Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "530 E"

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Scheda aggiornata al 30-11-2019
Opera 530 E
  • inv. 530 E
  • Sanzio Raffaello (1483/ 1520)
  • San Giorgio e il drago
  • Tecnica e materia: penna e inchiostro, lievi tracce di pietra nera, puntinatura parziale su carta
  • Misure: 265 x 267 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "Raffaello", a penna sul verso in basso a sinistra
  • autore ignoto: "503 E", a matita sul verso in basso a destra

Notizie storiche e critiche

A partire dal Settecento negli inventari degli Uffizi il disegno inv. 530 E è solitamente associato all'inv. 529 E, raffigurante il medesimo tema di 'San Giorgio e il drago' e a sua volta tradizionalmente attribuito a Raffaello. Giuseppe Pelli Bencivenni, direttore della Galleria tra il 1775 e il 1792, descrisse due studi con tale soggetto tra quelli assegnati all’Urbinate , senza, però, fornirci elementi per distinguerli tra loro. Entrambi i fogli erano stati riprodotti in precedenza da Stefano Mulinari , a riprova del fatto che la loro attribuzione a Raffaello fosse un dato ormai consolidato già prima dell’opera di catalogazione di Pelli Bencivenni. Si può pertanto ritenere che da tempo i disegni facessero parte delle collezioni granducali, oppure che se ne conoscesse in qualche modo l’originaria provenienza. Durante i due secoli successivi la loro paternità raffaellesca non è mai stata messa in discussione. Luigi Scotti, pittore aggregato alla direzione della Reale Galleria degli Uffizi (carica all'epoca rivestita da Antonio Ramirez di Montalvo) tra il 1832 e al più tardi il 1837, individuava con sicurezza la funzione preparatoria dello studio in esame per il dipinto con 'San Giorgio e il drago' del Louvre, oggi solitamente datato 1504-1505 . La piccola tavola, insieme a quella raffigurante 'San Michele che assale il Demonio', (Paris, Musée du Louvre) a cui è unita in un dittico, fu commissionata da Giovanna Feltria della Rovere . L’utilizzo da parte di Raffaello dell'inv. 530 E nella fase finale o comunque a uno stadio piuttosto avanzato della realizzazione dell'opera pittorica è rivelato dalla presenza di fori per lo spolvero lungo le principali linee di contorno, eseguiti con minuziosa precisione e chiaramente serviti a trasferire il disegno o direttamente sulla tavola o su altro supporto. Nel foglio in esame l’iconografia di San Giorgio e il drago, tradizionalmente legata alla cultura cavalleresca, è riproposta dall'Urbinate attraverso un ardito taglio prospettico che enfatizza il vivace naturalismo della scena, per certi versi inedito nella produzione giovanile dell’artista. La critica ha spesso evidenziato come lo stile riveli una prima assimilazione delle novità introdotte a Firenze da Leonardo e da Michelangelo, conosciute di persona da Raffaello durante un primo breve soggiorno fiorentino collocabile tra il 1504 e il 1505, proprio in concomitanza del disegno oggi agli Uffizi. A Leonardo, in particolare, sono state ricollegate alcune precise scelte formali, come l’aspetto realistico del corpo carnoso del drago, ma anche il suo andamento vorticoso, il cui movimento spiraliforme è riprodotto nella coda del cavallo e nel cimiero di San Giorgio . D’altro canto, gli studi hanno anche individuato nella vitalità e nel dinamismo espressi dal cavaliere e dal suo destriero il possibile portato di un primo viaggio a Roma. Già nel 1882 Hermann Grimm aveva notato una stretta corrispondenza tra il cavallo raffaellesco e il gruppo scultoreo dei Dioscuri di Montecavallo. Nell’ambito di un più ampio e articolato studio, che prende le mosse da alcuni disegni dell'Urbinate raffiguranti il Pantheon e da altri con medesimo soggetto contenuti nel 'Codex Escurialensis', tale relazione è servita a John Shearman per sostenere l’ipotesi della presenza a Roma dell’artista già prima della fine del 1508, data comunemente accettata dalla critica per l'inizio dei lavori agli affreschi nella Stanza della Segnatura . Lo studioso, infatti, reputa possibili due viaggi precedenti a questa data, rispettivamente nel 1503 e nel periodo compreso tra il 1506 e il 1507, ritenendo che la posa del cavallo nel disegno con 'San Giorgio e il drago' degli Uffizi derivi dall'osservazione diretta del monumento