Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "3275 A-3381 A"

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Scheda aggiornata al 28-11-2019
Opera 3275 A-3381 A

Iscrizioni

  • autore ignoto ottocentesco: "P. CATANEO/ ARCHITETTO/ SENESE", stampigliato in oro sul dorso della rilegatura
  • autore ignoto ottocentesco: "Disegni di Ornamenti varî,/ di Mobili, Armature, di Architettura civile e militare/ Macchine idrauliche &c./ Il cui autore vi scrisse il proprio nome cosí:/ =Pietro di Jacomo Catani/ =descrisse et disegnò in Siena addi XXIII/ =di marzo 1533./ (Vedi a C.["a" in apice] 57.)", a penna sulla prima pagina, sul recto al centro
  • autore ignoto ottocentesco: "Pietro Cataneo/ Di. di ornamenti vari/ Dal n. 3275 al 3381", a penna su una etichetta applicata sul fronte della rilegatura

Notizie storiche e critiche

L’insieme di 107 fogli di soggetto prevalentemente architettonico conservati presso il GDSU (invv. 3275 A-3381 A), denominato Taccuino o Codice Cataneo, si presenta come un gruppo fortemente eterogeneo di disegni, oggi raccolti in una rilegatura a brachette di epoca ottocentesca. Realizzati prevalentemente a penna e inchiostro bruno ferrogallico su fogli cartacei con filigrane di diversa epoca e provenienza (tutte di area centrosettentrionale, databili tra il secolo XV e il XVI), i disegni sono raggruppabili in quattro principali nuclei tematici. La prima sezione (invv. 3275 A-3312 A) presenta una grande varietà di motivi ornamentali, dettagli dall’antico, apparati militari, piante e alzati di edifici religiosi e residenziali, studi di elementi architettonici raggruppati per tipologia (cupole, colonne, capitelli, camini, dighe, etc.). La maggior parte dei fogli trova puntuali e precisi riscontri nel Trattato di Francesco di Giorgio Martini, nelle diverse redazioni dell’Ashburnham 361, Saluzziano 148 e Magliabechiano II-I-141, di cui talvolta ricalca persino la mise en page. In questa sezione, le iscrizioni si limitano a brevi annotazioni di natura didascalica, con la vistosa eccezione del foglio inv. 3307 A v., in cui è riportato un lungo passo del Trattato dedicato ai complessi conventuali. Le carte invv. 3313 A-3318 A sono invece molto omogenee nel riproporre delle vedute di porti fluviali e marittimi con relativo commento, derivate dal codice Magliabechiano. I lunghi passaggi testuali, sempre concentrati nella metà inferiore del foglio, sono arricchiti da capitali decorate e da un’elegante scrittura arcaizzante, di stampo tardo gotico. Nell’intervallo invv. 3319 A-3350 A si trova invece una sezione dedicata alle fortezze, riprese anche in questo caso dalla redazione del Magliabechiano. In queste pagine, lunghi passi del Trattato s’intrecciano alla parte figurativa, inscrivendosi all’interno di piante, circondando gli alzati, disponendosi in calligrammi e spirali. La varietà dei tipi di scrittura (minuscola cancelleresca, gotica, umanistica), i frequenti inserti calligrafici e le iniziali miniate dimostrano un utilizzo del testo a fini non solo illustrativi, ma anche e soprattutto decorativi. Tra queste pagine si trova poi, al foglio inv. 3331 A, una breve iscrizione che riporta il nome di Pietro Cataneo, accompagnato dalla data 1534 (1533 secondo il calendario allora in uso), a cui diversi studiosi hanno fatto riferimento per l’attribuzione e la datazione del codice. L’ultimo