A entra a far parte della collezione potrebbe altrimenti coincidere con una delle due occasioni precedenti in cui disegni della cerchia dei Sangallo pervengono agli Uffizi: la donazione di Antonio d’Orazio a Francesco I o l’acquisto nel 1778 di oltre millecinquecento disegni sangalleschi già appartenuti alla famiglia Gaddi , tra cui un volume con 202 disegni di Antonio il Giovane e Francesco . Ricorrendo alle parole del direttore Giuseppe Pelli Bencivenni, “ne’ disegni di casa Gaddi vi erano diversi volumi di pezzi pregevolissimi di architettura e fra essi molti ne furono trovati di Giuliano e Antonio da San Gallo e di Francesco, figliuolo del primo, fatti in Roma, i quali sono perlopiù piante e alzati di avanzi di antiche fabbriche misurate oltre due secoli addietro” . L'inv. 284 A è appunto un’accurata planimetria, che ricostruisce nella sua intera estensione uno fra i più vasti complessi antichi ancora distinguibili nella Roma di primo Cinquecento, quello delle Terme di Diocleziano. Si tratta anche di un vero e proprio disegno di presentazione redatto con minuzia su un largo foglio di pergamena in tre parti, a penna e inchiostro e inchiostro diluito, ripassando una preparazione a compasso, stilo e pietra nera tirata velocemente. Le singole misure non sono dettagliate, ma vi si legge una scala metrica in palmi e canne romane, come specifica un’annotazione: coerentemente con l’evolversi delle convenzioni di rappresentazione nel corso del Cinquecento e con la prassi adottata da Francesco nei suoi disegni di architettura . Per misurarne l’ambizione, questo foglio può essere confrontato con numerosi altri del Gabinetto Disegni e Stampe che descrivono il medesimo monumento: fra di essi alcuni veloci schizzi eseguiti da Baldassarre Peruzzi (invv. 528 A, 574 A, 622 A) e l'inv. 104 A di Bramante, uno degli studi di datazione più alta, sul quale si legge anche una postilla nella calligrafia del padre di Francesco, Giuliano da Sangallo . Il paragone più interessante, poi, è proprio con un foglio storicamente attribuito a Giuliano e assegnato in anni più recenti a suo fratello Antonio: l'inv. 1546 A conservato agli Uffizi . Su carta malamente tagliata, con molte lacune, sembra un disegno di studio se non addirittura di rilievo: vi sono riprodotti l’alzato dell’edificio in due schizzi prospettici e, sul verso, parte della medesima pianta tracciata senza troppa attenzione alle ortogonali, fitta di appunti. La sequenza di ambienti lungo l’asse centrale corrisponde a quella proposta – o ricopiata a questo punto – da Francesco nell'inv. 284 A. Dalla vasta sala del "frigidarium", con le stesse proporzioni, si accede a una specie di abside rettilinea voltata a botte, con una nicchia al centro e due aperture sulla parete di fondo. Segue la rotonda del "tepidarium", quindi il "calidarium" con le tre campate voltate a crociera, quattro esedre sugli assi e altrettanti vani rettangolari distribuiti sui lati lunghi: così anche nel disegno di Francesco . Tali coincidenze non sono da darsi per scontate, tanto che un altro disegno agli Uffizi, l'inv. 1547 A, propone una ricostruzione molto diversa dello stesso complesso monumentale: il grande ambiente centrale è contratto in larghezza e mantiene la stessa profondità delle sale circostanti. L’autore questa volta è Aristotile da Sangallo, come ha stabilito Adriano Ghisetti Giavarina sulla base di un convincente riconoscimento calligrafico, sottraendolo così al corpus del cugino Francesco . Sempre a Giuliano da Sangallo, invece, è tradizionalmente attribuito il disegno di presentazione inv. 131 A, che riproduce l’interno del 'frigidarium' delle terme nel suo aspetto originale . Il confronto con il corrispondente dettaglio nella planimetria dell'inv. 284 A conferma l’identificazione: ogni particolare della sezione, compresa la soluzione dell’abside rettilinea con l’edicola a nicchia e le due aperture, corrisponde alle informazioni in pianta. L’invenzione dell’alzato potrebbe anche spettare a Giuliano stesso, ma il disegno deve datarsi per certo al Cinquecento inoltrato e forse è proprio di mano di Antonio il Vecchio. Dunque la pianta di Francesco restituisce un’idea ben precisa e non univoca del grande complesso antico, così come era ricostruito nell'ambiente sangallesco, attorno alla fine degli Dieci . La sua postilla autografa, posta in calce a firmare il disegno, indica appunto il 1518 come anno di redazione, o almeno delle operazioni di rilievo. A quella data erano trascorsi solo due anni dalla morte del padre ed egli doveva trovarsi ancora a Roma, quando forse iniziava la duratura collaborazione con il cugino Antonio il Giovane. L’annotazione è nella sua scrittura giovanile, cioè in una caratteristica cancelleresca falcata, che però è ancora un poco rigida e minuta, priva delle eleganze calligrafiche della maturità. Mentre la tecnica di esecuzione, i materiali, la mise en page e l’ambizione del foglio, avvicinano immediatamente queste Terme di Diocleziano al Libro dei Disegni, l’ambizioso repertorio di antichità compilato da Giuliano da Sangallo. Il confronto con la “Termine Antoniana” ovvero le Terme di Caracalla dei fogli 66 verso e 67 recto è, in tal senso, parlante. . Francesco sarà per anni il conservatore attento di questo monumentale codice, che annota e completa in più pagine, per molto tempo a venire; ma già negli anni di formazione collabora sistematicamente alla sua stesura, infittendo i disegni del padre di onnipresenti e minuziose postille dalla calligrafia ben riconoscibile. E se all'interno del codice Barberini non si fa mai riferimento alle Terme di Diocleziano , questo ampio disegno di presentazione – ugualmente erudito e autobiografico – era forse inteso per colmare una lacuna ben visibile, dell’altrimenti eccezionale repertorio architettonico ereditato dal padre, nella forma dei suoi taccuini di disegni dall'antico. (Dario Donetti 2012)