di Montecavallo. Lo stesso Shearman non può, tuttavia, escludere che Raffaello si sia servito di una copia tratta da un libro di modelli, del tipo di quelli che circolavano in gran numero in Italia nel Quattrocento . Può essere interessante rilevare come di recente si sia ravvisata la ripresa di un modello pollaiolesco nel foglio inv. 529 E degli Uffizi, precedentemente citato. Questo disegno, infatti, condivide con quello in esame anche una simile cronologia, in quanto è preparatorio per il dipinto con 'San Giorgio e il drago' della National Gallery di Washington, solitamente datato in letteratura poco dopo il dittico del Louvre . Il prototipo del cavallo raffaellesco di Washington si può rintracciare in due opere pollaiolesche, nei cavalieri sullo sfondo del 'Martirio di San Sebastiano' (London, National Gallery) e nella parte equina del centauro di 'Ercole, Nesso e Dejanira' (New Haven, Yale University Art Gallery), con l'avvertenza che in quest'ultimo caso la visione frontale della creatura mitologica suggerisce l'uso da parte dell'artista di modelli plastici per studiare le figure da diverse angolazioni. . Del resto, poco prima del 1505 simili tipologie di cavalli e cavalieri, per cui si possono trovare analoghi prototipi, sono presenti in almeno altri due disegni di Raffaello, rispettivamente conservati alla Galleria dell'Accademia di Venezia e agli Uffizi (inv. 537 E r.). Nel foglio fiorentino, in particolare, solitamente considerato preparatorio per l’affresco con 'Il viaggio di Enea Silvio Piccolomini a Basilea' facente parte del ciclo della biblioteca Piccolomini a Siena, l'artista ha utilizzato, inoltre, una posa derivante dal celebre monumento antico dei Dioscuri, come si può notare in un cavallo all'estrema destra del foglio. L'attitudine dell'animale e del relativo cavaliere si ritrovano, seppure con lievi variazioni, nell'inv. 530 E . Ne consegue, pertanto, che tale postura faceva parte del repertorio a cui il giovane Urbinate comunemente attingeva e, se lo studio inv. 537 E fosse veramente databile tra il 1502 e il 1503, come si può ritenere, egli l’avrebbe utilizzata già prima del 1504-1505. Ciò che quindi si deduce dall’attento esame dei disegni citati finora e dall’individuazione dei possibili modelli per cavalli e cavalieri è che all’epoca dello studio in esame l’Urbinate fosse ancora impegnato a rielaborare i prototipi classici, più di frequente conosciuti in modo indiretto attraverso copie e derivazioni, adattandoli alle diverse esigenze dettate dalla composizione. Tale metodo di lavoro, in cui si può scorgere una matrice fiorentina quattrocentesca, fu recepito da Raffaello quando frequentava la bottega del Perugino, il quale per l’appunto aveva imparato a utilizzare diversi modelli variamente combinati tra loro a Firenze nell'atelier del Verrocchio . Alcuni studiosi ravvisano nel foglio in esame un debito nei riguardi di Michelangelo, anche se, a ben vedere, il tratteggio incrociato, molto vario e funzionale alla resa del volume, non sembra necessariamente riconducibile alla visione diretta di studi a penna di quest'ultimo artista , di cui è assente, infatti, la precipua attenzione per la resa anatomica. Quella tecnica deriva, invece, dal profondo assorbimento dei modi del Perugino, che nell’uso della penna, in particolare, si lega fortemente alla tradizione di stampo ghirlandaiesco, rintracciabile anche nel Buonarroti. Un indizio del contatto diretto con le opere di Michelangelo, si può forse ravvisare, invece, nella monumentalità incombente del gruppo composto dal destriero e dal suo cavaliere. L’ipotesi di un precoce viaggio a Roma non è qui suffragata, come si è precedentemente spiegato, da un reale cambiamento nel modo di rapportarsi e di intendere l'arte classica, che infatti costituisce un conseguimento più tardo, anche se di poco, nel percorso dell'artista. Semmai è proprio nell'impostazione spaziale fortemente scorciata del foglio degli Uffizi che si può individuare una possibile conseguenza del più volte ipotizzato viaggio romano, per quanto l'interesse per gli aspetti di natura prospettica sia una caratteristica già individuabile in Raffaello fino dalla formazione urbinate. Infatti, la disposizione obliqua di San Giorgio e della sua cavalcatura, che occupano con le masse dei corpi in