Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "6587 F"

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Scheda aggiornata al 25-03-2020
Opera 6587 F
  • inv. 6587 F
  • Carucci Iacopo detto Pontormo (1494/ 1557)
  • Autoritratto
  • Tecnica e materia: pietra rossa su carta tinteggiata al verso con pietra rossa diluita
  • Misure: 155 x 107 mm

Iscrizioni

  • A. Petrioli Tofani: "Cox 277/ Deposizione S. Felicita (1526-7)", a matita sul vecchio montaggio

Notizie storiche e critiche

Già Bernard Berenson (1903) aveva chiaro come lo studio di figura maschile a mezzo busto degli Uffizi fosse preparatorio per il personaggio che spunta alle spalle del gruppo principale sul lato destro della pala eseguita da Pontormo tra il 1526 e il 1528 per la cappella Capponi in Santa Felicita . Luciano Berti (1956) per primo ha individuato nel volto dell’uomo anziano, che nel dipinto assiste alla scena da una posizione defilata, un probabile autoritratto del Pontormo. La decorazione della cappella, commissionata all’artista da Ludovico Capponi nel 1525, prevedeva anche la raffigurazione di 'Dio Padre con quattro Patriarchi' nella cupola (oggi perduti ), degli 'Evangelisti' entro tondi ai quattro angoli tra gli archi e dell’'Annunciazione' sulla parete di destra. Sono state avanzate varie ipotesi interpretative sul soggetto della pala. Tradizionalmente descritto come 'Deposizione' (“Cristo morto deposto di croce, il quale è portato alla sepoltura”, come asserisce Giorgio Vasari nell'edizione giuntina delle 'Vite' ), il contenuto dell’immagine può essere denominato 'Lamentation' secondo Janet Cox-Rearick (1964), mentre John Shearman ritiene che la scena raffiguri un momento leggermente successivo a quello della separazione del corpo di Cristo dalla madre e precedente alla sua sepoltura, definibile con il termine 'Entombment'. Al centro della scena si trova la Madonna sprofondata in un dolore immenso, inesprimibile, come un grido strozzato in gola, mentre è ormai avvenuto il distacco definitivo dal figlio. Per questo motivo si è anche pensato a una 'Pietà' separata, o “dissociata” (Lebensztejn 1992), in cui la dimensione psicologica della Vergine viene amplificata dalla rappresentazione delle diverse gradazioni del dolore nelle espressioni e nei gesti dei vari personaggi. Recentemente Antonio Natali ha proposto una nuova interpretazione della pala, individuando nell’azione in primo piano l’offerta del corpo di Cristo come 'panis angelicus', esplicito richiamo all’Eucarestia mediato dai testi di Sant’Agostino . È evidente quale enorme sforzo di elaborazione l’opera abbia richiesto all’artista. Certamente, la 'Pietà di Luco' (1523-1524), eseguita pochi anni prima dal suo maestro, Andrea del Sarto, costituisce un chiaro precedente sul piano contenutistico per il diretto accostamento del corpo di Cristo e dell’Eucarestia. Del resto, i disegni preparatori di Pontormo e in particolare quelli che si concentrano sui volti dei personaggi (ad esempio GDS inv. 6577 F), evidenziano anche sul piano stilistico la loro stretta parentela con gli studi di teste di Andrea, dimostrando un simile interesse per l’osservazione delle espressioni come un riflesso dell’animo (ad esempio GDS inv. 644 E). Questo tipo di fogli ha la sua fondamentale premessa in alcuni disegni di Leonardo per la 'Battaglia di Anghiari', anche nella scelta della pietra rossa come medium grafico (confronta Budapest, Szépmüvészeti Múzeum, inv. 1774). Va notato, però, che, rispetto ad Andrea, Pontormo manifesta un più spiccato atteggiamento sperimentale. La pietra rossa permette di ottenere una ricca gamma tonale, producendo effetti di tipo cromatico . Nel disegno in esame si nota la scelta di una punta molto sottile che crea un tratteggio fine e luminoso, secondo modalità tipiche di Pontormo nella seconda metà degli anni venti del Cinquecento. Inoltre, nella parte sinistra del foglio l’artista ha sfumato i contorni, in modo da suggerire una vibrazione atmosferica rosata intorno alla figura. In un altro studio di testa leggermente più tardo, conservato al Museo Horne (inv. 5542 ), Pontormo si serve del pennello per diluire con l’acqua la pietra rossa, ottenendo un effetto quasi pittorico . Già dall’ultimo quarto del decennio precedente Jacopo ha intensificato l’indagine psicologica e nella 'Cena in Emmaus', realizzata per la foresteria della Certosa del Galluzzo e datata 1525, ha introdotto nella composizione sacra ritratti estremamente realistici, nuovi rispetto ai modi del Sarto, come dimostra il foglio di Londra (British Museum inv. 1936-10-10-10) con uno studio dal vero di due monaci per quest’ultimo dipinto . Sul verso dello stesso foglio si trova una figura maschile seminuda, in cui la critica identifica in modo concorde un autoritratto dell’artista. La posizione della mano sinistra, solo parziamente visibile, suggerisce che Pontormo stia disegnando mentre osserva la propria immagine riflessa in uno specchio (C.B. Strehlke, in Philadelphia 2004). La morfologia del volto presenta chiare affinità con quella dell’uomo nel disegno in esame, simili gli occhi tondi, le labbra ricurve, il naso, il profilo degli zigomi e delle mascelle. Le sembianze dell’artista sono documentate anche dal ritratto fattogli nel 1552 dal Bronzino nella 'Discesa al Limbo', ma la somiglianza in quel caso è meno stringente a causa del lungo lasso temporale che lo separa dalla pala di Santa Felicita. L’autoritratto degli Uffizi, in cui l’artista assume volutamente un’espressione di profonda tristezza, mostra come l’interesse per il dato naturale e per la rappresentazione delle emozioni umane conduca Pontormo a rivolgere la propria indagine su di sé, come nell’esemplare londinese, probabilmente, mediante l’ausilio dello specchio. Come pensava anche Leonardo, la ricerca artistica richiede un continuo sforzo introspettivo, che può prevedere anche lo studio della propria immagine riflessa. Tuttavia, il vero obiettivo del pittore consiste nel trasporre la propria esperienza personale e il proprio mondo interiore sul piano della visione spirituale, o intellettuale, dell’opera d’arte, che risponde a proprie regole specifiche . In questo senso si spiegano, ad esempio, le correzioni apportate al proprio volto nel dipinto rispetto al disegno, per adattarlo alle fattezze di un uomo più anziano, come era Giuseppe d’Arimatea . Anche la lieve modifica dell’inclinazione del capo è dettata dall’esigenza di rendere l’attitudine più confacente al personaggio e al contesto sacro nel quale è inserito. (Raimondo Sassi 2018)