gruppo di disegni (invv. 3351 A-3381 A) raffigura una serie di macchine, in prevalenza idrauliche e di derivazione martiniana (nella redazione del Saluzziano). In questo intervallo di carte, il più omogeneo dal punto di vista tematico e formale, i disegni occupano l’intero foglio, mentre la scrittura – con l’eccezione di una veloce annotazione – rimane completamente assente. Nelle fonti relative alle collezioni del GDSU, la raccolta compare citata per la prima volta con certezza nell’anonimo 'Indice alfabetico dei disegni d’architettura e dei nomi dei loro autori esistenti nella Regia Galleria di Firenze' del 1859 (GDSU, coll. n. 65). Alla cartella 24, banco 11 si conservano infatti “piante di palazzi, macchine idrauliche, armature” attribuite all’architetto senese Pietro Cataneo, il cui nome appare qui citato nella forma “Catani”. Una descrizione pressoché identica – ma senza indicazione attributiva – si ritrova in realtà già nel 'Catalogo dei disegni originali' redatto da Luigi Scotti nel 1832, ma con aggiunte che si spingono fino al 1837 (GDSU, ms. 127, coll. n. 42). Al numero d’inventario 192 corrisponde infatti un volume o cartella (si utilizzano entrambi i termini, alle cc. 16 e 77) contenente 108 disegni di “Piante, Palazzi, Macchine, Armature”. È quindi possibile dedurre che il volume (non è chiaro se già rilegato o sotto forma di fogli sciolti) sia entrato nelle collezioni del GDSU prima di questa data, ma che solo tra il 1832 e il 1859 ci si sia accorti dell’annotazione apposta al foglio inv. 3331 A del volume, in cui appare, per l’appunto nella forma “Catani”, il nome dell’architetto. La menzione del taccuino in questi due inventari permette di escludere con sicurezza ogni relazione con la donazione Santarelli (agli Uffizi dal 1866), indicata talvolta come provenienza del volume . Dal 1832 in avanti è facile rintracciare la presenza del taccuino negli inventari della collezione . Nel 1876 i fogli dovevano essere stati raccolti nell’attuale rilegatura, se Gaetano Milanesi descrive il codice come un “libro di disegni” : le successive menzioni – nell’inventario a schede di Pasquale Nerino Ferri (1879-1881) e nel 'Catalogo descrittivo dei disegni d’architettura' del 1882 (GDSU) – confermano che “i disegni dal 3275 al 3381 sono contenuti in un volume rilegato in fustagno”. La rilegatura risale di certo a questo periodo, e più precisamente alla sistemazione di Carlo Pini: la grafia sul foglio di guardia del volume, così come la numerazione a matita blu nell’angolo inferiore sinistro di ogni foglio, si devono infatti alla mano di Ferri, collaboratore di Pini dal 1871. A questa numerazione, cui fa riferimento l’inventario oggi in uso, ne vanno tuttavia aggiunte altre tre di epoca anteriore. La numerazione più antica, molto frammentaria a causa della rifilatura dei fogli, compare sempre al centro del margine superiore della pagina, sul recto: in termini d’inchiostro e grafia rivela numerose affinità con i disegni del taccuino, ed è quindi presumibilmente coeva. Il margine superiore destro (sul recto e talvolta sul verso dei fogli), presenta una seconda numerazione a inchiostro, progressiva anche se a intervalli discontinui, e in apparenza settecentesca; la grafia potrebbe corrispondere a quella dell’Inventario dei disegni stilato tra il 1775-1793 sotto la direzione di Giuseppe Pelli Bencivenni (GDSU, ms. 102, coll. n. 2) . Sempre nel margine superiore destro, una terza e ultima numerazione a matita, completa e progressiva, sembrerebbe invece realizzata a ridosso della rilegatura: è infatti a questa numerazione (e non a quella a matita blu, probabilmente non ancora completata) che fa riferimento Ferri nell’intestazione del foglio di guardia. La presenza di una numerazione settecentesca, discontinua e incompleta, permette di concludere che la raccolta fu disposta secondo l’ordine attuale solo al momento della rilegatura, avvenuta come si è detto tra il 1859 e il 1871. In tale occasione i disegni furono rifilati, raggruppati in quinterni, e imbracchettati con carta meccanica, per permettere un agevole distacco. Contestualmente, alcuni fogli dovettero essere eliminati perché in cattivo stato di conservazione: di certo, dei 108 disegni sciolti citati nell’inventario del 1832, solo 107 furono rilegati. Risulta difficile ricostruire con certezza le vicende conservative del codice prima del 1832. Alcuni studiosi hanno ipotizzato una provenienza dalla collezione di Niccolò Gaddi (1537-1591), formatasi nel tardo Cinquecento con l’acquisizione, tra le altre cose, di parte delle raccolte grafiche di Giorgio Vasari . A questa ipotesi si può oggi aggiungere che il numero d’inventario 192, assegnato alla raccolta Cataneo nel 1832, corrisponde negli inventari precedenti a un grosso volume di disegni di soggetto architettonico proveniente dalla collezione Gaddi, in cui si potrebbe forse identificare l’insieme di disegni qui in esame. Parte della collezione Gaddi venne acquistata dal governo granducale nel 1778; si deve a Giuseppe Bencivenni Pelli, direttore della Real Galleria, una prima, generica descrizione del fondo di disegni architettonici. Nelle sue Efemeridi , alla data del 13 Aprile, si parla infatti di: “otto volumi di studi, e sbozzi di architettura nei quali ho trovate delle cose di Francesco, di Giuliano e di Antonio da San Gallo, dello Scamozzi ecc.” L’ingresso di tali materiali nella collezione granducale – non rilevato dall’Inventario generale della Real Galleria compilato nel 1784 (BU, ms. 113, classe III, v. I, cc. 321-408) – è invece documentato nel terzo tomo del Catalogo dei disegni (BU, ms. 463/3.3), dove sono ricordate le ultime acquisizioni, e dove (ai nn. 189-196) si descrivono brevemente otto volumi di soggetto architettonico e di grande formato provenienti da casa Gaddi: tra questi, alcuni contengono “piante diverse con alcune facciate,” altri “piante diverse, specialmente di fortificazioni e di fortezze.” Gli otto volumi ritornano con uguale numerazione nell’Inventario dei disegni compilato tra il 1775 e il 1793 (GDSU, ms. 102, coll. n. 2), e poi di nuovo, sempre con lo stesso numero d’inventario, in un breve elenco redatto da Pelli nel 1786 (AGU, Filza XIX, lettera D), in cui si catalogano i disegni entrati nella collezione granducale dopo il 1769, e quindi assenti dall’Inventario generale di quell’anno (BU, ms. 98) . Considerate l’eterogeneità sia stilistica che tematica dei disegni, nonché l’evidente discontinuità qualitativa e le diverse caratteristiche della carta e degli inchiostri, l’attribuzione del taccuino a Pietro Cataneo, basatasi sull’iscrizione al foglio inv. 3331 A, è da intendersi come generica indicazione di un ambito di bottega. Il taccuino Cataneo non è infatti