movimento l'intera ampiezza del primo piano, collegandolo direttamente con lo sfondo, ha un significativo precedente nella soluzione prospettica ideata da Filippino Lippi nell'affresco raffigurante la 'Resurrezione di Drusiana' in Santa Maria sopra Minerva, opera di grande valore innovativo prodotta dalla scuola fiorentina nella città capitolina e sicuramente carica, quindi, di grande forza attrattiva per l'Urbinate. Il fatto che Raffaello possa averne conosciuto la composizione a Firenze attraverso i disegni preparatori (vedi scheda inv. 186 E r.) non esclude la possibilità che la visione diretta del dipinto a Roma abbia aiutato l’artista a comprenderne tutta l'originalità. Dalle impressioni ricavate da tale esperienza Raffaello potrebbe avere tratto ispirazione per lo scorcio che costituisce, forse, l’elemento di maggiore novità del 'San Giorgio e il Drago' degli Uffizi; una soluzione che in qualche misura presagisce i risultati conseguiti dall'Urbinate in questo campo nella piena maturità, come la 'Cacciata di Eliodoro' negli affreschi delle Stanze in Vaticano. (Raimondo Sassi 2016, con aggiornamenti marzo 2019)

Mostre

  • London 1930
    Exhibition of Italian Art 1200-1900, catalogo mostra London, Burlington House/ Royal Academy of Arts 1930, London 1930, p. 253 n. 484
  • Firenze 1960
    Sinibaldi G., Mostra di disegni dei grandi maestri, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1960, Firenze 1960, p. 12 n. 58
  • Firenze 1982-1983
    Ferino Pagden S., Disegni umbri del Rinascimento da Perugino a Raffaello, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffiizi 1982-1983, Firenze 1982, pp. 100-101 n. 59 (scheda a cura di Ferino Pagden S.)
  • Firenze 1984
    Comitato nazionale per le celebrazioni del quinto centenario della nascita di Raffaello, Raffaello a Firenze. Dipinti e disegni delle collezioni fiorentine, catalogo mostra Firenze, Palazzo Pitti 1984, Milano 1984, pp. 296-297, n. 9, fig. 21 (scheda a cura di Ferino Pagden S.)
  • London 2010
    Chapman H./ Faietti M., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance drawings, catalogo mostra London, British Museum, Department of Prints and Drawings 2010, London 2010, pp. 302-305 n. 97, ripr. a p. 305
  • Firenze 2011
    Chapman H./ Faietti M., Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra' Angelico a Leonardo, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala delle Reali Poste 2011, Firenze 2011, pp. 302-305 n. 97, ripr. a p. 305

Bibliografia

  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. III ("Raffaello da Urbino") v. Universale VI n. 11; v. III ("Raffaello da Urbino") v. II dei Grandi n. 17
  • Scotti L. 1832 [agg. fino 1837] (GDSU, ms. 127, coll. n. 42)
    Scotti L., Catalogo dei disegni originali dei Pittori, Scultori et Architetti, che si conservano nella celebre Collezione esistente nella Imperiale e Reale Galleria di Firenze, 1832 [agg. fino 1837] (GDSU, ms. 127, coll. n. 42), c. 51
  • Passavant J. D. 1839
    Passavant J. D., Rafael von Urbino und sein Vater Giovanni Santi, Leipzig, 1839, v. II p. 484 n. 126
  • Ramirez di Montalvo A. 1849 (GDSU, Coll. n. 43)
    Ramirez di Montalvo A., Catalogo dei disegni scelti della R. Galleria di Firenze, 1849 (GDSU, Coll. n. 43), cassetta II n. 30
  • Passavant J. D. 1860
    Passavant J. D., Raphael d'Urbin e son père Giovanni Santi, Paris, 1860, v. II p. 420 n. 125
  • Lagrange L. 1862
    Lagrange L., Catalogue des Dessins des Maitres exposés dans la Galerie des Uffizii, à Florence, in Gazette des Beaux-Arts, XII, 1862, pp. 452-453 n. 438
  • Ruland K. 1876
    Ruland K., The works of Raphael Santi da Urbino as represented in the Raphael collection in the Royal Library at Windsor Castle formed by H. R. H. the Prince Consort, 1853-1861 and completed by Her Majesty Queen Victoria, Weimar, 1876, p. 111 n. VI.3
  • Morelli G. (alias Lermolieff I.) 1880
    Morelli G. (alias Lermolieff I.), Die Werke italienischer Meister in den Galerien von München, Dresden und Berlin, Leipzig, 1880, p. 346
  • Ferri P. N. 1881
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni esposti al pubblico nel corridoio del Ponte Vecchio nella R. Galleria degli Uffizi con l'indice dei nomi degli Artefici, Firenze, 1881, p. 32 cornice 148
  • Müntz E. 1881