Mostre

  • Firenze 2017
    Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, p. 123 n. 8.6 , ripr. a p. 123 (scheda a cura di Donetti D.)

Bibliografia

  • Scotti L. 1832 [agg. fino 1837] (GDSU, ms. 127, coll. n. 42)
    Scotti L., Catalogo dei disegni originali dei Pittori, Scultori et Architetti, che si conservano nella celebre Collezione esistente nella Imperiale e Reale Galleria di Firenze, 1832 [agg. fino 1837] (GDSU, ms. 127, coll. n. 42), p. 84
  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, pp. XLII, 203
  • Ashby T. 1904
    Ashby T., Sixteenth-century drawings of Roman buildings attributed to Andreas Coner, in Papers of the British School at Rome, II, 1904, p. 14 n. 8
  • Bartoli A. 1922
    Bartoli A., I monumenti antichi di Roma nei disegni degli Uffizi di Firenze. Descrizione dei disegni, Roma, 1922, v. VI p. 126
  • Ragghianti Collobi L. 1973
    Ragghianti Collobi L., Nuove precisazioni sui disegni di architettura del "Libro" del Vasari, in Critica d'arte, XX, 130, 1973, p. 44
  • Ragghianti Collobi L. 1973
    Ragghianti Collobi L., Il "Libro de' disegni" del Vasari. Disegni di architettura, in Critica d'arte, XX, 130, 1973, pp. 72, 81, 94, fig. 84
  • Ragghianti Collobi L. 1974
    Ragghianti Collobi L., Il Libro de' disegni del Vasari, Firenze, 1974, v. I p. 163, v. II fig. 495
  • Frommel C. L. 1989
    Frommel C. L., Bramante e il disegno 104 A degli Uffizi, in Carpeggiani P./ Patetta L., Il disegno di architettura. Atti del convegno, Milano, 15 - 18 febbraio 1988, Milano ,1989, pp. 165-166
  • Donetti D. 2017
    Donetti D., Il Libro dei disegni: copie e studio dell'antico, in Donetti D./ Faietti M./ Frommel S., Giuliano da Sangallo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe 2017, Firenze 2017, p. 117
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