Mostre

  • Firenze 1910
    Catalogo della mostra dei disegni di Andrea del Sarto e del Pontormo, catalogo mostra Firenze, R. Galleria degli Uffizi 1910, Firenze 1910, p. 24 cornice 30
  • Firenze 1996
    Falciani C., Pontormo. Disegni degli Uffizi, catalogo mostra Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi 1996, Firenze 1996, p. 10 n. I.2, fig. 2 (scheda a cura di Falciani C.)
  • Philadelphia 2004-2005
    Strehlke C. B., Pontormo, Bronzino and the Medici the trasformation of the Renaissance portrait in Firenze, catalogo mostra Philadelphia, Philadelphia Museum of Art 2004-2005, Philadelphia 2004, p. 86 n. 15 (scheda a cura di Strehlke C. B.)
  • Madrid 2014
    Fuentes Santos M., Pontormo. Dibujos, catalogo mostra Madrid, Fundación MAPFRE 2014, Madrid 2014, p. 13, fig. 13 (scheda a cura di Jiménez Burillo P.)
  • Frankfurt am Main 2016
    Eclercy B., Maniera. Pontormo, Bronzino and Medici Florence, catalogo mostra Frankfurt am Main, Städel Museum 2016, Munich 2016, pp. 136-137 n. 52, ripr. a p. 137 (scheda a cura di Kutschke A.)
  • Firenze/ New York/ Los Angeles 2018-2019
    Edelstein B./ Gasparotto D., Incontri miracolosi: Pontormo dal disegno alla pittura, catalogo mostra Firenze/ New York/ Los Angeles, Firenze, Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie/ New York, The Morgan Library & Museum/ Los Angeles, The J. Paul Getty Museum 2018-2019, Firenze 2018, pp. 102-105 n. 2 (scheda a cura di Sassi R.)

