Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "298 E"

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Scheda aggiornata al 08-10-2018
Opera 298 E
  • inv. 298 E
  • Bigordi Domenico detto Ghirlandaio (1449/ 1494)
  • Busto di donna velata volta di tre quarti a sinistra
  • Tecnica e materia: punta d'argento, biacca (carbonato basico di piombo) su carta preparata con colore grigio marroncino
  • Misure: 331 x 254 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a sinistra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "... Grillandaio", a penna sul verso in basso a sinistra

Notizie storiche e critiche

L'attribuzione del foglio a Domenico Ghirlandaio, risalente a Ferri e solitamente confermata dagli studi, trova innanzitutto riscontro nell'alta qualità formale del disegno, che permette di escludere la paternità di David Ghirlandaio tramandata dall'inventario settecentesco di Giuseppe Pelli Bencivenni (Pelli Bencivenni, Catalogo dei disegni 1775 - 1793, GDSU, ms. 102, coll. 2). Recentemente è stato proposto il nome di Filippino Lippi (Cecchi 2005). Il confronto con un foglio, sicuramente riconducibile a Domenico e raffigurante un 'Ritratto di vecchio' (Stoccolma, Nationalmuseum, inv. 1863/1), che evidenzia analoghe caratteristiche tecniche e stilistiche, sembra scoraggiare ogni ulteriore tentativo di sottrarre l'opera degli Uffizi al Ghirlandaio, nel cui ambito, bisogna ricordarlo, era stata collocata dalla tradizione antica . Peraltro, il trattamento sommario delle parti del busto e del vestito della donna, unito al prevalente interesse per la definizione del volto, rendono improbabile che il disegno sia stato concepito come opera autonoma e portano a ritenere che esso fosse finalizzato a un ritratto, di cui oggi si è persa traccia. Ciò potrebbe ulteriormente confermare l'ipotesi della paternità ghirlandaiesca del foglio. L'artista, come è noto, godeva già presso i contemporanei fama di grande ritrattista, dal momento che, sfruttando abilmente le proprie capacità di narratore, oltre alle grandi doti mimetiche, aveva saputo farsi interprete della volontà di autorappresentazione del ceto dirigente fiorentino . La fioritura del ritratto a Firenze nella seconda metà del XV secolo, oltre che dall'interesse per l'uomo, inteso come individuo, suscitato dalla diffusione degli studi umanistici, fu favorito anche dalla tradizione figurativa neerlandese, da cui proveniva una lezione di profondo naturalismo. Inoltre, la classe dirigente fiorentina assegnava ai ritratti, sia che fossero destinati a una fruizione in ambito privato, sia che si offrissero alla visione in un luogo pubblico, il compito di rispecchiare il proprio modo di vivere . Nel disegno degli Uffizi si può notare come la disposizione di tre quarti della figura e l'attenzione per la particolare forma del naso, che diverge da un principio di bellezza rigorosamente improntato su schemi classici, segnalino l'intenzione dell'artista di evitare un'idealizzazione troppo marcata del volto, per avvicinare, mediante il ricorso a modelli nordici, quanto più possibile l'immagine dipinta al piano della vita reale. Si osservi come l'occhio sinistro sia visto di fronte, mentre la parte destra del volto sia scorciata in modo da evidenziare le irregolarità del naso. Una soluzione analoga, che indica un peculiare interesse per lo studio del dato fisionomico fuori dal comune, si ritrova anche nel 'Ritratto di vecchio' citato in precedenza, dove il naso abnorme dell’uomo risulta quasi di profilo, nonostante il resto del volto sia disposto di tre quarti. In entrambi i casi l'artista si allontana da una fedele applicazione dei principi teorici della prospettiva di stampo italiano, offrendo allo spettatore una visione analitica del soggetto attraverso un procedimento che trova stringenti confronti nella contemporanea ritrattistica nordica . D'altro canto, alcune caratteristiche nell'impianto compositivo e nel tracciato grafico del ritratto degli Uffizi presuppongono schemi formali desunti dalla tradizione italiana e in particolare fiorentina, come l'articolazione dei piani nettamente scandita in profondità con un forte senso del volume e le lumeggiature ordinatamente disposte in sottili e flessuosi tratti a pennello, che suggeriscono la forma e i confini dei piani interni del viso. Questa tecnica di rendere il modo in cui la luce aderisce alla superficie dell'oggetto, mediante l'uso di sottili filamenti luminosi su carta preparata, è ampiamente documentata in ambito fiorentino, dove registrò un particolare sviluppo soprattutto a partire dall'ottavo decennio del XV secolo nel campo degli studi dal modello. Sappiamo, infatti, che nella cerchia di artisti ruotanti attorno alla personalità del Verrocchio essa si lega alla rappresentazione dei moti istantanei e quasi impercettibili dei corpi . Le caratteristiche stilistiche rilevate e, in particolare, l'accentuazione della resa volumetrica permettono di datare l’opera alla piena maturità dell'artista, non troppo distante dagli affreschi di Santa Maria Novella, cioè intorno alla metà del nono decennio. (Raimondo Sassi)