    Müntz E., Raphaël, sa vie, son oeuvre et son temps, Paris, 1881, p. 121
  • Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B. 1882
    Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B., Raphael, his life and works, London, 1882, v. I p. 207
  • Morelli G. (alias Lermolieff I.) 1882
    Morelli G. (alias Lermolieff I.), Raphaels Jugendentwicklung, in Repertorium für Kunstwissenschaft, V, 1882, p. 160
  • Springer A. 1883
    Springer A., Raffael und Michelangelo, Leipzig, 1883, v. I p. 118
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 203
  • Morelli G. 1893
    Morelli G., Kunstkritische Studien über italienische Malerei. Die Galerie zu Berlin, Leipzig, 1893, pp. 268 nota k, p. 293
  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), cornice 260 n. 530
  • Fischel O. 1898
    Fischel O., Raphaels Zeichnungen. Versuch einer Kritik der bisher Veröffentlichten Blätter, Strassburg, 1898, p. 7 n. 11
  • Amersdorffer A. 1901
    Amersdorffer A., Kritische Studien über das Venezianische Skizzenbuch, Berlin, 1901, Berlin, Friedrich-Wilhelms-Universität, Diss., 1901, p. 63
  • Gronau G. 1902
    Gronau G., Aus Raphaels Florentiner Tagen, Berlin, 1902, p. 26
  • Scalvanti O. 1908
    Scalvanti O., Il disegno raffaellesco dei Conti Baldeschi di Perugia per la Libreria Piccolomini del Duomo senese, Perugia, 1908, p. 47, fig. 6a
  • Fischel O. 1913
    Fischel O., Raphaels Zeichnungen. I, Berlin, 1913, v. I p. 73 n. 57
  • Venturi A. (1913) 1967
    Venturi A., Storia dell'arte italiana. VII.2, Nendeln, (1913) 1967, p. 852, fig. 651
  • Frizzoni G. 1914
    Frizzoni G., I disegni della R. Galleria degli Uffizi, 1912-1921. Disegni di Raffaello. Serie III fasc. II, Firenze, 1914, n. 5
  • Panofsky E. 1915
    Panofsky E., Raffael und die Fresken in der Dombibliothek zu Siena, in Repertorium fuer Kunstwissenschaft, XXXVII, 1915, p. 276
  • Venturi A. 1916
    Venturi A., Disegni di Raffaello avanti la venuta a Roma, in L’Arte, , 1916, p. 337
  • Conway M. (1916) 1915-1916
    Conway M., Raphael's drawings, in The Burlington magazine, XXVIII, (1916) 1915-1916, p. 151
  • Venturi A. 1920
    Venturi A., Raffaello, Roma, 1920, p. 124
  • Zanetti L. 1924
    Zanetti L., Raffaello disegni e lettere, Bologna, 1924, p. 23 n. 5
  • Venturi A. (1926) 1967
    Venturi A., Storia dell'arte italiana. XI.2. La pittura del Cinquecento, Nendeln, (1926) 1967, p. 130
  • London 1930
    Popham A. E., Italian drawings exhibited at the Royal Academy, Burlington House, London, catalogo mostra London, Royal Academy of Arts/ Burlington House 1930, London 1931, p. 34 n. 119
  • Ortolani S. 1942
    Ortolani S., Raffaello, Bergamo, 1942, p. 18, fig. 20
  • Middeldorf U. 1945
    Middeldorf U., Raphael’s Drawings, New York, 1945, p. 31 n. 9
  • Fischel O. 1948
    Fischel O., Raphael, London, 1948, p. 357
  • Forlani A. 1962
    Forlani A., Il Cinquecento. Scuole fiorentina, senese, romana, umbra, marchigiana e dell'Italia meridionale. Il disegno italiano, collana diretta da L. Grassi, Venezia, 1962, p. 148
  • Forlani Tempesti A. 1968
    Forlani Tempesti A., I disegni, in Salmi M., Raffaello. L’opera, le fonti, la fortuna, Novara ,1968, p. 337
  • Forlani Tempesti A. 1970
    Forlani Tempesti A., Capolavori del Rinascimento: il primo Cinquecento toscano, Milano, 1970, p. 15 (s.n.p.), tav. XXIII
  • Pope-Hennessy J. [1970]
    Pope-Hennessy J., Raphael, New York, [1970], p. 127
  • Forlani Tempesti A./ Petrioli Tofani A. 1972
    Forlani Tempesti A./ Petrioli Tofani A., I grandi disegni italiani degli Uffizi di Firenze, Milano, 1972, n. 41
  • Siblík J. 1975
    Siblík J., Raphaël. Dessins, Paris, 1975, p. 16
  • Ferino S./ Oberhuber K. 1977
    Ferino S./ Oberhuber K., Biblioteca di disegni. 15. Maestri umbri del Quattro e Cinquecento. Perugino, Pinturicchio, Spagna, Signorelli, Viti, Raffaello, Firenze, 1977, p. 27 n. 25, tav. 25
  • Shearman J. 1977
    Shearman J., Raphael, Rome, and the Codex Escurialensis, in Master drawings, XV, 1977, p. 132
  • De Vecchi P. 1981
    De Vecchi P., Raffaello. La pittura, Firenze, 1981, p. 18, fig. 13
  • De Vecchi P./ Petrioli Tofani A. 1982
    De Vecchi P./ Petrioli Tofani A., I disegni di Raffaello nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Milano, 1982, pp. 16-17 n. 6 (scheda a cura di De Vecchi P.)