certamente un taccuino personale, di soli disegni autografi, ma consiste piuttosto in una collazione di bottega, usata probabilmente come repertorio di elementi ornamentali, scritture, giochi calligrafici, impaginazione. Oltre all’evidente presenza di diverse mani, alcune annotazioni – alla carta inv. 3346 A, o le minute lettere poste a promemoria per le iniziali decorate, per esempio al foglio inv. 3317 A – sembrano indicare l’intervento di diversi collaboratori. La nota attività di calligrafo e copista di Pietro Cataneo – formatosi presso il padre librario e documentato nel 1530 come “maestro dello scrivere” presso lo ‘studium’ senese – se da un lato chiarisce la funzione dell’album, dall’altro pone il problema dell’autografia. Nonostante i tentativi di diversi studiosi sembra infatti difficile arrivare a identificare con certezza la mano di Pietro Cataneo, impegnato qui in un catalogo di virtuosismi grafici, e quindi in un esercizio costante di varietà e differenziazione . La datazione dei fogli risulta altrettanto problematica. Considerata la diversità di tratto, materia e soggetto, non sembra sostenibile un’ipotesi di datazione unitaria al 1534, come suggerito da alcuni . L’iscrizione del foglio inv. 3331 A è da ritenersi infatti un’indicazione utile alla sola datazione della sezione in cui appare, dedicata alle fortezze (invv. 3319 A-3350 A), e forse allargabile al gruppo di fogli immediatamente precedente (invv. 3313 A-3318 A); tuttavia, anche in queste sezioni apparentemente omogenee, è evidente l’intromissione di fogli più tardi, databili grazie alla presenza di riferimenti interni (come ad esempio il foglio inv. 3346 A). Da collocare a un periodo posteriore al 1534 sono anche i disegni di macchine dell’ultima sezione (invv. 3351 A-3381 A), mentre la datazione della prima parte del volume oscillerebbe tra il 1534 (per i disegni caratterizzati da un tratto più duro e inciso) e il periodo precedente . Nonostante numerosi studi analizzino il taccuino Cataneo come termine di confronto per le diverse redazioni del Trattato di Francesco di Giorgio Martini , la precisa identificazione delle fonti utilizzate rimane un problema aperto. Per molti studiosi l’importanza del codice risiede proprio nel rapporto con il prototipo martiniano, di cui sembrerebbe riprodurre una versione perduta , permettendo quindi di ricostruire l’aspetto di alcuni disegni di Francesco di Giorgio. Solo in pochi e isolati contributi il confronto è stato allargato ad altri autori: anzitutto Peruzzi , ma anche Giorgio Vasari il Giovane, che sembrerebbe copiare alcune piante dal Codice Cataneo . Tuttavia, come sottolinea Rita Binaghi (1994) nel contributo più aggiornato e completo a oggi dedicato al codice, considerata l’ampia diffusione del Trattato di Francesco di Giorgio e la quantità di copie circolanti tra gli artisti senesi del Cinquecento, il taccuino potrebbe essere un centone derivato da diverse versioni, disponibili nella bottega del copista come prototipi per la duplicazione. Spesso riduttivamente ritenuto una fedele riproduzione di un perduto originale martiniano, copiato senza alcuna autonomia, il taccuino Cataneo dovrebbe forse essere ripensato come un collage a più mani, e rivalutato soprattutto per l’innovativa interazione tra testo e immagine, e per l’uso della parola scritta a scopi ornamentali. (Francesca Borgo 2012)