Mostre

  • Firenze 1911
    Catalogo dei ritratti eseguiti in disegno ed in incisione da artisti italiani fioriti dal sec. XV alla prima metà del sec. XIX esposti nella R. Galleria degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi 1911, Firenze 1911, p. 28 cornice 465 (scheda s.n.)
  • London 1930
    Popham A. E., Italian drawings exhibited at the Royal Academy, Burlington House, London, catalogo mostra London, Royal Academy of Arts/ Burlington House 1930, London 1931, p. 12 n. 39 (scheda a cura di Popham A. E.), tav. XXXIII
  • Paris 1950
    Trésors des Bibliothèques d'Italie, catalogo mostra Paris, Bibliothèque Nationale 1950, Paris 1950, n. 403 (scheda s.n.)
  • Roma 2000
    Morello G./ Petrioli Tofani A., Sandro Botticelli. Pittore della Divina Commedia, catalogo mostra Roma, Scuderie Papali al Quirinale 2000, Milano 2000, v. I p. 206 n. 5.26, ripr. a p. 206 (scheda a cura di Bartoli R.)
  • Forlì 2007
    Matteucci G./ Mazzocca F./ Paolucci A., Silvestro Lega i Macchiaioli e il Quattrocento, catalogo mostra Forlì, Musei San Domenico 2007, Cinisello Balsamo 2007, p. 77-78 n. 7, ripr. a p. 77 (scheda a cura di Sassi R.)
  • London 2010
    Chapman H./ Faietti M., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance drawings, catalogo mostra London, British Museum, Department of Prints and Drawings 2010, London 2010, pp. 228-229 n. 61, ripr. a p. 229 (scheda a cura di Sassi R.)
  • Firenze 2011
    Chapman H./ Faietti M., Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra' Angelico a Leonardo, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala delle Reali Poste 2011, Firenze 2011, pp. 228-229 n. 61, ripr. a p. 229 (scheda a cura di Sassi R.)
  • New York 2017-2018
    Bambach C., Michelangelo divine draftsman and designer, catalogo mostra New York, Metropolitan Museum of Art 2017-2018, New Haven and London 2017, p. 41, tav. 10

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. II ("Grillandaio David") v. Universale VI n. 1
  • Pelli Bencivenni G. [1780-1784] (BU, ms. 113, classe III, v. I)
    Pelli Bencivenni G., Inventario Generale della Real Galleria di Firenze compilato nel 1784. Essendo Direttore della Medesima Giuseppe Bencivenni già Pelli N. P. F. colla presenza, ed assistenza del Sig.re Pietro Mancini Ministro dell'Ufficio delle Revisioni e Sindacati, [1780-1784] (BU, ms. 113, classe III, v. I), c. 350
  • Ferri P. N. 1881
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni esposti al pubblico nel corridoio del Ponte Vecchio nella R. Galleria degli Uffizi con l'indice dei nomi degli Artefici, Firenze, 1881, p. 19 cornice 68
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 81
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), c. 24 r. cornice 58 n. 330
  • Berenson B. 1903
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters classified criticised and studied as documents in the history and appreciation of Tuscan art with a copiouscatalogue raisonné, London, 1903, v. II p. 47 n. 875
  • Ferri P. N. 1917
    Ferri P. N., I disegni della R. Galleria degli Uffizi, 1912-1921. Disegni di Scuola Fiorentina (secoli XV e XVI). Serie IV, fasc. I, Firenze, 1917, n. 5
  • Gronau C. 1918
    Gronau C., Ueber ein dem Ghirlandaio zugeschreibenes Frauenbildnis, in Zeitschrift fuer Bildenden Kunst, LIII, 1918, pp. 167-170
  • Marle R. Van 1931
    Marle R. Van, The development of the Italian schools of painting. XIII. The Renaissancepainters of Florence in the 15th century, the third generation, The Hague, 1931, pp. 106-107
  • Berenson B. 1938
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters, Chicago, 1938, v. II p. 91 n. 875
  • Giglioli O. H. 1942
    Giglioli O. H., I disegni degli Uffizi, in Illustrazione toscana, XX, 2, 1942, p. 2
  • Berenson B. 1961
    Berenson B., I disegni dei pittori fiorentini, Milano, 1961, v. II p. 163 n. 875
  • Forlani Tempesti A./ Petrioli Tofani A. 1972
    Forlani Tempesti A./ Petrioli Tofani A., I grandi disegni italiani degli Uffizi di Firenze, Milano, 1972, n. 17
  • Petrioli Tofani A. 1986
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni esposti 1, Firenze, 1986, p. 132, ripr. a p. 132
  • Cadogan J. K. 2000
    Cadogan J. K., Domenico Ghirlandaio. Artist and Artisan, New Haven/ London, 2000, p. 296 n. 87, fig. 97
  • Kecks R. G. 2000
    Kecks R. G., Domenico Ghirlandaio und die Malerei der Florentiner Renaissance, München, 2000, p. 146
  • Cecchi A. 2005
    Cecchi A., Botticelli, Milano, 2005, p. 75
  • Graul J. 2008 [2010]
    Graul J., "Il principio e la porta del colorire". Zur Rolle farbiger Fonds in der Florentiner Zeichnung des 14. und 15. Jahrhunderts, in Faietti M./ Melli L./ Nova A., Le tecniche del disegno rinascimentale: dai materiali allo stile, Firenze ,2008 [2010], p. 16, ripr. a p. 13
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