  • Washington 1983
    Brown D. A., Raphael and America, catalogo mostra Washington, National Gallery of Art 1983, Washington 1983, p. 140
  • Forlani Tempesti A. 1983
    Forlani Tempesti A., Raffaello: disegni, Firenze, 1983, , tav. XIII
  • Joannides P. 1983
    Joannides P., The Drawings of Raphael with a Complete Catalogue, Oxford, 1983, p. 148 n. 62, ripr. a p. 148
  • Knab E. 1983
    Knab E., La nascita del disegno autonomo e gli esordi di Raffaello, in Knab E./ Mitsch E./ Oberhuber K., Raffaello. I disegni, Firenze ,1983, pp. 65-66
  • Mitsch E. 1983
    Mitsch E., Il periodo fiorentino e i primi anni romani, in Knab E./ Mitsch E./ Oberhuber K., Raffaello. I disegni, Firenze ,1983, pp. 85-86
  • Oberhuber K./ Ferino Pagden S./ Huber E. W. 1983
    Oberhuber K./ Ferino Pagden S./ Huber E. W., Catalogo dei disegni, in Knab E./ Mitsch E./ Oberhuber K., Raffaello. I disegni, Firenze ,1983, p. 593 n. 126, fig. 126
  • Shearman J. 1983
    Shearman J., A drawing for Raphael's 'Saint George', in The Burlington magazine, CXXV, 1983, pp. 15-25
  • Petrioli Tofani A. 1986
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni esposti 1, Firenze, 1986, pp. 237-238, ripr. a p. 238
  • Meyer zur Capellen J. 2001
    Meyer zur Capellen J., Raphael a Critical Catalogue of His Paintings. I. The Beginnings in Umbria and Florence ca. 1500-1508, Landshut, 2001, pp. 155-156 sotto il n. 13, fig. 13/I.1
  • London 2004-2005
    Chapman H./ Henry T./ Plazzotta C., Raphael from Urbino to Rome, catalogo mostra London, National Gallery Company 2004-2005, London 2004, p. 136 sotto al n. 34, fig. 64 (scheda a cura di Henry T.)
  • Coliva A. 2006
    Coliva A., Raffaello da Firenze a Roma, in Coliva A., Raffaello da Firenze a Roma, catalogo mostra Roma, Museo e Galleria Borghese 2006, Milano 2006, p. 44
  • Urbino 2009
    Mochi Onori L., Raffaello e Urbino. La formazione giovanile e i rapporti con la città natale, catalogo mostra Urbino, Palazzo Ducale 2009, Milano 2009, p. 219 sotto il n. 63 (scheda a cura di Del Torre Scheuc F.)
  • Chapman H. 2010
    Chapman H., Introduction, in Chapman H./ Faietti M., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance drawings, catalogo mostra London, British Museum, Department of Prints and Drawings 2010, London 2010, pp. 17, 34, 38, 58
  • Ames-Lewis F. 2011
    Ames-Lewis F., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance Drawings (London, British Museum, 22 April–25 July 2010, and Florence, Galleria degli Uffizi, 1 February to 30 April 2011), in Renaissance Studies, XXV, 2, 2011, p. 328
  • Chapman H. 2011
    Chapman H., Il disegno italiano del Quattrocento, in Chapman H./ Faietti M., Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra' Angelico a Leonardo, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala delle Reali Poste 2011, Firenze 2011, pp. 17, 34, 38, 58, ripr. a p. 305
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 643 n. 11
  • Bambach C. C. 2015
    Bambach C. C., The Cartoon for La Belle Jardinière, Replicas, and Practices of Full-ScaleDesign in Raphaels Florentine Madonnas, in Jacoby J./ Sonnabend M., Raffael als Zeichner. Die Beiträge des Frankfurter Kolloquiums, Petersberg ,2015, p. 77 nota 13
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