Mostre

  • Firenze 1980
    Galluzzi P., Firenze e la Toscana dei Medici nell'Europa del Cinquecento, catalogo mostra Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana 1980, Milano 1980, p. 159 n. 4.17 (scheda a cura di Galluzzi P.)
  • Siena 1991
    Galluzzi P., Prima di Leonardo. Cultura della macchine a Siena nel Rinascimento, catalogo mostra Siena, Magazzini del Sale 1991, Milano 1991, p. 224 n. I.i.1 (scheda a cura di Lamberini D.)

Bibliografia

  • Scotti L. 1832 [agg. fino 1837] (GDSU, ms. 127, coll. n. 42)
    Scotti L., Catalogo dei disegni originali dei Pittori, Scultori et Architetti, che si conservano nella celebre Collezione esistente nella Imperiale e Reale Galleria di Firenze, 1832 [agg. fino 1837] (GDSU, ms. 127, coll. n. 42), c. 16 n. 192, c. 77 n. 192
  • 1859 (GDSU, coll. n. 65)
    Indice alfabetico dei disegni d’architettura e dei nomi dei loro autori esistenti nella Regia Galleria di Firenze, 1859 (GDSU, coll. n. 65), cartella 24 banco 11
  • Pini C./ Milanesi G. 1876
    Pini C./ Milanesi G., La scrittura di artisti italiani (secoli XIV-XVII) riprodotta con la fotografia da Carlo Pini e corredata di notizie da Gaetano Milanesi, Firenze, 1876, v. II n.178
  • Ferri P. N. 1879-1881
    Ferri P. N., Catalogo descrittivo dei Disegni della R. Galleria degli Uffizi esposti al pubblico. Compilato da P. N. Ferri dal 1879 al 1881, 1879-1881, nn. 3275-3381
  • Ferri P. N. 1885
    Ferri P. N., Indice geografico-analitico dei disegni di architettura civile e militare esistenti nella R. Galleria degli Uffizi in Firenze, Roma, 1885, p. xxiii
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 173
  • Berti E. 1925
    Berti E., Un manoscritto di Pietro Cataneo agli Uffizi e un codice di Francesco di Giorgio Martini, in Belvedere. Kunst und Kultur der Vergangenheit, VII, 1925, pp. 100-103
  • Morini M. 1963
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    Maltese C., Il protomanierismo di Francesco di Giorgio Martini, in Storia dell'arte, 1-4, 1969, pp. 443-444, figg. 15, 18
  • Olivato L. 1970
    Olivato L., Profilo di Giorgio Vasari il Giovane, in Rivista dell'Istituto Nazionale d'Archeologia e Storia dell'Arte, XVII, 1970, pp. 199, 224 nota 67, figg. 19-22
  • Parronchi A. 1971
    Parronchi A., Sulla composizione dei trattati attribuiti a Francesco di Giorgio Martini, in Atti e memorie dell'accademia toscana di scienze e lettere "La Colombaria", XXXVI, 1971, pp. 165-230
  • Fiore F. P. 1978
    Fiore F. P., Città e Macchine del ‘400 nei disegni di Francesco di Giorgio Martini, Firenze, 1978, pp. 72-73
  • Parronchi A. 1986
    Parronchi A., Due note sui "Trattati" attribuiti a Francesco di Giorgio Martini, in Rinascimento, 26, 1986, pp. 323-328
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    Fiore F. P., La Villa Chigi a "Le Volte" e il linguaggio architettonico peruzziano nella tradizione di Francesco di Giorgio, in Fagiolo M. / Madonna M. L., Baldassarre Peruzzi. Pittura scena e architettura nel Cinquecento, Roma ,1987, p. 167
  • Parronchi A. 1987
    Parronchi A., Un trattato inedito di architettura militare riferibile a Baldassarre Peruzzi, in Fagiolo M. / Madonna M. L., Baldassarre Peruzzi. Pittura scena e architettura nel Cinquecento, Roma ,1987, pp. 236-239, figg. 4-5
  • Morresi M. 1989
    Morresi M., Francesco di Giorgio e Bramante: osservazioni su alcuni disegni degli Uffizi e della Laurenziana, in Carpeggiani P., Il disegno di architettura, Milano ,1989, p. 119, figg. 4, 5
  • Scaglia G. 1992
    Scaglia G., Francesco di Giorgio. Checklist and history of manuscripts and drawings in autographs and copies from ca. 1470 to 1687 and renewed copies (1764-1839), Bethlehem/ London/ Toronto, 1992, pp. 164-165 n. 65, 235 n. 99, figg. 93, 142
  • Morresi M. 1993
    Morresi M., La fortuna di Francesco di Giorgio Architetto. Dalle invenzioni dei Trattati a palazzo Thiene a Vicenza, in Fiore F. P./ Tafuri M., Francesco di Giorgio Architetto, catalogo mostra Siena, Museo Civico 1993, Milano 1993, pp. 391-398
  • Binaghi R. 1994
    Binaghi R., Un manoscritto di Pietro Cataneo conservato agli Uffizi, in Il disegno di architettura, 9, 1994, pp. 60-66
  • Binaghi R. 1994
    Binaghi R., Fortuna critica del codice Cataneo, in Arte Documento, 8, 1994, pp. 73-82
  • Bosco M. G. 1994
    Bosco M. G., Il Codice Cataneo, in Arte Documento, 8, 1994, pp. 68-72
  • Rosci M. 1994
    Rosci M., Il Codice Cattaneo del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, in Arte Documento, 8, 1994, p. 67
  • Binaghi R. 2000
    Binaghi R., Pietro Cataneo Architettore Nostro diletto ad Orbetello, in Beltramini G./ Ghisetti Giavarina A./ Ackerman J. S., Studi in Onore di Renato Cevese, Vicenza ,2000, pp. 41-59
  • Fiore F. P. 2002
    Fiore F. P., Roma. Le diverse maniere, in Bruschi A., Storia dell'architettura italiana. Il primo Cinquecento, Milano ,2002, pp. 504-521
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. IV p. 1501
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