Progetto Euploos

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Scheda Catalogo "94 F"

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Scheda aggiornata al 10-02-2020
Opera 94 F
  • inv. 94 F
  • Finiguerra Maso (1426/ 1464)
  • Cinque mani due delle quali intrecciate
    Figura maschile con cappello e spada legata al fianco, la cui punta esce da sotto il mantello
  • Tecnica e materia: pietra nera naturale, penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito su carta
  • Misure: 194 x 135 mm
  • Stemmi, emblemi, marchi: timbro a inchiostro di collezione: Reale Galleria degli Uffizi (Lugt 929) sul recto in basso a destra

Iscrizioni

  • autore ignoto di epoca antica: "24", a penna sul recto a penna
  • P. N. Ferri: "1797 [barrato] / Ignoto del sec. XV [semicancellato] / Ant.o del Pollaiuolo", a matita nera sul verso in alto

Notizie storiche e critiche

Il foglio in esame proviene probabilmente dalla collezione del cardinale Leopoldo de' Medici (vedi scheda inv. 90 F) e figurava ancora all'interno dello stesso volume, denominato I dei Piccoli, alla fine del Settecento, quando fu descritto da Giuseppe Pelli Bencivenni (Catalogo dei disegni 1775 - 1793 GDSU, ms. 102, coll. n. 2). Si può ragionevolmente ipotizzare che i disegni degli Uffizi tradizionalmente ascritti a Finiguerra, con particolare riferimento a quelli già presenti nelle collezioni ganducali all'epoca del cardinal Leopoldo, fossero originariamente raccolti all'interno dei libri di disegni appartenenti alla bottega dell'artista fiorentino, dove erano usati come repertorio di modelli . Sappiamo infatti che Maso lasciò ai suoi eredi, a loro volta orafi, un cospicuo numero di fogli. Al di là delle emergenze documentarie e inventariali (a questo proposito vedi la scheda dell'inv. 90 F), tale provenienza trova consistenti riscontri anche nell'analisi materiale dei disegni stessi. Innanzitutto, la presenza di tracce di unto e ditate negli angoli si possono spiegare con la consultazione assidua nella bottega. D'altra parte l’assenza in certi casi di tali macchie si spiega con il fatto che i fogli sono stati ritagliati, in modo da ottenere un maggior numero di pezzi, in un'ottica moltiplicatoria tipica della mentalità del collezionista. Notiamo, inoltre, come anche le filigrane, se opportunamente confrontate con i soggetti, segnalino l'originaria suddivisione dei disegni in più libri. La filigrana con il "carro" è associata a soggetti zoologici (vedi inv. 745 Orn), quella con le "forbici" ricorre negli studi di figura, mentre l'"ancora" si accompagna a entrambe le due categorie precedenti. Anche i diversi tipi di numerazione su alcuni fogli confermano tale ipotesi (un esempio è costituito proprio dall'inv. 94 F). Il soggetto e le caratteristiche formali forniscono ulteriori indizi rispetto all'utilizzo di tali studi e ai procedimenti operativi comunemente adottati in una bottega fiorentina intorno alla metà del Quattrocento. I numeri d'inventario 90 F e 94 F sono simili tra loro e, insieme ai fogli invv. 83 F, 86 F e 87 F, mostrano come in certi casi questo tipo di disegni avesse una duplice funzione, sia come esercitazione grafica sia come repertorio di modelli. Entrambi i fogli presentano studi di mani dal vero impegnate in varie attività, in cui si legge chiaramente questa doppia valenza. Altri aspetti di questi due studi richiedono una più approfondita riflessione. Occorre innanzitutto ricordare che secondo la trattatistica dell'epoca l’‘imitatio’, posta alla base dell'arte del disegno, poteva rivolgersi sia al mondo naturale, si pensi, ad esempio, alle mani di un garzone di bottega appositamente messo in posa, sia all'arte antica; ma a ben vedere tale distinzione era più esteriore che reale, basti pensare, appunto, come il disegno stesso, nel momento in cui veniva realizzato, fosse pensato anche per servire a sua volta da modello. Sul piano operativo esisteva, dunque, una ben più vasta gamma di situazioni e sfumature; i due termini di confronto, considerati agli estremi dal sistema teorico, nella pratica tendevano a confondersi e a interagire strettamente l'uno con l'altro. Di tale complessità è in certa misura testimone l'uomo con mantello e cappello, dal volto disposto rigorosamente di profilo, raffigurato sul foglio in esame. Un'analoga posizione del viso si ritrova anche nella testa d'uomo con barba e cappello a tesa larga dell'inv. 90 F. Per quanto in questi due studi, come in quelli di mani sugli stessi fogli, sia possibile che le figure siano state desunte dal vero, anche se forse non direttamente, ma attraverso la mediazione di precedenti elaborazioni grafiche, è qui particolarmente evidente come il dato reale sia stato interpretato attraverso schemi formali convenzionali, in vista di un suo utilizzo all'interno di qualche composizione. La collocazione del volto di profilo, ad esempio, implica il rimando al tema del ritratto all'antica. Anche se in questo caso non si ravvisa l'intenzione di realizzare un vero e proprio ritratto, né quella di citare un prototipo antico in particolare, il modello ideale è genericamente richiamato nel modo caratteristico di ritagliare il profilo del volto con un segno netto e pulito sul fondo lasciato bianco. Possiamo ritenere che l'artista fosse, in qualche misura, consapevole di ciò, dato che il tema del ritratto all'antica è esplicitamente richiamato in altri disegni della serie degli Uffizi, come ad esempio l'inv. 65 F. In quest'ultimo foglio la rappresentazione del volto di profilo mira a una piena idealizzazione, diversamente da quanto avviene nelle figure dei fogli invv. 90 F e 94 F. Queste ultime, infatti, sono state pensate con una funzione principalmente pratica, come modelli utilizzabili all'interno di vari tipi di composizione proprio in virtù della loro voluta genericità. Il ricorso a uno schema formale di derivazione antica, dunque, assume la funzione di filtro culturale, che permette di elaborare il dato naturale, talvolta trasponendolo su un piano di rappresentazione che trascende quello della realtà quotidiana. È il caso dell'inv. 65 F, dove l'opera grafica di Maso realizza una profonda compenetrazione anche sul piano dei significati con la tradizione classica. Allo stesso tempo, la ripresa dello stesso motivo antico costituisce anche un espediente funzionale alle esigenze legate costruzione dell'immagine, come nel caso dell'inv. 90 F e dell'inv. 94 F. Un'ulteriore conferma viene sempre dalla figura dell'inv. 90 F, in cui si può ravvisare l'interpolazione di altri modelli questa volta non desunti dall'antico ma più probabilmente da opere pressoché coeve. Il grande cappello, la lunga barba e i capelli fluenti sulle spalle suggeriscono, infatti, un ulteriore riferimento a prototipi formali di derivazione tardo gotica. Tali caratteristiche rendevano il personaggio facilmente sfruttabile, ad esempio, all'interno di una composizione sacra (Raimondo Sassi 2012)

