Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "8796 F"

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Scheda aggiornata al 01-07-2019
Opera 8796 F
  • inv. 8796 F
  • Bonaccorsi Pietro detto Perin del Vaga (1501/ 1547)
  • Figura maschile nuda inginocchiata con le mani dietro la schiena
  • Tecnica e materia: pietra rossa su carta
  • Misure: 274 x 204 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 930) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "266", a penna sul recto del controfondo in alto
  • autore ignoto: "Franc.o Salviati", a penna sul verso

Notizie storiche e critiche

Assegnato da Pasquale Nerino Ferri a Bernardino Poccetti (scheda storica), riferito da Giulia Sinibaldi (Direttrice del GDSU dal 1941 al 1964) alla scuola di Baccio Bandinelli , il foglio è stato restituito a Perino del Vaga dalla Davidson (1969). Va anche segnalata l’iscrizione a penna sul verso "Francesco Salviati",fino a oggi ritenuta illeggibile. Il foglio è in relazione con il ‘modelletto’ preparatorio del celebre cartone – quest’ultimo perduto – del 'Giudizio e martirio dei diecimila martiri' oggi a Vienna (Albertina, Graphische Sammlung, inv. 2933, link ), studio eseguito da Perino del Vaga verso il 1522-1523 in vista della decorazione della lunetta commissionatagli dalla confraternita dei Martiri nella chiesa di San Salvatore di Camaldoli. Si tratta di un’opera particolarmente preziosa, non solo per le parole di elogio e ammirazione espresse da Giorgio Vasari, ma in quanto tra le rarissime testimonianze dell’attività dell’artista al tempo del suo breve rientro in patria nel 1522. Nel caso del foglio fiorentino l’attenzione si concentra su una sola figura, e precisamente il prigioniero legato e inginocchiato al centro della composizione, uno degli "ignudi, che ginocchioni, chi ritto ed altro chinato [...] legati per diverse vie, in attitudini varie, storcendosi con atti di pietà" sono ricordati da Vasari . Per la verità, l'identità di soggetto non può essere di per sé garanzia della paternità di Perino, pertanto, come vedremo, ulteriori conferme si devono ricercare nella tecnica e nello stile. Si tenga presente, a tal proposito, che il cartone disperso esercitò grandissima influenza sugli artisti del tempo e fu più volte copiato, come dimostrano i fogli del Louvre (département des Arts Graphiques, inv. 648, link ), di Chantilly (Musée Condé, inv. 91[80], attribuito a Jacopo Zucchi, link) e quello assegnato a Giorgio Vasari oggi presso il Fogg Art Museum di Cambridge (inv. 1932.265 link ) . Nel disegno si possono facilmente rintracciare modelli raffaelleschi, sia per quanto concerne la tecnica, sia per la soluzione figurativa. Il particolare uso della pietra rossa, infatti, piuttosto rara nella produzione di Perino che prediligeva la penna, si rifà ad esempi analoghi in Raffaello (Davidson 1969), mentre la posa della figura è desunta dal prigioniero inginocchiato in primo piano a sinistra davanti al trono della 'Battaglia di Ostia' nella 'Stanza dell’'Incendio di Borgo' (Davidson 1963, p. 20 e Cecchi in Mantova 2001). Il foglio evidenzia, inoltre, il ricordo di Michelangelo, costante punto di riferimento per tutta la vita di Perino, in particolare per l’attenzione prestata allo studio anatomico nella resa dei corpi in movimento. Non a caso il perduto cartone per cui la nostra figura è preparatoria fu giudicato dai contemporanei, in una Firenze entusiasta e sedotta da tanta bravura, secondo solo al cartone michelangiolesco della 'Battaglia di Cascina', vera e propria "scuola del mondo". Si noti, infine, come a fianco della figura intera compaiano studi di singole parti di quest’ultima, precisamente della gamba sinistra e della spalla destra. Tale metodo operativo costituisce una consuetudine abbastanza diffusa e raccomandata anche già nel Quattrocento dall’Alberti, che ne suggeriva l’uso agli artisti per non perdere di vista l’insieme, quando dovessero perfezionare alcuni dettagli. (Cristina Casoli 2015)

Mostre

  • Mantova 2001
    Parma E./ Algeri G., Perino del Vaga: tra Raffaello e Michelangelo, catalogo mostra Mantova, Galleria Civica di Palazzo Te 2001, Milano 2001, p. 117 n. 21 (scheda a cura di Cecchi A.)
  • Haarlem 2012-2013
    Gnann A./ Plomp M. C., Raphael and his School , catalogo mostra Haarlem, Teylers Museum 2012-2013, Haarlem 2012, p. 215 nota 2 (scheda a cura di Gnann A.)
  • Bonn 2013-2014
    Bietoletti S./ Frings J., Florenz!, catalogo mostra Bonn, Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland 2013-2014, Munchen 2013, p. 251 n. 150 (scheda a cura di Casoli C.)
  • Firenze 2018
    Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi 2018, Firenze 2018, p. 138 n. II.11 (scheda a cura di Grasso M.)

Bibliografia

  • Davidson B. 1969
    Davidson B., Perino del Vaga e la sua cerchia: Addenda e Corrigenda, in Master drawings, VII, 4, 1969, pp. 404-405, fig. 16
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. II p. 606
  • Grasso M. 2018
    Grasso M., Vasari ammiratore del Parmigianino a Bologna, in Faietti M./ Grasso M., D'odio e d'amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, catalogo mostra Firenze, Gallerie degli Uffizi, Sala Edoardo Detti 2018, Firenze 2018, p. 118
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