Bibliografia

  • Ferri P. N. 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72)
    Ferri P. N., Catalogo dei disegni cartoni e bozzetti esposti al pubblico nella R. Galleria degli Uffizi ed in altri Musei di Firenze compilato da Pasquale Nerino Ferri ispettore preposto al Gabinetto dei disegni e delle stampe nella detta Galleria, 1895-1901 (GDSU, coll. n. 72), p. 53 cornice 181
  • Berenson B. 1903
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters classified criticised and studied as documents in the history and appreciation of Tuscan art with a copiouscatalogue raisonné, London, 1903, v. I p. 322, v. II, p. 139 n. 1995
  • Clapp F. M. 1914
    Clapp F. M., Les dessins de Pontormo: catalogue raisonné précédé d'une étude critique;ouvrage illustré de huit planches hors texte, Paris, 1914, p. 169
  • Berenson B. 1938
    Berenson B., The drawings of the Florentine painters, Chicago, 1938, v. I p. 316, v. II p. 286 n. 2086A
  • Berenson B. 1961
    Berenson B., I disegni dei pittori fiorentini, Milano, 1961, v. I p. 461, v. II p. 478 n. 2086A, fig. 941
  • Cox-Rearick J. 1964
    Cox-Rearick J., Some early drawings by Bronzino, in Master drawings, II, 1964, v. I pp. 62-63, 262 n. 277, v. II fig. 263
  • Berti L. 1966
    Berti L., Pontormo, Firenze, 1966, , ripr. a p. CXV
  • Berti L. 1973
    Berti L., L'opera completa del Pontormo introdotta da scritti del pittore e coordinata da Luciano Berti, Milano, 1973, p. 84 n. 11
  • Byam Shaw J. 1976
    Byam Shaw J., Drawings by old masters at Christ Church Oxford, Oxford, 1976, p. 65 sotto il n. 119
  • Nyholm E. 1977
    Nyholm E., Arte e teoria del Manierismo, Odense, 1977, p. 122
  • Cox-Rearick J. 1981
    Cox-Rearick J., The drawings of Pontormo a catalogue raisonné with notes on the paintings, New York, 1981, v. I pp. 62-63, 262 n.277, v. II fig. 263
  • Nigro S. S. 1991
    Nigro S. S., Pontormo. Disegni, Genova, 1991, n.50 (scheda a cura di Guarrera C.)
  • Lebensztejn J. C. 1992
    Lebensztejn J. C., Le journal de Jacopo da Pontormo, Paris, 1992, , fig. 131, copertina
  • Costamagna Ph. 1994
    Costamagna Ph., Pontormo, Milano, 1994, pp. 261, 190 sotto il n. 52, p. 291 sotto il n. A47, fig. 120
  • Bertsch C. 1998
    Bertsch C., Jacopo Pontormo. Le quattro donne di Carmignano, Firenze, 1998, p. 45-49, fig. 14
  • Bertsch C. 2000
    Bertsch C., Jacopo Pontormo “Vier Frauen” in Carmignano, Wien, 2000, p. 42, fig. 14
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