Mostre

  • Firenze 1986-1987
    Angelini A./ Bellosi L., Disegni Italiani del tempo di Donatello, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 1986-1987, Firenze 1986, p. 97 n. 103, fig. 141 (scheda a cura di Angelini A.)
  • Firenze 1992
    Petrioli Tofani A., Il disegno fiorentino del tempo di Lorenzo il Magnifico, catalogo mostra Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi/ Sale Ex Archivio 1992, Milano 1992, pp. 129-130 n. 6.3, fig. 6.3 (scheda a cura di Cecchi A.)
  • London 2010
    Chapman H./ Faietti M., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance drawings, catalogo mostra London, British Museum, Department of Prints and Drawings 2010, London 2010, pp.150-151 n. 26B, fig. 26B (scheda a cura di Chapman H.)
  • Firenze 2011
    Chapman H./ Faietti M., Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra' Angelico a Leonardo, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala delle Reali Poste 2011, Firenze 2011, pp. 150-151 n. 26B, fig. 26B (scheda a cura di Chapman H.)

Bibliografia

  • Baldinucci F. 1673 (GDSU, ms. III C 37, 738)
    Baldinucci F., Registro de’ Disegni Per Tenere S. A. Rev.ma, 1673 (GDSU, ms. III C 37, 738), "Finiguerrj"
  • Pelli Bencivenni G. [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102)
    Pelli Bencivenni G., Catalogo dei disegni, [1775 - 1793] (GDSU, ms. 102), v. II ("Finiguerri Tommaso") v. I dei Piccoli n. 25
  • Ferri P. N. 1890
    Ferri P. N., Catalogo riassuntivo della Raccolta di disegni antichi e moderni posseduta dalla R. Galleria degli Uffizi compilato ora per la prima volta dal conservatore Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1890, p. 113
  • Degenhart B./ Schmitt A. 1968
    Degenhart B./ Schmitt A., Corpus der Italienischen Zeichnungen 1300-1450 Sud und Mittelitalien, Berlin, 1968, v. I.2 p. 590 sotto il n. 620, fig. 886
  • Kubiak R. J. 1974
    Kubiak R. J., Maso Finiguerra, , 1974, Ph.D. dissertation, University of Virginia, p. 184
  • Petrioli Tofani A. 1991
    Petrioli Tofani A., Inventario. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Disegni di figura 1, Firenze, 1991, pp. 43-44, ripr. a p. 44
  • Elen A. J. 1995
    Elen A. J., Italian Late-Medieval and Renaissance Drawings-Books from Giovannino de’ Grassi to Palma Giovane. A codicological approach, Utrecht, 1995, p. 229 n. 25
  • Melli L. 1995
    Melli L., Maso Finiguerra. I disegni, Firenze, 1995, p. 70 n. 24, fig. 31
  • Chapman H. 2010
    Chapman H., Introduction, in Chapman H./ Faietti M., Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance drawings, catalogo mostra London, British Museum, Department of Prints and Drawings 2010, London 2010, pp. 17, 43, 50, 62
  • Chapman H. 2011
    Chapman H., Il disegno italiano del Quattrocento, in Chapman H./ Faietti M., Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra' Angelico a Leonardo, catalogo mostra Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala delle Reali Poste 2011, Firenze 2011, pp. 17, 43, 50, 62
  • Petrioli Tofani A. 2014
    Petrioli Tofani A., L'inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli Bencivenni. Trascrizione e commento, Firenze, 2014, v. I p. 368 n. 25
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